doline disegnavano il territorio, i
grilli si perdevano in canti assordanti e insoliti tholos a base quadrata raccoglievano la nostra attenzione.
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domenica 21 agosto 2016
Monte Meta del Voltigno
doline disegnavano il territorio, i
grilli si perdevano in canti assordanti e insoliti tholos a base quadrata raccoglievano la nostra attenzione.
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domenica 10 aprile 2011
Passo dei Monaci di Monte Meta da Vallefiorita
Il Passo dei Monaci è antico collegamento e forse unico tra Lazio e Abruzzo, sfruttato da commercianti, pastori e dai monaci benedettini. La tradizione vuole che arrivati al passo, i monaci
solevano depositare una pietra, a volte davvero grande, tanto da formare, con il trascorrere degli anni, cumuli alti un paio di metri e ben visibili al centro del pianoro. Il nome forse trae
origine da una antica leggenda che narra di tre monaci che vi trovarono la morte tentando di passare il valico durante una bufera. (Info del CAI di Isernia). Non mi rimaneva difficile
immaginare i briganti sulla via del Passo dei Monaci, comprendevo bene come le asperità delle Mainarde potessero fornire riparo ai fuorilegge, che tra anfratti, grotte e distese
secolari di faggio erano in grado di trovare dimora in liberi bivacchi. Su queste montagne si erano scritte pagine e pagine di storia del Brigantaggio d’Italia; chissà quante fughe e quante
rappresaglie, scontri, conflitti e colluttazioni avevano visto questi boschi e questi pendii, dove riecheggiava soprattutto il nome del brigante Domenico Fuoco, ucciso proprio sul Monte Meta nel
1870. La bellezza della Natura stava nella sua condizione selvaggia, adesso come allora si manteneva questa prospettiva meravigliosa: era questo il bello del Parco Nazionale d’Abruzzo
Lazio e Molise, che proprio in questa zona segnava il suo triplice confine. In questo giorno il CAI di Isernia festeggiava i 150 anni dell’Unità d’Italia con una escursione intersezionale con i CAI di
L’Aquila, Sora, Cassino, Foggia e Sulmona. Chi prima e chi dopo segnava il passaggio su queste montagne, trovando sul valico il tricolore italico sbandierare al vento. È stata davvero una
giornata piacevole: nonostante l’affluenza di gente non ci si perdeva nella confusione, ma si trovava piacevole seguito a Scapoli – patria della zampogna – dove il Comune di Isernia
offriva gentilmente il pranzo a tutti gli escursionisti che avevano preso parte all'evento.
sabato 10 aprile 2010
Anello di Monte Meta, Lago Sfondo e Rifugio Ricotta
Monte Meta (1784 m) è una delle cime dei contrafforti meridionali del Gran Sasso. Sembra un dente di squalo con la punta rivolta al cielo, ed è dotato di un'anticima che ne accresce ulteriormente la bellezza. Lasciata la macchina nei pressi del rifugio Ricotta (1517 m), abbiamo inizialmente seguito la carrareccia che porta in direzione della Valle del Voltigno, per poi lasciarla e tenere solo il riferimento visivo dell'anticima: la nostra intenzione era quella di eseguire il percorso in cresta. Quanti
ginepri ci sono lì! Davvero il covo ideale delle vipere! (immagino a giugno che serpaio può essere quella zona...). La cima di Monte Meta (1784 m) si raggiunge in poco tempo, sembra aggressiva perchè ripida, ma tuttavia è breve e fattibile; e la vista da lassù è
proseguendo fino a chiudere l'anello con il Male Passo. Detto così, con la carta sotto mano, sembra facile, ma non lo è per niente perchè buona parte del bosco (fittissimo) è segnato male. Poco poco si sbaglia sentiero sono guai seri perchè non è facile
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