venerdì 19 agosto 2022

Riflessioni

È trascorso molto tempo da quando ho scritto l'ultimo articolo per il mio blog natura grezza, indagavo le simbologie della Porta Alchemica di Rivodutri, tra riflessioni e suggestioni dedicate ad una lunga ricerca alchemica che ha continuato poi a trovare sfogo nella pittura. Sono circa tre anni che elaboro pittoricamente il quesito della trasformazione, dai metalli vili all’oro anche la vita ha seguito di pari passo il riscatto della grande opera, e tra l’osservazione delle piccole cose e l’indagine della grandiosità della Natura, ho avuto bisogno del silenzio. Mi mancava però l’esercizio della scrittura, l’educazione mentale che ne derivava, l’indagine introspettiva che inevitabilmente innescava, quel desiderio comunicativo profondo che non si ferma all’apparenza. Il Tutto inteso in maniera soggettiva ed universale, mai oggettiva, come la bellezza dell’Arte. Farò salti indietro nel tempo per descrivere a posteriori i luoghi che non voglio dimenticare.

lunedì 25 aprile 2022

La Rocca e il Lago di Piediluco

Non voglio dimenticare la Rocca di Piediluco e le sue mura altissime che ne rendevano inaccessibile l’interno. Si raggiungeva attraversoun ripido sentiero che saliva dall’abitato sottostante, portando lo sguardo ad innalzarsi su panorami lontani. L’interno, visibiletra le grate, dava abitazione a rovi e a piccoli uccelli, liberi di volare in uno spazio a diretto contatto col cielo, senza finestre,limiti e coperture. Seguivamo in bici il perimetro irregolare del Lago di Piediluco compiendo un anello tra asfalti e sterrate.




domenica 10 aprile 2022

Il falso fiore della vita presso l’antica cattedrale di San Massimo di Forcona

La bellezza dei fiori della vita era nel mistero della geometria sacra, nell’idea di armonia del creato, nella proporzione che accompagnavail congiungimento tra microcosmo e macrocosmo. Li cercavo ovunque e spesso mi trovavano. Quel semplice poligono esagonale,base strutturale del fiore, era in grado di moltiplicarsi all’infinito fino a generare stelle e galassie, ma anche di scomporre la materiafino alle sue parti più infinitesimali, seguendo sempre la legge delle proporzioni. Tornavo a cercarli nei luoghi del passato, e anchese li trovavo non perfetti per me erano comunque segno di un’assoluta emozione. Nell’ora del tramonto li cercavo presso l’antica cattedraledi San Massimo di Forcona a Civita di Bagno, un luogo di straordinaria bellezza nonostante l’incuria e il declino, vi ero stata in passato, inun tardo pomeriggio d’estate, trovandola avvinghiata dai rovi, mentre adesso era più percorribile con la vegetazione a riposo. Indagavoquelle antiche pietre che mano a mano si inondavano della luce rosea del tramonto, non trovando nulla purtroppo. Mi accontentavoperò con gioia del decoro floreale di un vecchio materiale di risulta inserito all’esterno, che tra spirali, croci ed altri motivi incisi supietra, lasciava comunque schiudere un fiore a sei petali.

Monte Cerro e il Castello di Sant'Eusanio Forconese

Non voglio dimenticare la bellezza del cielo di aprile, la freschezza dell’aria e le sue nuvole rapprese. Ricordo come Monte Cerro sorgeva solitario tra i luoghi della beatitudine, un piccolo trampolino visivo sulla Valle dell’Aterno, percorso sulla sua schiena da un sentiero chene seguiva tutto il crinale fino ad arrivare al Castello di Sant’Eusanio Forconese. La bellezza della pietra lavorata dei muri, il velo del tempo, il peso imponente del passato, conferivano ancor più suggestione a quel luogo bellissimo e solitario. Un piccolo cartello dava leinformazioni che riporto di seguito. Il castello sorge sulla sommità del monte Cerro in una posizione di controllo della vallata sottostante e in stretto collegamento visivo con i castelli di Ocre, San Pio delle Camere e Barisciano. La prima costruzione del castello è del XII-XIIIsecolo sul luogo di un probabile insediamento vestino. Il primo impianto era costituito da una cinta muraria intervallata dalle torri quadrate ed era protetto a Ovest da un fossato. L'accesso originario avveniva da una porta con arco ogivale che era facilmente difendibilegrazie a un tiro incrociato; oggi questa porta si presenta tamponata. Il castello fu abbandonato in seguito al terremoto del 1461 che lo rase quasi al suolo, quando agli abitanti superstiti fu permesso di edificare un castello con lo stesso nome in luogo più adatto: l'attualeborgo di Sant'Eusanio Forconese. A distanza di alcuni anni dal sisma, però, il castello venne nuovamente ristrutturato con l'aggiunta di torri semicircolari con un diametro interno tra i 3 e i 5 metri. È possibile ipotizzare che da allora il castello non sia stato piùabitato con continuità, ma abbia ospitato la popolazione solo in caso di attacco da parte di nemici. La presenza, all'interno, di cisterne per la raccolta delle acque e di strutture funzionali allo stoccaggio del cibo, avvalorano quest'ipotesi. Le ultime modifiche significativedella struttura risalgono al XVII secolo, quando venne costruita la chiesa dedicata alla Madonna del Castello che venne addossata alle mura e a una delle torri quadrate, lasciando intendere che il castello aveva ormai perso la sua funzione difensiva.
Puoi vedere l'animazione in 3D con la ricostruzione del castello medievale utilizzando il QR code o collegandoti al sito: https://valledellaterno.it/torri-e-castelli/castello-di-santeusanio-forconese/ (testo in corsivo tratto da un cartello informativo del luogo)

