Visualizzazione post con etichetta miniera di bauxite. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta miniera di bauxite. Mostra tutti i post

domenica 18 agosto 2019

Le miniere di Serralunga sopra Casamaina di Lucoli

Dal piccolo abitato di Casamaina salivamo la Valle di Serralunga, un solco eroso rivestito di arbusti, alla ricerca delle vecchie miniere dibauxite. La bellezza era nei panorami poco conosciuti da quelle angolazioni ma tuttavia ritrovati, nella quiete di un agosto assolato esilenzioso, nell’erba dorata rivelatrice ancora di piccoli fiori di montagna. Non sapevamo bene cosa cercare guidati soltanto dallacuriosità del nostro passato, ma mano a mano che salivamo affioravano vecchi muri a secco e resti di basamenti senza più funzione. Laddove laterra si scopriva lasciava emergere il colore rosso della bauxite, minerale da cui si ricavava l’alluminio, che nella zona di Campo Felicee Casamaina aveva uno dei giacimenti più importanti dell’intera penisola italiana. Le ultime estrazioni minerarie risalivano agli anniSessanta, da allora tutto giaceva in disuso, gli ingressi erano stati ostruiti, rimanevano soltanto macere e vecchie strade di minatori. Allavolta della montagna raggiungevamo il filo di cresta della catena del Serralunga, che apriva lo sguardo su magnifici panorami,verso l’alto su cime più importanti e verso il basso sopra valli isolate custodi di pascoli preziosi.

sabato 16 aprile 2016

In una Miniera di Bauxite

La strada dei minatori conduceva verso la montagna, dove un vecchio riparo addossato alla roccia teneva amalapena in piedi le sua mura esterne: molti decenni erano trascorsi dalla sua edificazione nell’immediato dopoguerra,adesso ne rimanevano soltanto una porta ed una finestra a dare accesso al cielo. Poco distante vi era la Miniera di Bauxite,dismessa da oltre quarant’anni, con diversi varchi che entravano nella terra tra i cunicoli di pietra rossa. I sostegni di legno eranocrollati e tutto giaceva nel silenzio disturbato dal vento che soffiava freddo tra quelle condotte. Le direzioni diramavano infacili labirinti, di cui alcuni sfogavano alla luce del sole con ingressi secondari. Negli anni 60, a seguito della Silicosi che colpìmolti minatori, tutto venne abbandonato, fermando così il tempo alle ultime estrazioni minerarie. Rimanevano soltanto vecchi legni fradici e pietre instabili a rendere l'ambiente molto pericoloso.

mercoledì 25 settembre 2013

Monte Orsello prima della sera

Sulla cresta di Monte Orsello ammiravamo l’estensione delle ombre della sera. La notte mangiava i rilievi più bassi, per farspazio a quello che sarebbe stato il buio. Guardavamo dall’alto il fitto dei boschi che si copriva sotto quel manto definito, come unacoperta in grado di portare con sé il riposo, e amalgamare i colori in un’unica tonalità. I Centomonti della Piana di Campo Felice siaccendevano d’oro sotto lo spettro finale del sole, parevano come dune di deserto, nonostante immobili, animate soltanto dalmovimento lento dell’ombra. Da lì a poco tutto si sarebbe adagiato nella notte, i cavalli si spostavano lentamente allaricerca di ripari di fortuna, mentre i pascoli venivano raccolti sotto gli occhi vigili dei cani pastore.


domenica 7 marzo 2010

Rifugio Sebastiani da Alantino

Finalmente oggi, al terzo tentativo, sono riuscita a salire con gli sci al Rifugio Sebastiani! E una volta ho rinunciato per il ghiaccio, e una volta per il vento... oggi a mettercisi è stata la nebbia, ma per fortuna è andato tutto bene. Il giro di ieri a Rascino e le poche ore di sonno che portavo non mi facevano stare al massimo (in alcuni momenti facevo fatica anche a muovere le braccia) ma già mi ero accordata per andare su, quindi mi sono sforzata. Dopo l'ultima lezione di fondo con Loris, invece di seguire il gruppo a mangiare e bere e festeggiare la conclusione del corso sono tornata ad Alantino, dove mi aspettava Cavallo Pazzo, io gli dicevo che ero stanca, ma lui credeva che scherzassi. E poi le pelli di foca... mannaggia a me! Le porto sempre dietro, e per una volta che mi servono sul serio le dimentico a casa... salire a spina di pesce al Sebastiani, con un sonno micidiale sulle spalle, è veramente un'impresa. Fortuna che Cavallo Pazzo portava nello zaino le sue vecchie pelli di foca, ma le ho messe solo nell'ultimissimo tratto: procedere oltre senza era impossibile, anche perchè seguivamo una traccia alta su Cimata di Pezza. Arrivati su al Rifugio Sebastiani (2102 m) siamo scappati di corsa a causa della nebbia.

