giovedì 1 gennaio 2026

San Martino di Tremonti a Tocco da Casauria

Sotto il cavalcavia nei pressi di Tocco da Casauria si intravedeva un piccolo edificio abbandonato, erano i resti della chiesa diSan Martino di Tremonti. La sua origine risaliva all’XI secolo, e si collegava al castello di Alberico, un antico insediamentolongobardo edificato nel 1016 che mirava allora a ritagliarsi un’autonomia dall’Abbazia Casauriense che dominava quelleterre; nel secolo successivo venne tuttavia annesso, divenendo poi in epoca angioina suffeudo di Tocco. Fara inter montes,essere tra le montagne tra Rocca Tagliata e Monte Rotondo. Quello che ne rimaneva ora erano pochi resti dismessi e anonimi,l’elevazione di piccoli archi ancora in piedi, la volta del portico, l’arco del presbiterio, e il campaniletto a vela. Tra il fiume e laferrovia, la piccola chiesa viveva la sua desolazione tra una vegetazione incolta di arbusti e rovi mossi a richiudere l’unica stradad’accesso. Di seguito un articolo a riguardo: https://parolmente.it/la-chiesa-di-san-martino-di-tremonti-a-tocco-da-casauria-pe/

domenica 23 novembre 2025

I borghi fantasma della Baronia nei pressi di Ofena

Luoghi remoti, fugati nel silenzio della pietra scaldata al sole, tra nature incolte ed educate, tra antichi uliveti e vecchie vigne,dove sentieri bordati di sassi tracciavano ancora remoti passaggi. Giungevamo così al Borgo di San Silvestro, leggermente rialzatosu un lieve declivio a ridosso della valle. “Tutto era rimasto al suo posto, ma su tutto il tempo aveva inciso il proprio segno” riportavaun cartello descrittivo del luogo, dove case, orti e muretti si leggevano ancora, ma divelti e scoperchiati dall’abbandono. La piccolachiesa di San Silvestro era il cuore di quel minuscolo borgo dimenticato, dove un tempo la vita scorreva tra le murature e iprofili in pietra. Poco distanti, le Pagliare di Ofena si innalzavano sulla valle con maggior elevazione. Trovavamo qui un borgoparzialmente ristrutturato ma che da tempo aveva arrestato i suoi lavori, si percepiva una situazione immobile, fermata nellamemoria e dalle azioni, in attesa. Il piccolo campanile a vela della Chiesa del Colle dava all’insieme di edifici un carattere distintivo,il suo restauro aveva svelato tracce di affreschi e memorie lontane; non c’erano stati stravolgimenti, l’essenza rigorosa della pietra erastata mantenuta con rispetto di quello che rappresentava. Un’altra realtà remota era la Chiesa di Santa Maria di BorgoCollevenatorio, distante qualche chilometro, anch'essa memoria della Baronia. Recenti lavori di consolidamento avevano ristrutturatogli archi della volta e posto tiranti, ma tutto appariva ugualmente sospeso, come in attesa di ulteriori passaggi.

mercoledì 24 settembre 2025

L'Incompiuta di Venosa

La pietra si svelava nel suo rigore silenzioso, portatrice di simboliantichi, dall’oscurità della cripta della Santissima Trinità allaluce eterna dell’Incompiuta che come unico rivestimento aveva lavolta del cielo. Venosa era un luogo affascinante che si ponevacome caposaldo lungo la Via Appia – Regina Viarum – ci raccontavail suo passato importante, attraverso vie basolate, terme, taberneed altre domus. Una testa musiva di medusa rammentava il tempoe allontanava il male, ma la bellezza più grande era sulle paretilisce e ossidate della pietra, che immemore svelava fiori della vita,nodi apocalittici, cinte e sigilli nei luoghi più improbabili. Ognipietra era una scoperta che testimoniava il passaggio di culturelongobarde ed ebraiche, richiami simbolici al sacro Tempio diSalmone a Gerusalemme.

martedì 23 settembre 2025

Nella cripta della cattedrale di Acerenza

Si credis unda lavat. Pesci e anguille erano state scolpite nella pietra di un’antica acquasantiera. Tantissime simbologie prendevanoforma alla luce del nostro passaggio. Le colonne della cripta erano sorrette da enigmatici bassorilievi, una sirena a due code,un satiro suonante, tanti elementi dualistici che vertevano all’unità come sublimazioni di concetti alchemici. Tra draghi, stellee richiami apocalittici, quel piccolo scrigno univa sacro e profano nel cuore di terre silenziose, tra l’Appennino Lucano e ilprofilo del Gargano. Se credi l’onda ti travolge.

venerdì 19 settembre 2025

Pietra Cappa d'Aspromonte, nel Vallone delle Grandi Pietre

Pietra Cappa dava volto all’Aspromonte sacro e ancestrale, con una magnifica grande roccia tondeggiate eretta al disopra dei boschi, dominante il paesaggio come un culmine unificante terra e cielo. Le lisce pareti verticali, levigate dai millenni,spiccavano nel verde intenso di lecci, querce e corbezzoli, tra la Fiumara Bonamico e la Fiumara Careri. La consapevolezzadi essere in un luogo unico prendeva corpo ad ogni passo, lungo il suo bellissimo sentiero stranamente poco frequentato. Il valorespirituale al limite del sublime aveva riscontro anche nei luoghi circostanti, tra mirabili meteore dimorate da ascetari.Poco distante, le Rocce di San Pietro testimoniavano la sede di insediamenti rupestri, la loro costruzione risaliva probabilmentetra il IX e il XII secolo, per mano di monaci basiliani.