Visualizzazione post con etichetta monte san rocco. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta monte san rocco. Mostra tutti i post

martedì 10 giugno 2014

Monte Cava dal Valico della Chiesola di Lucoli

Il Valico della Chiesola molti anni fa accoglieva una piccola chiesa dedicata a San Felice, la Ecclesia Sancti Felicis de Camardosa, di cui alcuni documenti ne testimoniavano la presenza fin già nel XIIsecolo. Di quella piccola costruzione, divenuta ricovero pastorale prima di scomparire del tutto, ne rimaneva soltanto la denominazione presa nei secoli più recenti: la Chiesola di Lucoli,da cui appunto il nome del valico. Diversi insediamenti in passato si erano registrati in quelle zone, e a darcene testimonianza erano i documenti sulla storia abruzzese scritti da Anton LudovicoAntinori: un villaggio già inabitato nel XVII secolo rendeva le sue spoglie alla zona del Cerasolo, ma ormai non c’era più nulla da vedere di quelle pietre vissute, e persino la più reconditamemoria tendeva a dissolversi col passare degli anni. Molte carrarecce si incrociavano tra loro tessendo l’antica viabilità che collegava il territorio aquilano col quello del Cicolano, noiseguivamo parte di quei sentieri prima di seguire il filo di cresta di Monte Cava. I pascoli stanziavano nel bosco al riparo dal sole e dall’aria immobile, mentre noi ammiravamo tutti i profili dellemontagne circostanti, offuscati leggermente dall’umidità che mano a mano generava in cielo le torri dei cumulonembi.

domenica 13 dicembre 2009

Monte San Rocco da Prato Capito per il bosco di Cerasolo


Da Campo Felice, continuando a percorrere la strada, siamo arrivati al Valico della Chiesola (1610 m). Poco dopo il cartello, sulla sinistra, c'è l'accesso a Prato Capito (1587 m): il nostro sentiero inizia da qui. Si può tranquillamente lasciare l'auto nello spiazzo da dove inizia il percorso.
E' una strada molto piacevole da fare, anche se comperta di ghiaccio e neve come oggi; sono pendenze dolci, morbide. Abbiamo attraversato buona parte del bosco di Cerasolo, accostando i tornanti immersi nel silenzio del mattino.
C'erano anche altre persone in giro, ma si erano portate (per fortuna) tutte in direzione del Morretano. Che pace.
All'altezza dei Prati di Cerasolo si snodano diversi sentieri, noi proseguiamo in direzione di Monte San Rocco (1880 m), raggiunto impiegando totalmente in due ore e un quarto.
La vista da lassù era molto suggestiva: il panorama si strutturava di nebbia, neve e nuvole, stratificate tra loro in maniera nitida in un gioco di bianchi. Mentre riscendiamo avvistiamo la colonia di avvoltoi grifoni della Riserva Naturale dello Stato del Monte Velino. Ho letto che sono stati reintrodotti dopo trecento anni di assenza, e che è l'unica colonia in tutta l'Italia peninsulare.
Che emozione. Erano tanti, grandi, maestosi, con le ali spiegate al vento. Planavano e volteggiavano nell'aria padroni del loro territorio. E' stato molto bello vederli. Mi sono emozionata.
Finalmente l'inverno si è deciso a venire da noi. Sta nevicando basso. La prossima volta che andremo in montagna credo che sarà proprio con gli sci da fondo. Anche se aspettavo tanto la neve, ho un pò nostalgia della stagione passata.