sabato 26 marzo 2022

La Porta Alchemica di Rivodutri

La Porta Alchemica di Rivodutri introduceva ad un piccolo giardino comunale, era stata smontata e rimontata più volte e questa era la sua terza dimora. Il piccolo paese ci accoglieva nella suaquiete, e confondeva quel portale così insolito tra le vie delle sue case. Molte simbologie si scolpivano tra i bassorilievi di pietra, antichi sigilli da decifrare per oltrepassare il varco e compiere laGrande Opera della trasmutazione dei metalli, ma soprattutto il momento di passaggio simbolico che indagava il rapporto tra corpo, anima e spirito. Acqua, aria, terra, fuoco e quintessenza convergevanoattraverso una lettura che iniziava dal basso e attraversava il mare della nigredo, dove era necessario prima immergersi nel caos, nella materia prima, matrice di tutte le cose. Il simbolo di Mercuriorimandava all’argento vivo, primo agente della pietra filosofale, metallo fluido come fuoco che brucia ed acqua permanente, in grado di essere sia veleno che cura. Omnia bona mecum e l’invocazione agliastri definiva stelle, lune e soli, con la congiunzione di un’eclissi, si chiarificavano le tenebre lasciando riconciliare gli opposti con l’albedo di una primavera alchemica. In equilibrio tra inconscioe coscienza, pena la follia, gli opposti si univano adesso sotto l’architrave di un ermafrodito, il rebis, re e regina uniti da una corona rappresentavano la congiunzione degli opposti,del maschile e del femminile, della coscienza con l’inconscio, dello spirito e della materia, dove l’uno esiste solo grazie all’altra, ed insieme sono la perfezione dell’Uno è Tutto.
Un piccolo cartello del luogo ne riportava alcune informazioni: "L'ARCO ALCHEMICO O PORTA DI NICOLO’ Eretto tra il XVI e il XVII sec., è uno dei monumenti più enigmatici presenti in arealaziale. I significati simbolici delle pregevoli sculture presenti sulla porta hanno interrogato numerosi studiosi, ma ancora oggi un alone di mistero avvolge il senso dei rilievi. I temi trattatinelle sculture si legano alla trattatistica dei Gesuiti e uniscono, tra gli altri, simboli cabalistici a scene tratte dal Nuovo Testamento. Nelle formelle sono narrati, insieme all'aspetto teologicocristiano, alcuni miti greci, in un complesso intreccio con il pensiero alchemico del Rinascimento. A queste narrazioni si sovrappongono le allegorie delle stagioni e dei quattro elementi fondamentali:acqua, aria, terra e fuoco. Secondo alcuni studi (Leoni V., Sampalmieri M., Vannozzi L.), l'arco “riporta i simboli che esprimono la trasmutazione non solo e non tanto dei metalli in oro,quanto della psiche e dei rapporti tra corpo-anima-spirito nell'uomo...”


sabato 5 marzo 2022

Anello della Cupola di San Pietro da Vigliano

Prospettive accidentali nel silenzio della neve,dove i fiori germogliano nonostante tuttosotto pentagrammi di filo spinato,nel delicato equilibrio tra la vita e la morte.



sabato 12 febbraio 2022

Le Stele di Amplero

Due stele d’ingresso si ergevano ancora come sigilli sul varco delle tombe del popolo dei Marsi, antichi guerrieri che neimillenni passati avevano dimorato in questi luoghi. La Piana di Amplero rinnovava il suo fascino,la sua semplicità visiva traeva in inganno la sua importanza, che nonostante la linearità del paesaggio trapelavanei dettagli, tra il bosco, dove pietre antichissime mantenevano il decoro scolpito di lune crescenti. Situate nellaNecropoli di Cantone, le avevo cercate in passato (Valle di Amplero, la Giostra) e finalmente oggi le trovavo.

Necropoli di Cantone 41°55'11.02"N 13°36'16.94"E

La Giostra 41°55'3.87"N 13°36'0.73"E