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domenica 28 novembre 2021

Gli antichi ricoveri pastorali tra Valle Chiusola e Valle Vestovello, cercando la Grotta di San Michele

Con la prima neve l’aria si velava nella leggerezza del bianco, le montagne intorno parevano disegnarsi come accenni di grafite su cartaimmacolata, e le profondità si attutivano in una delicata sottigliezza visiva. Da Fugnetto seguivamo il modesto rilievo tra Valle Chiusola eValle Vestovello, oltre noi c’erano soltanto un cane pastore di guardia ad uno stazzo vuoto ed alcuni armenti al pascolo che si confondevanocon il loro manto argenteo, lasciandosi individuare soltanto dal suono dei loro campanacci. La neve dava fisicità al vento, che a tratti isolava echiudeva le visuali. Il silenzio stanziava negli antichi ricoveri pastorali delle Locce, ventri di terra scavati dall’uomo dove la riflessione sulpassato era inevitabile. Mi incuriosiva la Grotta di San Michele indicata sulla mappa, che non trovavamo sul punto indicato, volevamo cercarlama il maltempo ci induceva a rimandare la sua indagine ad un’altra occasione.


martedì 2 giugno 2020

Anello di Monte Ruzza dal Tempietto di Sant'Eusanio

La bellezza delle montagne minori era nei pendii solitari e silenziosi, nei luoghi remoti poco frequentati, meno conosciuti, ma non perquesto meno belli. A Nord di Filetto e Barisciano giacevano i pendii rasi dei contrafforti meridionali del Gran Sasso, montagne anonime che persecoli avevano visto la frequentazione dei pastori e dei contadini, e per millenni nuclei di popoli italici. Percorrevamo parte della lunga dorsaledi Monte Ruzza, partendo dal tempietto di Sant’Eusanio, al di sotto di un cielo instabile che a tratti lasciava schiudere il sole, tra colli eavvallamenti, con giochi di ombre. Le piante dei pini puntinavano la montagna come presenze, a volte raggruppate a volte solitarie, mentrevicino a noi resti di vecchi bossoli di obice esplosi e arrugginiti prendevano il colore della terra. Il cielo pesava su di noi con le suenubi, tanto da farci scegliere la via del ritorno, che trovavamo nel fondovalle della Piana di Fugnetto, tra il verde rigoglioso dell’erba.

domenica 7 aprile 2013

Anello da Filetto a Monte Ruzza

Le vie della monticazione si svelavano sotto il peso delle nuvole, tutte quelle tonalità grigie vestivano montagne e vallate, elasciavano percepire la primavera giusto dalla presenza dei crochi, molti di essi erano chiusi a causa dell’umidità, e sipiantavano nel terreno come piccole presenze. Il Tempietto di Sant’Eusanio sui piani di Fugno mostrava a distanza di pochi anniun ampliamento della struttura, lo stazzo adiacente accoglieva una stalla e non tradiva la sua funzione tradizionale: accadevaadesso come accadeva nel passato che una chiesa di montagna diventasse ricovero pastorale, ma non mi aspettavo una cosa delgenere anche ai giorni nostri. Dal crinale di Monte Ruzza lo sguardo si apriva maggiormente sulle vallate sottostanti,ricamate da carrarecce lunghe e solitarie, le nuvole tendevano sempre più a dissolversi rivelando così ulteriori panorami. Laneve resisteva solo in pochissimi punti, ormai la primavera era giunta e si percepiva nonostante il maltempo e le precipitazioni.Andavamo alla ricerca del sentiero di congiunzione tra i Piani di Fugno e l’abbazia di San Crisante, tutto si perdeva nell’inganno dipoche tracce di animali: quello che un tempo viveva la continua frequentazione dell’uomo ormai giaceva nel silenzio di stazzi semi-abbandonati, inglobati nella natura e vissuti solo di passaggio.

venerdì 12 marzo 2010

Monte Ruzza dai Piani di Fugno


Oggi abbiamo eseuguito un percorso ad anello che passa per una delle montagne meno conosciute del gruppo del Gran Sasso: Monte Ruzza (1643 m). Senza dubbio la maggior particolarità di questa montagna è la visione del suo rimboschimento, che rende molto palese l'idea dell'intervento dell'uomo sul territorio. Lasciata l'auto lungo la strada (che porta ai piedi di Monte Cristo) presso i Piani di Fugno, ci siamo incamminati in direzione della montagna. Da lì a poco la vista si è aperta sul Lago di Filetto (1371 m), amplificato stagionalmente dall'abbondanza dell'acqua. La sua condizione era di perfetta bellezza, esaltata ancor di più dall'unione armoniosa dell'increspatura delle piccole onde con la linea liminare del
ghiaccio in superficie. Attraversato tutto il piano, e la Fonte Pantani (1382 m), ci siamo portati in direzione del Tempietto di Sant'Eusanio (1399 m), un vecchio rudere restaurato nel 1994 a cura dei Filettesi. Di fronte la piccola chiesa giace Monte Ruzza. Saliti su, abbiamo percorso cresta cresta la sua dorsale. Nonostante il tempo non fosse dei migliori, da lì si percepiva tutto il potenziale di bellezza panoramica che un posto del genere può avere. Era bellissimo a cielo coperto, immagino col sole cosa
possa essere. Superata la cima ed alcune altre sommità, siamo scesi nei piano di Fugnetto, dove abbiamo ripreso la direzione per il Lago di Filetto, chiudendo così l'anello. Oggi la condizione non era ideale per percorrere tutta la cresta della dorsale, ma non mancherà occasione. Il bello delle montagne è che stanno sempre lì, in attesa.