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sabato 19 luglio 2025

Anello dal Valico della Chiesola al Monte Puzzillo

[…] Al valico molti anni fa c’era l’antica chiesetta di S. Felice, la Ecclesia Sancti Felicis de Camardosa di cui parlano documentistorici del sec. XII. (A. CHIAPPINI, Lucoli medievale, in “Bullettino” della Deputazione Abruzzese di Storia Patria, XXXII (1941),p. 57). La modesta costruzione, chiamata in epoche più recenti Chiesola di Lucoli, venne poi utilizzata, ormai semidiruta,come ricovero di pastori e successivamente spazzata via per la costruzione del raccordo autostradale. […] (Testo in citazione diCarlo Tobia, tratto da I Sentieri Montani della Provincia dell’Aquila, 2, I Gruppi M. Ocre - M. Cagno, M. Cava - M. San Rocco, M. Orsello- M. Puzzillo, p. 27). Dal Valico iniziava il bellissimo sentiero per Monte Puzzillo, dapprima immerso nel fresco del bosco di Monte Frattae poi aperto sui panorami, sotto il cielo di luglio, con l’erba ancora verde che iniziava a dorarsi. La poca notorietà delle montagne“minori”, lontane dalle frequentazioni massive da social network, ne garantiva la quiete, lo sguardo girava a trecentosessanta gradisui panorami, con particolare privilegio sui Monti della Duchessa e il Massiccio del Velino. Scendevamo nella Valle del Morretanograzie ad un piccolo sentiero che conduceva al Passo, la comoda via del ritorno era custodita tra le alture intorno che delimitavanol’ambiente, approdando infine alla carrareccia che si immergeva nell’ombra fresca del Bosco di Cerasolo.

sabato 23 maggio 2020

Anello di Monte Puzzillo

Il percorso saliva sul lungo filo di cresta del Monte Puzzillo, innalzandosi al di sopra dei boschi e degli altipiani, tra visuali pulite aridosso di un cielo limpido con appena qualche nuvola in compagnia del sole. Tra le pietre si schiudeva la bellezza delle primule orecchiad’orso, con il loro giallo lucente, le viole montane e i fiori di globularia, piccoli microcosmi dove api ed altri insetti bottinavano la dolcezza deipollini di maggio. I pendii spogli, a malapena maculati di ginepri, scivolavano a valle per inabissarsi nei boschi, mentre la partesommitale della montagna si ergeva solennemente come una piramide perfetta. Seguivamo il filo di cresta oltre la vetta, a cercare un affacciosulla Valle Leona e la discesa lungo la Macchia del Puzzillo, località accessibile eppure remota, lontana da tutto e da tutti, immersa nellaquiete della vegetazione. Usciti dal bosco attraversavamo una serie di dolci avvallamenti che modulavano la Piana prima di stendersi verso ilfondo completamente asciutto del Lago stagionale, da lì una carrareccia ci accompagnava sulla via del ritorno, chiudendo il bellissimo anello alvalico della Chiesola di Lucoli.

venerdì 13 luglio 2018

Monte Puzzillo

Percorrevamo un sentiero tanto semplice quanto bellissimo, nella beatitudine di luglio con i suoi colori ancora carichi di mille germogli. IlMonte Puzzillo si affacciava sia sulla Piana di Campo Felice che su quelle del Morretano e della Leona, e mi piaceva moltissimo ammirarlementre si aprivano mano mano alla vista lungo il nostro proseguire, mostrando infine il loro massimo potenziale. La giornata serenaesponeva in lontananza il profilo dei monti, velati a malapena da piccolissime nubi, la quiete era nelle nostre parole condivise d’amicizia,nel vento leggero che ci accompagnava, nel profumo del Creato e nella consapevolezza della sua bellezza.

lunedì 20 ottobre 2014

Monte Puzzillo la montagna dei "puzzilli"

I puzzilli erano le numerose doline che caratterizzavano la zona, probabilmente erano stati proprio loro a dare il nome alla cimadel lungo filo di cresta che dal Valico della Chiesola si affacciava su Campo Felice, il Morretano e l’omonima valle del Puzzillo.Ovunque si leggeva il magnifico fascino del paesaggio carsico, così ambiguo e arido di terra calcarea, dove l’acqua spariva assorbitadalla terra. La vista si appagava di morbidi avvallamenti e depressioni, ignorando l’intricato complesso sotterraneo  vuotatodalle acque e aperto al cielo grazie agli inghiottitoi. Nella zona numerosi pozzi verticali avevano acceso l’interesse deglispeleologi degli anni Settanta, che si erano appassionati alla ricerca di un accesso ad un sistema sotterraneo ipotizzato dispettacolari dimensioni, come con la Grava di Gasbarrone: allora non vi fu nessun esito ma ancora oggi non se ne escludeva l’esistenza.

sabato 8 dicembre 2012

I boschi del Puzzillo

I boschi del Puzzillo erano talmente carichi di neve da piegarne i rami e nascondere il sentiero. Lo sguardo si incantava di visioniintatte, dove tracciavamo il percorso su centimetri e centimetri di neve farinosa. Salivamo alla ricerca del bosco vecchio, dove glialberi si distanziavano tra loro secondo le leggi del loro equilibrio di convivenza: i tronchi si innalzavano come colonne di marmo,così bianche e perfette, modellate dal riverbero del sole. Sotto la cima del Puzzillo lo sguardo si apriva sulla Piana di Campo Felice,un vento freddissimo ci dava il tormento, a dispetto del bosco che, nella sua calma, conteneva pacatamente tutti gli equilibri.