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martedì 12 agosto 2025

Tramonto su Serralunga

Il pomeriggio fletteva le sue luci verso sera, inondando d’oro la Piana di Campo Felice, dove i morbidi declivi ai piedi dellemontagne si lasciavano andare in giochi di chiaroscuro, donando agli occhi e alla mente l’evocazione magica di un marefluttuante. Il cielo si vestiva dei toni di madreperla, su cui nubi sfilacciate davano eco al sole del tramonto, che mano a manoeclissava nella notte. I piccoli paesi sottostanti si disponevano come manciate di stelle raccolte nel buio, più forti degli astrioscurati dalla luna. Ogni suono si attutiva nel silenzio, il vento cessava, e tutto si disponeva nella quiete del riposo.

domenica 27 luglio 2025

Il Rifugio Sebastiani da Alantino

Dentro il cuore di una grande morena, salendo un comodo sentiero, ascoltando il silenzio amplificato della valle. Le montagnedivenivano mano a mano sempre più vicine, mentre tutto si distendeva alla vista della bellezza della Natura. Vena Stellante cisalutava con la sua forma, un magnifico anfiteatro di roccia che curvava come una carezza sulla parte sommitale della valle, tra rocce argenteee affilate, e altrettanti pendii prativi vivi del verde e dell’oro di erba essiccata al sole d’estate. Un pascolo silenzioso di mucche ciosservava nella quiete di quelle ore distese, lente e protese alla pacificazione dell’anima. Il Rifugio Sebastiani ci accoglieva conla sua gestione ospitale e la sua ottima cucina, nella sua postazione privilegiata dinanzi a due grandi e magnifiche valli. Levoci dei viandanti si attutivano al piacevole rumore del vento, che con dolcezza scombinava le nubi in giochi di chiaroscuri.Riportavamo a valle i nostri rifiuti, un piccolo gesto che se fatto da tutti significherebbe rispetto.


sabato 23 maggio 2020

Anello di Monte Puzzillo

Il percorso saliva sul lungo filo di cresta del Monte Puzzillo, innalzandosi al di sopra dei boschi e degli altipiani, tra visuali pulite aridosso di un cielo limpido con appena qualche nuvola in compagnia del sole. Tra le pietre si schiudeva la bellezza delle primule orecchiad’orso, con il loro giallo lucente, le viole montane e i fiori di globularia, piccoli microcosmi dove api ed altri insetti bottinavano la dolcezza deipollini di maggio. I pendii spogli, a malapena maculati di ginepri, scivolavano a valle per inabissarsi nei boschi, mentre la partesommitale della montagna si ergeva solennemente come una piramide perfetta. Seguivamo il filo di cresta oltre la vetta, a cercare un affacciosulla Valle Leona e la discesa lungo la Macchia del Puzzillo, località accessibile eppure remota, lontana da tutto e da tutti, immersa nellaquiete della vegetazione. Usciti dal bosco attraversavamo una serie di dolci avvallamenti che modulavano la Piana prima di stendersi verso ilfondo completamente asciutto del Lago stagionale, da lì una carrareccia ci accompagnava sulla via del ritorno, chiudendo il bellissimo anello alvalico della Chiesola di Lucoli.

sabato 16 maggio 2020

La dorsale di Monte Orsello e Pizzo delle Fosse, da Forca Murittu alla vecchia miniera

Monte Orsello faceva da testa ad una lunga dorsale, seguito da Pizzo delle Fosse, Monte Terriccio ed altri rilievi più modesti, disposti aseparare le Valli di Lucoli e Tornimparte. Salendo da Forca Murittu seguivamo il filo di cresta della montagna ammirando i panorami dientrambe le vallate. Alcuni cavalli stazionavano negli avvallamenti rivestiti di erba e di fiori, dediti al pascolo lento e alla quiete di maggio.Il cielo, ingrigito dallo Scirocco, pareva un’estensione dei colori della pietra, che a tratti affiorava dal suolo con grossi macigni e magnificikarren. Le cime erano marcate da ometti di pietra e da un’edicola lignea sul rilievo più alto, non c’era più la piccola croce di vetta, mentrerimaneva intatta l’assoluta bellezza dei panorami sulla Piana di Campo Felice. Il sentiero scendeva rigando la terra che a tratti sitingeva del rosso della bauxite, fino ad intercettare la carrareccia di collegamento delle vecchie miniere, tra cave dismesse e campirigogliosi di asfodeli.

domenica 5 maggio 2019

Neve di maggio

[...] "E l’avviò, pei floridi
Sentier della speranza,
Ai campi eterni, al premio
Che i desidéri avanza,
Dov’è silenzio e tenebre
La gloria che passò." [...]

sabato 7 luglio 2018

Anello della Cimata di Pezza

Il bandone metallico della Miniera di Bauxite era ormai divelto dal vento. Durante molti inverni aveva fornito riparo a chi vi transitavaaffianco, ed ora ne rimaneva soltanto il silenzio a far riflettere sullo scorrere del tempo. Luglio aveva i prati verdi e note gialle di fiori diverbasco, ammiravamo la bellezza semplice di quella maestosa valle con a capo l’estinto circolo glaciale di Vena Stellante. Da sotto il RifugioSebastiani si avviava il sentiero per la cresta della Cimata di Pezza, che faceva da spartiacque tra i due altipiani, da lassù scrutavamo la varietàdegli ambienti indagando soprattutto nelle zone d’ombra, come se custodi di chissà quali abissi.

domenica 14 agosto 2016

Anello dell'antico circo glaciale di Vena Stellante

Da Campo Felice il sentiero per il Rifugio Sebastiani passava per la vecchia Miniera di Bauxite, che dapprima coperto nel bosco, siscopriva poi nella magnifica Valle del Puzzillo, tutta contenuta nel maestoso circo glaciale di Vena Stellante. L’erba iniziava ad ingialliresotto il peso dell’estate, regalando ai nostri occhi distese maculate di verde e d’oro, mentre voli di rondoni prendevano slancio nel vento diMaestrale. Quell’aria fresca rendeva piacevole il nostro passaggio, e lo era anche per un gruppo di cavalli che tutti raccolti sull’affaccio delPasso del Puzzillo ci osservavano non curanti ed esposti al vento. Vena Stellante aveva un nome che riecheggiava ai sogni, precipitavabruscamente a Nord nella sua depressione, mentre verso Sud si conformava in pendii più distesi e rasserenanti. Percorrevamo tutto ilfilo di cresta di quell’antico circo glaciale, passando anche per la Cimata del Puzzillo e quella di Pezza; in lontananza la terra a tratti siscarnificava nei toni rossi della bauxite, che, come con ferite aperte al cielo, mostrava il passato di quei territori desolati ma accoglienti.