domenica 21 febbraio 2010

Valle del Puzzillo da Alantino


Finalmente una giornata decente per uscire! E' stata una settimana di tempo pessimo... tra libecci temporali e scontri di pressione stavo per mettere la muffa a stare dentro casa. Come ogni domenica mattina la lezione di fondo ha la priorità su ogni altra cosa, e così è stato... Vista la neve semi-ghiacciata il maestro Loris ha ben pensato di inchiodarci ad una costa pendende vicino ad Alantino, per farci fare esercizi di virata in discesa. Un po' noiosa come cosa, ma importante. Solo poche ore più tardi quanto mi erano cari i suoi insegnamenti! Finita la lezione, cambiati gli sci, vado alla miniera di bauxite (sempre quella), dove aspetto un mio amico, il bravissimo scialpinista Cavallo Pazzo dei Monti di Mezzo. Che faticaccia stargli dietro... E quanta santa pazienza che c'ha avuto con me! L'intenzione era quella di raggiungere il Rifugio Sebastiani, robetta per lui e un'impresa per me. All'inizio salivo bene, nonostante la neve fosse battuta e la pendenza, in alcuni punti, abbastanza ripida, i miei sci tenevano, così ho evitato di mettere le pelli, e me la sono fatta tutta a spina di pesce (…) Usciti dal bosco, però, la neve cominciava ad essere sempre più dura, tanto da non cominciare a piacermi più. Dopo una breve sosta nella specie di rifugio della Valle del Puzzillo (1882 m) riprendiamo a salire... ma la neve da dura era diventata di ghiaccio... sarà la stanchezza, sarà la paura, sarà la paura creata dalla stanchezza... non lo so, fatto sta che non me la sono sentita di proseguire. Era come se i miei sci non riuscissero a far presa sul ghiaccio, nemmeno di lama. A pensarci adesso, magari, con le pelli di foca sarebbe stato diverso... Riscendiamo. Ma ormai mi ero talmente irrigidita che ho faticato pure a scendere, soprattutto per il pezzo di percorso che serpeggia in discesa nel bosco... avevo il terrore di prendere una pianta in pieno. Che brutti scherzi fa la paura... Devo comprenderla e superarla!
La foto sopra è l'immagine di una valanga sulla costa della Cimata di Pezza. Abbiamo notato anche altri cedimenti spontanei della neve.

domenica 14 febbraio 2010

Centomonti forever e la Miniera di Bauxite


La neve di ieri sotto al Gran Sasso era bella, ma quella di oggi a Campo Felice era ancora più bella! Non mi aspettavo nulla di speciale perchè il meteo non era esaltante, eppure mi sono ricreduta. Ormai il corso di fondo che faccio mi lega in maniera indiscussa alla zona di Campo Felice (e la cosa non mi dispiace per niente, anzi) così finita la lezione ne approfitto per esplorare il territorio, ormai a mò di sonda. Finita la lezione ho chiesto al maestro Loris in quale zona potevo andare e mi indica la Valle Leona. Avendo cambiato gli sci non potevo usare i binari della pista, così mi sono orientata a occhio approfittando dei tracciati di una motoslitta, perchè sul serio il troppo bianco della neve mi dava alla testa in modo da non farmi distinguere dove fossero le salite e le discese (il nome Centomonti ha un perchè): il solito effetto di vertigine quando non si hanno riferimenti visivi di un altro colore. Però che pace. Quanto sono stata bene. Ho sciato fidandomi ciecamente della traccia, che era perfetta, perchè la motoslitta aveva appiattito la neve, tanto da non farmi sfangare, e allo stesso tempo l'aveva appena increspata con la trazione dei cingoli, così da avere la caratteristica di essere semi-battuta. Per i miei sci era una favola. L'ho percorsa per un'ora in totale solitudine, senza vedere nessuno nemmeno da lontano, in un idillio appagato, felice, poetico, addirittura con dei fiocchi di neve che scendevano dolci, amplificando la sacralità della pace... che bello. A distruggere quella condizione perfetta è stato il peggior incubo dello sciatore asociale abruzzese: venti ciaspolatori romani. E per di più sulla mia traccia...(NOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!). Cambio strada e arrivo alla Miniera, dove finalmente mi concedo una pausa nei pressi del bandone. La cosa assurda è che i ciaspolatori c'erano pure sulla pista da sci. Li riflettevo e pensavo a quanto non fosse giusto, perchè: 1) è irrispettoso nei confronti di chi scia perchè gli si sfascia tutta la pista; 2) non è corretto nei confronti di chi prepara le piste perchè costa tempo e soldi (le motoslitte che fanno i binari consumano 25 litri di gasolio l'ora...); 3) non è corretto nei confronti del buco dell'ozono perchè appunto si inquina di più (in riferimento al punto 2); 4) non è corretto nei confronti degli ottici d'Italia perchè le piste sono PIENE di cartelli che esplicano per bene il divieto di passaggio in qualsiasi altro modo diverso da quello con gli sci; 5) è assolutamente inutile percorrere la neve battuta con le ciaspole perchè quelle servono solo ed escusivamente per non sprofondare nella neve fresca... ma come si fa a non capirlo??!! Il passo cambia, è innaturale, se non asserviscono alla loro funzione sono decisamente inutili e ingoffano i movimenti (!); 6) per concludere c'è una legge regionale che sanziona dai 20 ai 250 euro chi altera la struttura della pista. Purtroppo ho notato che non sono poche le persone che se ne fregano. Forse non lo sanno. Forse non ci pensano. Eppure basterebbe poco poco mettersi nei panni degli altri, perchè questa norma non dovrebbe essere intesa come una legge, ma come un atteggiamento di educazione, di rispetto e di intelligenza.

