sabato 15 febbraio 2020

La Grotta dell'Orso di Monte Calvo

La Grotta dell’Orso si nascondeva nel fitto dei boschi di Monte Calvo, nel versante a Nord a ridosso dell’altopiano di Cascina. Molte leggende erano fiorite su quel luogo, pare che lì un tempo vi dimorassero ibriganti intenti a razziare le famiglie del circondario. "... Sulla montagna Vallelonga, in contrada Cinno c'è una grotta. I nostri vecchi dicevano che c'erano dei briganti che razziavano queste zone,prendevano la roba e se la portavano in quella grotta: raramente ammazzavano la gente. I briganti sono vissuti qui nelle grotte di Monte Calvo tra il 1870 e il 1890. Una è chiamata la grotta dell'Orso esta in cima alla montagna, un'altra sta a Vallelonga. C'è ancora una grotta che per capire dove vi si entra bisogna aspettare il 15 agosto e vedere dove batte il sole sulla parete della montagna. Si vede unriflesso: in quel momento si vede l'ingresso della grotta. I briganti una volta presero un bimbo di una famiglia di Cascina e chiesero dei soldi in riscatto. Ai poveri non chiedevano niente, anzi gli davano damangiare. Mio nonno portava le vacche al pascolo su in montagna e la notte ci andava a dormire. Una sera andarono i briganti e gli offrirono da mangiare e da bere. Invece alle famiglie ricchechiedevano soldi, ducati. D'inverno i briganti andavano nella campagna romana e d'estate tornavano in montagna. Le famiglie nobili spesso venivano ricattate, gli venivano chiesti 100 ducati oavrebbero ammazzato una vacca...". (testo tratto da Il brigantaggio Meridionale Cronaca inedita dell'Unità d'Italia, 1969). La grotta era molto piccola, a malapena in grado di fornire dimora ad unuomo, e ben nascosta alla base di una parete rocciosa e scoscesa. Tutt’intorno il bosco ci avvolgeva con gli alberi testimoni di vicissitudini lontane, che stagione dopo stagione contavano le memoriedi un tempo.
La mappa sottostante riporta le tracce di differenti ricerche della grotta, in data 20 giugno 2019 e 15 febbraio 2020.

sabato 8 febbraio 2020

La Grotta del Diavolo di Caporciano

La Grotta del Diavolo era situata lungo la strada che da Caporciano giungeva a Bominaco, nascosta tra alberi e arbusti, con l’ingressoavvolto nel candore di rimanenze di neve trattenuta nelle zone d’ombra. Diverse grotte abruzzesi prendevano quel nome,probabilmente come a voler animare la suggestione di un terribile guardiano posto lì a scongiurare qualsiasi volontà di accesso da partedei viandanti, magari col fine di custodire chissà quali tesori o storie di briganti. L’interno presentava pareti di conglomerato arenario, vi eranomuffe verdi fin dove filtrava la luce, batteri dorati e filamenti di radici dal soffitto tra cui si riparavano piccole comunità di dolicopoda. Quegliambienti erano stati rilevati in parte nel 1964 dal Gruppo Speleologico Aquilano, ora eravamo lì a cercare possibili prosecuzioni, ma ogniramificazione chiudeva in tane di istrici e tassi.