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domenica 21 agosto 2016

Monte Meta del Voltigno

La vista di Monte Meta era come uno scivolo di luna frapposto tra il margine orientale di Campo Imperatore e la Piana del Voltigno. Il sentiero saliva all’ombra dei pini, tra piante di lamponi e piccoligarofani di bosco; mano a mano lo sguardo si apriva lontano, si scoprivano scorci e montagne, e distese vellutate di prati modulati dai crateri delle doline. Questa era una delle montagne minori,considerata poco perché di modesta altitudine, ma io la trovavo bellissima avvolta dal silenzio e dai ginepri. La Piana del Voltigno dorava i suoi prati mettendo in risalto il verde bordo dei fossi, cheaccennavano le anse di un rigagnolo tormentato. I pascoli si raccoglievano in una depressione della valle, protetta tutt’intorno da boschi verdi e fitti. Tra Monte Meta e Monte Capo di Serre tantedoline disegnavano il territorio, i grilli si perdevano in canti assordanti e insoliti tholos a base quadrata raccoglievano la nostra attenzione.

mercoledì 9 giugno 2010

Piana del Voltigno per il Malepasso e la Valle Caterina


Tra le varie fioriture non potevamo perderci quella della Piana del Voltigno, in particolare andavamo alla ricerca specifica di un fiore, dell' Asphodelus albus. Omero nell'Odissea parla dell'Asfodelo come il fiore degli Inferi, perchè nasceva sui prati del regno dei morti: secondo la leggenda greca, oltre al Tartaro e ai Campi Elisi c'erano i Prati Asfodeli, il luogo dell'oltretomba dove risiedevano le anime di coloro che in vita non erano stati né buoni né cattivi. Lasciata la macchina presso il Rifugio Ricotta (1517 m), abbiamo intrapreso il percorso che segue la carrareccia che passa per il Malepasso e la Valle Caterina, fino ad arrivare al Vado di Focina (1383 m). La Piana del Voltigno da lì si è aperta ai nostri occhi, sempre immensa e bellissima. Abbiamo cominciato a percorrerla in lungo e in largo, tra un inghiottitoio e l'altro, alla ricerca dei fiori. Considerata la caratteristica del territorio, una valle potrebbe darsi per scontata, e invece no: dietro ogni angolo c'era un piccolo mondo da vedere. Abbiamo incontato corali di grilli e rane, un concerto campestre di mucche, e molti insetti particolari (addirittura dei bruchi kamikaze!). Ogni visione era come uno spettacolo separato: la Piana del Voltigno era un grande palcoscenico dove in contemporanea si svolgevano molteplici manifestazioni, tutte intervallate da anticamere
spaziali, fatte di aria, terra e cielo. Da lontano scorgevamo anche qualche solitario raccoglitore di funghi che, considerato il contesto, percepivo anch'esso come un'apparizione metafisica. Abbiamo camminato un bel pò prima di riuscire a trovare gli Asfodeli. Questo è
un fiore che ha ispiarato molti poeti e scrittori (Ugo Foscolo, Gabriele D'Annunzio, Oscar Wilde, Virginia Woolf...), appartiene ad un immaginario onirico in grado di contenere i sogni e la storia tramandata. È stato emozionante scoprire dietro le vallette finali del Voltigno queste distese di fiori: il loro profumo, così piacevole e delicato, veniva sottolineato dal calore del sole, che ne amplificava le note di testa, diffondendosi così nell'aria in maniera ancora più sublime. A tale bellezza si accostava anche quella delle Peonie che, in minore quantità, toccavano i prati con il loro rosa acceso e intenso. Sta per giungere l'estate, stanno cambiando i colori e i profumi. La terra si fa più calda e l'aria più dolce: presto verrano i frutti, l'esito di tutti gli atti d'amore indotti dalla primavera. Al ritorno, mentre ci infrattavamo nel bosco fuori sentiero (cosa che non si dovrebbe MAI fare), abbiamo scoperto anche un prato di menta selvatica (in vita mia non ne ho mai vista così tanta tutta insieme), il suo profumo si diffondeva nell'aria ad ogni nostro passo. Anche questa è stata una scoperta bellissima.

sabato 10 aprile 2010

Anello di Monte Meta, Lago Sfondo e Rifugio Ricotta

Monte Meta (1784 m) è una delle cime dei contrafforti meridionali del Gran Sasso. Sembra un dente di squalo con la punta rivolta al cielo, ed è dotato di un'anticima che ne accresce ulteriormente la bellezza. Lasciata la macchina nei pressi del rifugio Ricotta (1517 m), abbiamo inizialmente seguito la carrareccia che porta in direzione della Valle del Voltigno, per poi lasciarla e tenere solo il riferimento visivo dell'anticima: la nostra intenzione era quella di eseguire il percorso in cresta. Quanti ginepri ci sono lì! Davvero il covo ideale delle vipere! (immagino a giugno che serpaio può essere quella zona...). La cima di Monte
Meta (1784 m) si raggiunge in poco tempo, sembra aggressiva perchè ripida, ma tuttavia è breve e fattibile; e la vista da lassù è spettacolare! Si gode sia la piana di Campo Imperatore che quella del Voltigno, con tutte le loro diversità messe a confronto. La bellezza del Voltigno sta soprattutto nei numerosi laghetti carsici che si vanno formano via via con lo scioglimento delle nevi. Intenzionati a scendere nella piana, per vederli meglio da vicino, siamo passati in mezzo al Bosco Carboniere, costeggiando la Valle della Cornacchia (lungo il tragitto c'è pure Fonte Cornacchiella e Fonte Cornacchia). Giunti a valle abbiamo proseguito fino al Lago Sfondo (1304 m), punto cruciale cartografico che segna il confine tra la provincia dell'Aquila e quella di Pescara (la parte Nord Ovest è aquilana, quella Sud Est pescarese), e pensare che è un laghetto piccolo piccolo. Dicono che abbia preso questo nome dalla notevole profondità che lo caratterizza (chissà se è vero o no...). Fatto il giro di boa abbiamo preso di petto la montagna in direzione della Zingarella, riprendendo la Valle Caterina, e proseguendo fino a chiudere l'anello con il Male Passo. Detto così, con la carta sotto mano, sembra facile, ma non lo è per niente perchè buona parte del bosco (fittissimo) è segnato male. Poco poco si sbaglia sentiero sono guai seri perchè non è facile orientarsi lì in mezzo. Uno dei pochi segni orientativi di riferimento (che mi sembra doveroso riportare) è costituito da un vecchio rudere (ormai poche mura a secco), di sicuro appartenuto a qualche carbonaio o boscaiolo.

domenica 11 ottobre 2009

Traversata del Voltigno


"La Sezione CAI dell'Aquila domenica 11 ottobre ha effettuato la traversata del Voltigno dal rifugio Ricotta di Castel del Monte, sino a Carpineto della Nora in provincia di Pescara. Bella ed appagante traversata, colori d'autunno, paesaggi unici del Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga. A Carpineto della Nora, infine, un buon pranzo, tanta nostalgia, canzoni aquilane e qualche lacrimuccia sugli occhi di tutti". (Ho fatto copia e incolla direttamente dal sito).