lunedì 22 agosto 2016

Il Pozzo degli Scheletri di Lecce nei Marsi

Dal Passo del Diavolo, vicino Lecce nei Marsi, partiva una carrareccia in direzione delle Prata e della Valle delle Vacche, dove ampifondovalle si circondavano di bellissime faggete. Nascosto tra queste, si apriva sulla sommità di un dosso il suggestivo ingresso del Pozzodegli Scheletri, che come una voragine verticale piombava giù per venticinque metri. Ci calavamo con le corde inoltrandoci nellesedimentazioni del Cretacico Superiore, attraversando un passaggio mano a mano sempre più circolare. Sul fondo un enorme cumulodetritico di terra e foglie si rischiarava a malapena della poca luce filtrata dall’alto, mentre sparse un po' ovunque molte ossascarnificate esplicavano l’origine del nome. La grande sala iniziale aveva la geometria di una dolina e accoglieva le acque di un lagocristallino; ovunque vi erano vene terrose di bauxite coperte da patine di calcite, anche nella sala seguente, dove depositi gessosimodellavano una pietra fragile.

domenica 21 agosto 2016

Monte Meta del Voltigno

La vista di Monte Meta era come uno scivolo di luna frapposto tra il margine orientale di Campo Imperatore e la Piana del Voltigno. Il sentiero saliva all’ombra dei pini, tra piante di lamponi e piccoligarofani di bosco; mano a mano lo sguardo si apriva lontano, si scoprivano scorci e montagne, e distese vellutate di prati modulati dai crateri delle doline. Questa era una delle montagne minori,considerata poco perché di modesta altitudine, ma io la trovavo bellissima avvolta dal silenzio e dai ginepri. La Piana del Voltigno dorava i suoi prati mettendo in risalto il verde bordo dei fossi, cheaccennavano le anse di un rigagnolo tormentato. I pascoli si raccoglievano in una depressione della valle, protetta tutt’intorno da boschi verdi e fitti. Tra Monte Meta e Monte Capo di Serre tantedoline disegnavano il territorio, i grilli si perdevano in canti assordanti e insoliti tholos a base quadrata raccoglievano la nostra attenzione.

domenica 14 agosto 2016

Anello dell'antico circo glaciale di Vena Stellante

Da Campo Felice il sentiero per il Rifugio Sebastiani passava per la vecchia Miniera di Bauxite, che dapprima coperto nel bosco, siscopriva poi nella magnifica Valle del Puzzillo, tutta contenuta nel maestoso circo glaciale di Vena Stellante. L’erba iniziava ad ingialliresotto il peso dell’estate, regalando ai nostri occhi distese maculate di verde e d’oro, mentre voli di rondoni prendevano slancio nel vento diMaestrale. Quell’aria fresca rendeva piacevole il nostro passaggio, e lo era anche per un gruppo di cavalli che tutti raccolti sull’affaccio delPasso del Puzzillo ci osservavano non curanti ed esposti al vento. Vena Stellante aveva un nome che riecheggiava ai sogni, precipitavabruscamente a Nord nella sua depressione, mentre verso Sud si conformava in pendii più distesi e rasserenanti. Percorrevamo tutto ilfilo di cresta di quell’antico circo glaciale, passando anche per la Cimata del Puzzillo e quella di Pezza; in lontananza la terra a tratti siscarnificava nei toni rossi della bauxite, che, come con ferite aperte al cielo, mostrava il passato di quei territori desolati ma accoglienti.

domenica 31 luglio 2016

Gole del Garrafo

Sull’orlo e nel letto del fiume percorrevamo un piccolo tratto della parte bassa del Rio Garrafo. I toni verdi delle foglie si potenziavano all’ombra e allo scorrere dell’acqua, dove il freddo stanziava. Unpiccolo ingresso di Grotta Fredda si perdeva nel buio, mentre fuori dalla forra l’aria estiva scaldava ogni cosa.

domenica 10 luglio 2016

Monte Brancastello

A Campo Imperatore il mattino si vestiva di toni limpidi, il cielo nella notte aveva scansato ogni nube e per qualche ora tutto sarebberimasto invariato. Salivamo il sentiero di Monte Brancastello, trovando fin da subito affacci panoramici su balconate rocciose, tra lafioritura delle stelle alpine ed altri piccoli fiori di montagna. Le nuvole danzavano nella loro evoluzione, si sfilacciavano sulla crestain capriole umide, definendo sulle cime più alte i primi cumulonembi. Scesi dalla montagna la pioggia animava ogni cosa, si distinguevano irovesci che come presenze distinte si spostavano da una parte all’altra della piana, assecondando i voleri del vento.

sabato 9 luglio 2016

Una notte a Campo Imperatore

La vastità di Campo Imperatore era in grado di contenere sia il sereno che la pioggia, animata dalla visione nitida di nuvole rapprese.I colori del crepuscolo si adagiavano sulle montagne addolcendo persino le creste più affilate, che tese verso il cielo si estendevanonell’infinito. La notte scendeva rischiarandosi di stelle, i manti bianchi degli armenti vibravano della luce riflessa della luna, mentre iloro occhi iridescenti ci assalivano come presenze misteriose. Il Canyon della Valianara si percorreva difficilmente con la biciclettache seguiva quelle strade come anticamera dei sogni. Dormivamo in tenda vicino al Rifugio Racollo, accompagnati dall’intenso gracidaredelle rane, sotto la cava fonda del cielo vivida di stelle.

domenica 3 luglio 2016

La Grotta dell'Ovito di Pietrasecca

Ci sono dei luoghi dove si manifesta maggiormente l’altrove, dove la realtà confina coi sogni e spesso riamane difficile stabilirne il confine.Sono le grotte ed altri luoghi speciali, spesso fatti della notte che parzialmente indaga e si completa di emozioni. Nell’acqua del lago misentivo in bilico tra la quiete e la paura di un ignoto inesplorato, dove l’evoluzione di piccoli tricotteri confondeva un immaginario di pesci efarfalle notturne. I sogni si appoggiavano sulla soglia della realtà, le stalagmiti evocavano piccole presenze direzionate dalla luce; la grottaviveva di quei movimenti luminosi e interagiva, la meraviglia era in ogni ricamo di roccia.
Uscita speleologica del gruppo GGFAQ.