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domenica 28 febbraio 2021

Monte Orsello dalla vecchia miniera

Sotto il cielo di una giornata limpida la montagna si divideva nettamente nella manifestazione di due versanti: a Nord vi eral’inverno, il candore della neve, il disegno del vento che con i suoi accumuli aveva generato ampie creste estese su vallate d’ombra,mentre a Sud, sotto il calore del sole, si scopriva la terra e fioriva il viola dei primi crocus, meravigliosi e presenti, silenziosi anticipatori dellaprimavera. La visione delle due dimensioni seguiva tutto il lungo filo di cresta, predisponendo l’animo alla meditazione della rinascita, con laprimavera in ascolto e in procinto di essere. Alcune nuvole intervallavano le montagne erette al di sopra come isole, non vi eranulla di più bello della serenità di quel sentiero facile e silenzioso, inondato di quiete e bellezza panoramica.

sabato 16 maggio 2020

La dorsale di Monte Orsello e Pizzo delle Fosse, da Forca Murittu alla vecchia miniera

Monte Orsello faceva da testa ad una lunga dorsale, seguito da Pizzo delle Fosse, Monte Terriccio ed altri rilievi più modesti, disposti aseparare le Valli di Lucoli e Tornimparte. Salendo da Forca Murittu seguivamo il filo di cresta della montagna ammirando i panorami dientrambe le vallate. Alcuni cavalli stazionavano negli avvallamenti rivestiti di erba e di fiori, dediti al pascolo lento e alla quiete di maggio.Il cielo, ingrigito dallo Scirocco, pareva un’estensione dei colori della pietra, che a tratti affiorava dal suolo con grossi macigni e magnificikarren. Le cime erano marcate da ometti di pietra e da un’edicola lignea sul rilievo più alto, non c’era più la piccola croce di vetta, mentrerimaneva intatta l’assoluta bellezza dei panorami sulla Piana di Campo Felice. Il sentiero scendeva rigando la terra che a tratti sitingeva del rosso della bauxite, fino ad intercettare la carrareccia di collegamento delle vecchie miniere, tra cave dismesse e campirigogliosi di asfodeli.

mercoledì 25 settembre 2013

Monte Orsello prima della sera

Sulla cresta di Monte Orsello ammiravamo l’estensione delle ombre della sera. La notte mangiava i rilievi più bassi, per farspazio a quello che sarebbe stato il buio. Guardavamo dall’alto il fitto dei boschi che si copriva sotto quel manto definito, come unacoperta in grado di portare con sé il riposo, e amalgamare i colori in un’unica tonalità. I Centomonti della Piana di Campo Felice siaccendevano d’oro sotto lo spettro finale del sole, parevano come dune di deserto, nonostante immobili, animate soltanto dalmovimento lento dell’ombra. Da lì a poco tutto si sarebbe adagiato nella notte, i cavalli si spostavano lentamente allaricerca di ripari di fortuna, mentre i pascoli venivano raccolti sotto gli occhi vigili dei cani pastore.


domenica 13 novembre 2011

Pizzo delle Fosse e Monte Orsello

Il crinale era rivestito da sempre vivi ed erba rasa, continuamente spazzolati dal vento ne parevano in qualche modo ordinati. Suquella sommità trovava contrasto il Maestrale, la sua venuta da Nord era portatrice di freddo secco: quel vento ci accompagnava,ci isolava, ci emarginava in riflessioni personali non permettendoci di sentire altro. Le montagne in lontananza sisfumavano in delicate tonalità di indaco, era questo in assoluto il colore della leggerezza, quello che ne sintetizzava l’aspettospirituale, quello che dava il modo di individuarne l’anima, la sagoma, il profilo contenitore: all’interno di quella campituradistesa c’era un paradiso perfetto. Tutto intorno a noi c’erano paradisi perfetti. Sopra di noi i grifoni della Riserva della Duchessasfruttavano le correnti ascensionali planando nel cielo con la loro maestosa grandezza, le loro ali si spiegavano al vento animandosiin una bellissima danza, in grado di evocare sogni e desideri di appartenenza. La parte sommitale della montagna salivaalternandosi a morbidi avvallamenti orizzontali, mano a mano si scopriva anche sul versante di Campo Felice, regalandoci lapercezione unica di una Majella innevata, incorniciata egregiamente dalle nostre montagne. Ma la neve soprattuttorivestiva la zona del Velino, pareva come il frutto di un incontro d’amore tra il Vento Australe e Madre Terra della Montagna,primo baluardo incontrato dal mare, palcoscenico unico di animazioni, condensazioni e trasformazioni della materia.

domenica 15 novembre 2009

Monte Orsello da Campo Felice e la Miniera di Bauxite

Ci portavamo mano mano in cresta seguendo il sentiero segnato (percorso 4 della carta n°2) trovando difficoltà non tanto nell'impegno dell'escursione ma nella forza del vento che soffiavada Ovest. Il versante a Sud, più battuto dal vento, era pulito, mentre quello a Nord era coperto da uno spesso strato di neve. Il vento ci costringeva a scendere per il versante protetto, cheanche se innevato era comunque più riparato. Gli scarponi affondavano a volte a 30 e a volte a 50 cm di neve, trovando il contatto difficoltoso con le rocce nascoste. Con molta faticaprocedevamo a mezza costa, fino a quando era percorribile, raggiungendo di seguito anche la vecchia Miniera di Bauxite che stava sopra l'Inghiottitoio.