domenica 14 gennaio 2024

Il Villaggio del Pastore a San Panfilo d'Ocre

A Sud-Ovest di San Panfilo d’Ocre vi era il Villaggio del Pastore – o anche detto della Pastorizia – un luogo sconosciuto protetto dal boscoe privilegiato per la visione panoramica. Cinque edifici abbandonati di medesima conformazione si ergevano dal suolo con addosso i segnidel tempo, vennero realizzati in passato con la finalità di accogliere e selezionare gli ovini transumanti dalla Puglia e dal Lazio.Ogni caseggiato era munito di stalla, magazzino, fienile, silo e caseificio, ambienti ben studiati per le funzioni a cui si rivolgeva,che divenne anche un importante punto di riferimento del settore. Venne abbandonato con lo scoppio della guerra, e da alloralentamente andava incontro al suo degrado. Su un muro la scritta VINCERE omaggiava il periodo della sua edificazione, parole ormai lontane e appena leggibili, vecchia vernice su mura ossidate.

sabato 13 gennaio 2024

La strada "tagliata" delle Gole del Velino, tratti di antica Salaria

L’antica Salaria svelava a tratti gli ingegnosi lavori del passato chei Romani avevano compiuto per attraversare le impervie Gole delVelino. Tra grandi tagliate di roccia, maestose mura di sostegnopoligonali e un possente miglio miliare, la mente correva nelpassato pronta ad immaginare la suggestione di quei luoghi.La bellezza della natura si era rimpossessata delle vie abbandonate,lasciando sentieri sul ciglio dei boschi a ridosso del Fiume Velino.Interessanti informazioni sono riportate in questa pagina del sito altavalledelvelino.com.

Rovine del Convento di San Rocco da Lugnano e Coccodrillo

Prole gigantea Lugnanum nobile dicor non temet hostiles gens animosa minas, parole che raccontavano un passato importantetracciato nella memoria, ma che nel presente davano poche informazioni. Del Convento di San Rocco rimaneva soltanto la solenne testimonianza del valore che un tempo ricopriva, con mura maestose ancora erette su importanti terrazzamenti, con sentierilastricati magistralmente da pietre, cercando di sfruttare ogni spazio di quel luogo strapiombante reso così agevole, con persino una grottaantropizzata, riparo accomodato da mura interne. La bellezza era in tutto questo ricordo di solennità che dominava la valle ed ammiravadall’alto il piccolo paese di Lugnano. Il sole e la temperatura mite ci illudevano alla primavera, con gemme ingrossate sugli alberi e alcunicanti di uccelli. La piccola Madonna del Fiore era custodita nella Chiesa di Santa Maria in Categne.


mercoledì 3 gennaio 2024

Nel bianco tra Toblach, Obertilliach e Anterselva

Nel bianco della neve, nell’ombra dei boschi azzurri, su mantiimmacolati di silenzio e bellezza, dove il candore addolciva qualsiasiconformazione. Laghi e fiumi svelavano superfici riflettenti il cielo chesi perdevano all’imbrunire, tra nebbie vaporose che a mano a manooffuscavano gli orizzonti. Un suono dolce fluiva tra i rivoli, mentre glialberi si facevano carico di riflessi argentei. Le montagne intornosvettavano verticalmente lasciandoci raccolti nelle valli, l’inverno quiera giunto e ci raccontava le sue forme. Tutto era a riposo sotto unagrande coperta bianca.

lunedì 1 gennaio 2024

Il Piano delle Cupelle, da Vigliano a Scoppito alla ricerca del Grottone

Sul Piano delle Cupelle seguivamo antichi sentieri alla ricerca del leggendario Grottone, partendo da Vigliano - l’antica Fisternae deiRomani - risalivamo la montagna per il valico di Monte Sant’Angelo. Già altre volte l’avevamo cercato, seguendo indicazioni di coordinaterivelatesi poi inesatte, non trovando riscontro effettivo nel territorio, alcuni lo indicavano a quota 1150 metri, altri a 1078, ne era testificatala presenza sulle mappe ma di fatto nessuno l’aveva mai trovato e condiviso l’effettiva esistenza. Rimaneva però la straordinaria bellezzadel territorio, che così poco frequentato aveva un fascino unico. Tra il fosso boscoso rivestito di muschi e i prati sommitali prendeva formail sentiero che in passato aveva visto molta più frequentazione, ne davano testimonianza le pietre ordinate dalla mano dell’uomo,le tante muraglie che cingevano probabili possedimenti. Sul valico un gruppo di cavalli stazionava nella quiete, guardandoci incuriositialla ricerca del sale. La bellezza dei sentieri semplici era come un augurio sereno per il nuovo anno appena iniziato.

domenica 31 dicembre 2023

A Fonteavignone Le Pietre Raccontano

A Fontavignone le pietre ci raccontavano la memoria del passato, da Pietra Pezzuta, al Pugno, all’Acquario e alla Seggetta ogni rocciasi vestiva di suggestione. Conoscevamo i luoghi che un tempo erano stati il riparo dei soldati in fuga dai tedeschi, durante Seconda GuerraMondiale. Un americano, un inglese, un cecoslovacco ed un tenente medico sudafricano avevano trovato rifugio nel fitto della vegetazione,nascosti in grotte e ripari naturali, ricoveri di fortuna che grazie alla protezione e l’aiuto dei Fontanari gli avevano garantito la salvezza.Antiche strade e mulattiere si snodavano nel bosco, spesso accostate a muraglie di eccellente fattura, che nonostante lo scorrere deltempo mantenevano ancora le conformazioni. L’ultimo giorno dell’anno ci accoglieva nella bellezza luminosa della natura, dal puntopanoramico del Miratore un letto di nuvole inondava la Valle dell’Aterno, lasciando ai nostri occhi il dono della contemplazione.