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sabato 16 maggio 2020

La dorsale di Monte Orsello e Pizzo delle Fosse, da Forca Murittu alla vecchia miniera

Monte Orsello faceva da testa ad una lunga dorsale, seguito da Pizzo delle Fosse, Monte Terriccio ed altri rilievi più modesti, disposti aseparare le Valli di Lucoli e Tornimparte. Salendo da Forca Murittu seguivamo il filo di cresta della montagna ammirando i panorami dientrambe le vallate. Alcuni cavalli stazionavano negli avvallamenti rivestiti di erba e di fiori, dediti al pascolo lento e alla quiete di maggio.Il cielo, ingrigito dallo Scirocco, pareva un’estensione dei colori della pietra, che a tratti affiorava dal suolo con grossi macigni e magnificikarren. Le cime erano marcate da ometti di pietra e da un’edicola lignea sul rilievo più alto, non c’era più la piccola croce di vetta, mentrerimaneva intatta l’assoluta bellezza dei panorami sulla Piana di Campo Felice. Il sentiero scendeva rigando la terra che a tratti sitingeva del rosso della bauxite, fino ad intercettare la carrareccia di collegamento delle vecchie miniere, tra cave dismesse e campirigogliosi di asfodeli.

domenica 13 novembre 2011

Pizzo delle Fosse e Monte Orsello

Il crinale era rivestito da sempre vivi ed erba rasa, continuamente spazzolati dal vento ne parevano in qualche modo ordinati. Suquella sommità trovava contrasto il Maestrale, la sua venuta da Nord era portatrice di freddo secco: quel vento ci accompagnava,ci isolava, ci emarginava in riflessioni personali non permettendoci di sentire altro. Le montagne in lontananza sisfumavano in delicate tonalità di indaco, era questo in assoluto il colore della leggerezza, quello che ne sintetizzava l’aspettospirituale, quello che dava il modo di individuarne l’anima, la sagoma, il profilo contenitore: all’interno di quella campituradistesa c’era un paradiso perfetto. Tutto intorno a noi c’erano paradisi perfetti. Sopra di noi i grifoni della Riserva della Duchessasfruttavano le correnti ascensionali planando nel cielo con la loro maestosa grandezza, le loro ali si spiegavano al vento animandosiin una bellissima danza, in grado di evocare sogni e desideri di appartenenza. La parte sommitale della montagna salivaalternandosi a morbidi avvallamenti orizzontali, mano a mano si scopriva anche sul versante di Campo Felice, regalandoci lapercezione unica di una Majella innevata, incorniciata egregiamente dalle nostre montagne. Ma la neve soprattuttorivestiva la zona del Velino, pareva come il frutto di un incontro d’amore tra il Vento Australe e Madre Terra della Montagna,primo baluardo incontrato dal mare, palcoscenico unico di animazioni, condensazioni e trasformazioni della materia.