domenica 14 febbraio 2021

I ruderi di Santa Maria delle Verdi e i tholoi di Monte Manicola

I ruderi di Santa Maria delle Verdi giacevano nel silenzio di una strada solitaria, l’unica ormai che nel nome ne manteneva ancora la memoria.Non vi erano informazioni su quell’antico luogo di culto dimenticato, soltanto rovi ed arbusti irrigiditi dal freddo pungente di febbraio. Unaneve sottile ed asciutta scendeva noncurante sui pendii addolciti di Monte Manicola, dove resti di antichi tholoi raccontavano l’eco divecchi ripari fatti di pietra, rigore e fatica. Il candore della neve unificava la visione del tempo e dello spazio: mi piaceva pensare che la neve di adesso fosse la stessa di allora e che mantenesse la sua memoria oltre il bisogno umano di contare gli anni. Tutta quella bellezza, tuttoquel silenzio, si lasciavano lambire dal vento, che mostrava la sua fisicità con piccoli vortici di neve. I resti della chiesa di Santa Mariadelle Verdi sono localizzati in queste coordinate: 42°20'42.68"N 13°29'8.09"EPer un approfondimento sui tholos di Monte Manicola si consiglia il libro “LA MONTAGNA DELLE CENTO THOLOI” di Raffaele Cusella,prefazione di Fulvio Giustizia, disegni di Massimo Scimia - Cellamare - L'Aquila, 1997.

Di seguito un breve testo riguardante la Chiesa di Santa Maria delle Verdi, tratto dal libro “Paganica attraverso i secoli – dalla Paganica Vestinorum alla fine della Paganica Comunale”, di Sac. Ercolino Iovenitti, stampato nel novembre del 1973 nella Tip. LABOR di Sulmona.

"La Chiesa di «S. Maria Valle Viridis» si raggiunge con la strada Paganica – S. Gregorio in località «la Crocetta». Già esistente nel 1595 – come si legge nel basso sul semidistrutto affresco della parete di fondo «Madonna col Bambino» molto bello – passò di proprietà del Duca di Costanzo nell’anno 1759 (96) e, nell’anno 1830 (97), fu proposta come chiesa del nuovo «camposanto» di Paganica.

Il Mariani ci fa sapere che sin dal 1719 era di proprietà di D. Micantonio Civisca (98) e che oltre all’Altare Maggiore, (in cui il Duca di Costanzo aveva la Cappellina e il diritto di Patronato con una S. Messa in tutte le feste e sabati) vi era un altare dedicato a «S. Nicola».

Oggi la chiesina è tutta distrutta e non restano che i soli ruderi di essa con la sola piccola testimonianza del semidistrutto affresco della Madonna di Valle Verde. Vorremmo che tutte queste chiesine rurali ben rinnovate tornassero ad essere per il popolo paganichese mèta delle passeggiate festive, oggi tornate molto di moda, tanto benefiche al fisico e allo spirito."

(96) ACAA, S. Visite di Mons. Ludovico Sabbatini, 11 Settembre 1759, Cartella 266
(97) Cfr. p. 438 di q. s.
(98) Mariani E., 101, vol. B, p. 255