domenica 31 gennaio 2010

Miniera di Bauxite da Alantino

Il meteo oggi non era esaltante, sono andata a Campo Felice convinta che non ci fosse nessuno, ma mi sbagliavo, a poco a poco si è radunato tutto il gruppo e abbiamo fatto regolarmente lezione. Il giro di oggi è lo stesso (a parte alcuni tratti) che ho fatto la scorsa volta da sola, che da Alantino arriva alla Miniera di Bauxite. C'era un vento freddo che ti faceva cascare le mani... gelido. In tutto abbiamo impiegato due ore e mezza circa. A fine
lezione non me la sono sentita di prendere i miei sci e di farmi un giro in assolo. Oggi non è giornata.

domenica 24 gennaio 2010

Pista Centomonti e la Miniera di Bauxite

La potenza è nulla senza il controllo. Basta abbracciare le piante, schivare le pietre, rischiare la vita. Ho deciso di approfittare del corso di sci da fondo promosso dal CAI dell'Aquila. Di resistenza ne ho tanta, ma ho bisogno di strutturare algoritmicamente i miei movimenti. Poco prima di cominciare il maestro mi boccia subito i miei meravigliosi sci... mi dice che non vanno bene perchè sono troppo larghi, inadatti per le piste, e per imparare i movimenti di base dello sci da fondo, e che l'escursionismo, poi, sarà il passo successivo a tutto l'apprendimento... mi veniva da piangere... sul serio... ma d'altronde il maesto è lui. Mi ha dato un paio di sci gialli e rosa con una tigre bruttissima disegnata sopra. Baricentro. Baricentro. Baricentro. Baricentro. Baricentro. Baricentro. Baricentro. Baricentro. Baricentro. Baricentro. Baricentro. Baricentro. Baricentro. Baricentro. Baricentro. Baricentro. Baricentro. Baricentro. Baricentro. Baricentro. Baricentro. Baricentro. Baricentro. Baricentro. Inteso non come una locazione relativa alla capitale della Puglia, ma come centro di massa, punto di equilibrio, dimensione unica da focalizzare nel movimento. Ce lo ripeteva in continuazione. Abbiamo trascorso un paio di ore scarse a fare esercizi di equilibrio e discesa, e devo ammettere che il maestro (Loris) è molto bravo. Finita la lezione continuo la pista Centomonti, fino a tornare ad Alantino. Come orario era circa mezzogiorno e mezzo. Lascio gli sci della tigre e sguaino i miei, tutti soli e abbandonati in macchina... prendo lo zaino e me ne vado in tutta beata solitudine lungo le collinette di Campo Felice. Che pace! Giravo giravo salivo e scendevo sempre dove la neve non era battuta, evitando come potevo la pista (che mi mette ansia), anche perchè la neve fresca tiene di più. Portandomi verso il Sebastiani, mi sono fermata presso la Miniera di Bauxite. Oggi mi sono stancata tantissimo... ho tirato per circa 6 ore e poco più. Ero talmente stanca che mi si annebbiava la mente e mi saliva addirittura la paura. Sono arrivata alla macchina stremata, ma senza dubbio appagata. Non potevo fare scelta migliore di quella di seguire delle lezioni, sul serio, sono decisamente fondamentali. Poi, almeno, potrò scapicollarmi meglio.