La notte prima erano tutti a cercare la cometa Neowise, lo
facevamo anche noi sotto il cielo di Campo Imperatore. In quel silenzio
stellato si
riuscivano a percepire le galassie, lo sconfinamento mentale non
aveva limiti, ogni incognita collettiva si fletteva nell’universo come
un’astrazione.
L’indomani, invece, davanti ai nostri occhi le montagne si riprendevano la
propria fisicità fatta di distese di prati, avvallamenti
e balzi rocciosi, così
presenti e terrene, pronte a ribadire la loro solenne eternità. Salivamo sopra
Monte Bolza dalla Fonte di Assergi, seguendo
vecchi sentieri visibili a tratti.
I pastori lasciavano libere le greggi, tra i cani custodi che ci allontanavano
e voli di corvi sopra le nostre teste.
L’erba, verdissima nei punti di maggior
umidità, iniziava a dorarsi sfumando tutta quella bellezza, nella quiete di
vecchi percorsi
trovavamo il silenzio e la pace. Sulla via del ritorno ci
inoltravamo nel Canyon della Valianara, scavato dal suo fiume di rena, chiudendo
così il
nostro anello mentre le strade iniziavano ad affollarsi sul fare del
mattino. Un signore ci chiede un’indicazione mostrando una cartina:
“Mi scusi
sa dirmi dove si trova Paesaggio Lunare?”. Certi ambienti non sono per tutti.
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domenica 19 luglio 2020
Il Paesaggio Lunare di Monte Bolza da Campo Imperatore
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martedì 2 marzo 2010
Anello di Monte Bolza da Castel del Monte
Finalmente, dopo tanto, sono riuscita a fare il giro di Monte Bolza. Da quando Gaetano Falcone me ne ha parlato me lo sono prefissata nella mente come un'escursione da fare assolutamente, gli ho chiesto più volte di portarmici. La cosa non riusciva mai
sia per il tempo che per il meteo (che tra l'altro ancora continua a fare scherzi). Oggi, però, la condizione era ideale, eravamo al posto giusto al momento giusto. Siamo partiti da poco sopra Castel del Monte, nella località di San Donato (1367 m). Dallo
slargo, dove abbiamo lasciato le macchine, siamo saliti tenendoci sulla destra, con l'intenzione di fare l'anello di Monte Bolza in
senso antiorario. Arrivati al Guado della Montagna (1635 m) la vista sul Gran Sasso era molto suggestiva, vedeva correre la linea
dell'orizzonte lungo le creste innevate della sua mole maestosa. Abbiamo proseguito a mezza costa per alcuni chilometri,
fino all'altezza di Fonte Zorlana (1587 m), dove siamo scesi per fare una breve pausa. Scesi ulteriormente nella Piana di Campo Imperatore, abbiamo proseguito il giro passando per la Fonte
di Assergi (1550 m) e per la Sella di San Cristoforo (1645 m), riprendendo così il sentiero che passa per Fonte Frenda (1529 m) e conduce a Castel del Monte. Per tutto il giro abbiamo impiegato circa sei ore.
senso antiorario. Arrivati al Guado della Montagna (1635 m) la vista sul Gran Sasso era molto suggestiva, vedeva correre la linea
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