domenica 21 marzo 2010
Traversata di Monte San Rocco e Monte Cava da Prato Capito fino al Rifugio degli Alpini
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giovedì 18 marzo 2010
Monte della Selva da Fonte Vedice
Monte della Selva è la montagna che solitamente si associa al comune di Barisciano, sia perchè lo sovrasta decisamente, sia perchè si erige da un bosco che prende proprio il nome di Selva di Barisciano. Tutta la pineta è il frutto di un'opera di un rimboschimento avvenuta tra la fine del 1940 e l'inizio degli anni '50, ma a differenza di Monte Ruzza, ultimamente visitato,
qui è meno leggibile la mano dell'uomo nella disposizione delle piante, che, poste in maniera più disordinata e meno regolare, conferiscono al luogo un carattere un po' più selvaggio e naturale.
Siamo partiti da Fonte Vedice (1102 m), dove c'è un piccolo laghetto artificiale e un fontanile situati nei pressi della strada che porta a San Colombo. Lì è presente un cartello che indica la località col nome di Force e l'altitudine a 1270 m sul livello del
mare, ma guardando la carta militare abbiamo constatato l'errore della locazione del cartello: è sbagliato non è assolutamente lì! Ulteriore conferma è stata data anche dalla carta del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Mentre la carta del CAI, purtroppo, non copre la zona. Quindi, partiti da Fonte Vedice (1102 m) ci siamo incamminati lungo un antico tratturo predisposto per la monticazione, ossia la transumanza verticale,
quella che dai paesi montani portava ai pascoli superiori. La tradizione popolare di Barisciano nomina una parte del percorso dei Santarelli: pare che dei pastori, mentre percorrevano di notte questo tratturo, videro apparire due figure, volutamente additate come Santi, e da qui il nome. Il punto preciso in questione è
riconoscibile dalla presenza di una piccola nicchia scavata nella roccia, in cui era incastonata un'icona votiva a ricordo dell'evento, che qualcuno, purtroppo, ha asportato. Svalicato il tratturo abbiamo preso il percorso che passa in mezzo alla Selva di Barisciano. Lì, poco prima di entrare nel
bosco, abbiamo operato una deviazione a sud di Colle Biffone, intorno alla quota di 1361 metri, dove sono presenti delle antiche tombe italiche conformate a tumulo risalenti al V – IV secolo a.C.
Ripreso il percorso che si addentra nella Selva di Barisciano siamo saliti a vista in direzione della cima di Monte della Selva (1623 m).
Nonostante non sia alta come montagna la vista da lì è spettacolare: si vede tutta la catena del Gran Sasso, la Maiella, il Sirente (e anche il Velino dietro), Monte
Ocre, e i Monti dell'Alta Valle dell'Aterno e del Terminillo. Siamo scesi passando in direzione di Colle Sambuco, chiudendo l'anello e riprendendo così il tratturo.
L'itinerario descritto è stato proposto e guidato dall'Operatore Naturalistico Culturale Gaetano Falcone, Club Alpino Italiano sezione dell'Aquila.
mare, ma guardando la carta militare abbiamo constatato l'errore della locazione del cartello: è sbagliato non è assolutamente lì! Ulteriore conferma è stata data anche dalla carta del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Mentre la carta del CAI, purtroppo, non copre la zona. Quindi, partiti da Fonte Vedice (1102 m) ci siamo incamminati lungo un antico tratturo predisposto per la monticazione, ossia la transumanza verticale, Ocre, e i Monti dell'Alta Valle dell'Aterno e del Terminillo. Siamo scesi passando in direzione di Colle Sambuco, chiudendo l'anello e riprendendo così il tratturo.
L'itinerario descritto è stato proposto e guidato dall'Operatore Naturalistico Culturale Gaetano Falcone, Club Alpino Italiano sezione dell'Aquila.
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domenica 14 marzo 2010
Dai Piani di Pezza a Ovindoli
Oggi abbiamo sciato a stile zoccolato: nulla di sconcio, per carità, è che la neve era talmente appiccicosa da formare uno zoccolo sotto gli sci. Partite da Vado di Pezza (1467 m) abbiamo approfittato di una pista da fondo che serpeggia leggermente fino ad arrivare al Piano del Ceraso. Nulla di esaltante, ma con
accoglieva la strada, la pista non era nulla di speciale per buona parte del percorso: c'erano due canali stretti e profondi una quarantina di centimetri, sciati, pestati e ciaspolati; mentre la restante neve “non battuta” era difficilmente percorribile sia a
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venerdì 12 marzo 2010
Monte Ruzza dai Piani di Fugno
Oggi abbiamo eseuguito un percorso ad anello che passa per una delle montagne meno conosciute del gruppo del Gran Sasso: Monte Ruzza (1643 m). Senza dubbio la maggior particolarità di questa montagna è la visione del suo rimboschimento, che rende molto palese l'idea dell'intervento
dell'uomo sul territorio. Lasciata l'auto lungo la strada (che porta ai piedi di Monte Cristo) presso i Piani di Fugno, ci siamo incamminati in direzione della montagna. Da lì a poco la vista si è ghiaccio in superficie. Attraversato tutto il piano, e la Fonte Pantani (1382 m), ci siamo portati in direzione del Tempietto di Sant'Eusanio (1399 m), un vecchio rudere restaurato nel 1994 a
possa essere. Superata la cima ed alcune altre sommità, siamo scesi nei piano di Fugnetto, dove abbiamo ripreso la direzione per il Lago di Filetto, chiudendo così l'anello. Oggi la condizione non
domenica 7 marzo 2010
Rifugio Sebastiani da Alantino
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sabato 6 marzo 2010
Da Sella di Corno al Castello di Rascino
giornata era davvero splendida, calda, e dal cielo nitido. Credevo ci fosse più neve lungo il percorso, ma è stato meglio così. Con circa un'ora e mezza siamo arrivati alla Forchetta martedì 2 marzo 2010
Anello di Monte Bolza da Castel del Monte
Finalmente, dopo tanto, sono riuscita a fare il giro di Monte Bolza. Da quando Gaetano Falcone me ne ha parlato me lo sono prefissata nella mente come un'escursione da fare assolutamente, gli ho chiesto più volte di portarmici. La cosa non riusciva mai
sia per il tempo che per il meteo (che tra l'altro ancora continua a fare scherzi). Oggi, però, la condizione era ideale, eravamo al posto giusto al momento giusto. Siamo partiti da poco sopra Castel del Monte, nella località di San Donato (1367 m). Dallo
slargo, dove abbiamo lasciato le macchine, siamo saliti tenendoci sulla destra, con l'intenzione di fare l'anello di Monte Bolza in
senso antiorario. Arrivati al Guado della Montagna (1635 m) la vista sul Gran Sasso era molto suggestiva, vedeva correre la linea
dell'orizzonte lungo le creste innevate della sua mole maestosa. Abbiamo proseguito a mezza costa per alcuni chilometri,
fino all'altezza di Fonte Zorlana (1587 m), dove siamo scesi per fare una breve pausa. Scesi ulteriormente nella Piana di Campo Imperatore, abbiamo proseguito il giro passando per la Fonte
di Assergi (1550 m) e per la Sella di San Cristoforo (1645 m), riprendendo così il sentiero che passa per Fonte Frenda (1529 m) e conduce a Castel del Monte. Per tutto il giro abbiamo impiegato circa sei ore.
senso antiorario. Arrivati al Guado della Montagna (1635 m) la vista sul Gran Sasso era molto suggestiva, vedeva correre la linea
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