doline disegnavano il territorio, i
grilli si perdevano in canti assordanti e insoliti tholos a base quadrata raccoglievano la nostra attenzione.
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domenica 21 agosto 2016
Monte Meta del Voltigno
doline disegnavano il territorio, i
grilli si perdevano in canti assordanti e insoliti tholos a base quadrata raccoglievano la nostra attenzione.
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mercoledì 9 giugno 2010
Piana del Voltigno per il Malepasso e la Valle Caterina
Tra le varie fioriture non potevamo perderci quella della Piana del Voltigno, in particolare andavamo alla ricerca specifica di un fiore, dell' Asphodelus albus. Omero nell'Odissea parla dell'Asfodelo come il fiore degli Inferi, perchè nasceva sui prati
del regno dei morti: secondo la leggenda greca, oltre al Tartaro e ai Campi Elisi c'erano i Prati Asfodeli, il luogo dell'oltretomba dove risiedevano le anime di coloro che in vita non erano stati né buoni né cattivi. Lasciata la macchina presso il Rifugio Ricotta
(1517 m), abbiamo intrapreso il percorso che segue la carrareccia che passa per il Malepasso e la Valle Caterina, fino ad arrivare al Vado di Focina (1383 m). La Piana del Voltigno da lì si è aperta ai
nostri occhi, sempre immensa e bellissima. Abbiamo cominciato a percorrerla in lungo e in largo, tra un inghiottitoio e l'altro, alla ricerca dei fiori. Considerata la caratteristica del territorio, una
valle potrebbe darsi per scontata, e invece no: dietro ogni angolo c'era un piccolo mondo da vedere. Abbiamo incontato corali di grilli e rane, un concerto campestre di mucche, e molti insetti
particolari (addirittura dei bruchi kamikaze!). Ogni visione era come uno spettacolo separato: la Piana del Voltigno era un grande palcoscenico dove in contemporanea si svolgevano molteplici manifestazioni, tutte intervallate da anticamere
spaziali, fatte di aria, terra e cielo. Da lontano scorgevamo anche qualche solitario raccoglitore di funghi che, considerato il contesto, percepivo anch'esso come un'apparizione metafisica. Abbiamo camminato un bel pò prima di riuscire a trovare gli
Asfodeli. Questo è un fiore che ha ispiarato molti poeti e scrittori (Ugo Foscolo, Gabriele D'Annunzio, Oscar Wilde, Virginia Woolf...), appartiene ad un immaginario onirico in grado di
contenere i sogni e la storia tramandata. È stato emozionante scoprire dietro le vallette finali del Voltigno queste distese di fiori: il loro profumo, così piacevole e delicato, veniva sottolineato dal calore del sole, che ne amplificava le note di
testa, diffondendosi così nell'aria in maniera ancora più sublime. A tale bellezza si accostava anche quella delle Peonie che, in minore quantità, toccavano i prati con il loro rosa acceso e
intenso. Sta per giungere l'estate, stanno cambiando i colori e i profumi. La terra si fa più calda e l'aria più dolce: presto verrano i frutti, l'esito di tutti gli atti d'amore indotti dalla primavera. Al ritorno, mentre ci infrattavamo nel bosco fuori sentiero (cosa che
non si dovrebbe MAI fare), abbiamo scoperto anche un prato di menta selvatica (in vita mia non ne ho mai vista così tanta tutta insieme), il suo profumo si diffondeva nell'aria ad ogni nostro passo. Anche questa è stata una scoperta bellissima.
del regno dei morti: secondo la leggenda greca, oltre al Tartaro e ai Campi Elisi c'erano i Prati Asfodeli, il luogo dell'oltretomba dove risiedevano le anime di coloro che in vita non erano stati né buoni né cattivi. Lasciata la macchina presso il Rifugio Ricotta
nostri occhi, sempre immensa e bellissima. Abbiamo cominciato a percorrerla in lungo e in largo, tra un inghiottitoio e l'altro, alla ricerca dei fiori. Considerata la caratteristica del territorio, una spaziali, fatte di aria, terra e cielo. Da lontano scorgevamo anche qualche solitario raccoglitore di funghi che, considerato il contesto, percepivo anch'esso come un'apparizione metafisica. Abbiamo camminato un bel pò prima di riuscire a trovare gli
Asfodeli. Questo è un fiore che ha ispiarato molti poeti e scrittori (Ugo Foscolo, Gabriele D'Annunzio, Oscar Wilde, Virginia Woolf...), appartiene ad un immaginario onirico in grado di
contenere i sogni e la storia tramandata. È stato emozionante scoprire dietro le vallette finali del Voltigno queste distese di fiori: il loro profumo, così piacevole e delicato, veniva sottolineato dal calore del sole, che ne amplificava le note di
testa, diffondendosi così nell'aria in maniera ancora più sublime. A tale bellezza si accostava anche quella delle Peonie che, in minore quantità, toccavano i prati con il loro rosa acceso e
non si dovrebbe MAI fare), abbiamo scoperto anche un prato di menta selvatica (in vita mia non ne ho mai vista così tanta tutta insieme), il suo profumo si diffondeva nell'aria ad ogni nostro passo. Anche questa è stata una scoperta bellissima.
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sabato 10 aprile 2010
Anello di Monte Meta, Lago Sfondo e Rifugio Ricotta
Monte Meta (1784 m) è una delle cime dei contrafforti meridionali del Gran Sasso. Sembra un dente di squalo con la punta rivolta al cielo, ed è dotato di un'anticima che ne accresce ulteriormente la bellezza. Lasciata la macchina nei pressi del rifugio Ricotta (1517 m), abbiamo inizialmente seguito la carrareccia che porta in direzione della Valle del Voltigno, per poi lasciarla e tenere solo il riferimento visivo dell'anticima: la nostra intenzione era quella di eseguire il percorso in cresta. Quanti
ginepri ci sono lì! Davvero il covo ideale delle vipere! (immagino a giugno che serpaio può essere quella zona...). La cima di Monte Meta (1784 m) si raggiunge in poco tempo, sembra aggressiva perchè ripida, ma tuttavia è breve e fattibile; e la vista da lassù è
proseguendo fino a chiudere l'anello con il Male Passo. Detto così, con la carta sotto mano, sembra facile, ma non lo è per niente perchè buona parte del bosco (fittissimo) è segnato male. Poco poco si sbaglia sentiero sono guai seri perchè non è facile
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domenica 11 ottobre 2009
Traversata del Voltigno

"La Sezione CAI dell'Aquila domenica 11 ottobre ha effettuato la traversata del Voltigno dal rifugio Ricotta di Castel del Monte, sino a Carpineto della Nora in provincia di Pescara. Bella ed appagante traversata, colori d'autunno, paesaggi unici del Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga. A Carpineto della Nora, infine, un buon pranzo, tanta nostalgia, canzoni aquilane e qualche lacrimuccia sugli occhi di tutti". (Ho fatto copia e incolla direttamente dal sito).
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