sabato 17 ottobre 2009

Monte Pettino e la Crocetta di San Giuliano

Tempo abbastanza incerto... piove... non piove... nuvoloso. Andiamo. Parcheggiamo la macchina alla fine di via Francia e da lì saliamo il sentiero che, nonostante privo di segnaletica, è calcato bene. E' una zona molto trafficata, abbiamo incontrato diverse persone, chi cammina, chi corre e chi va in mountain bike. E' bello incontrare gente in montagna. Siamo passati per Monte Pettino(1147 m) e per la stazione di monitoraggio della sua faglia, fino alla Crocetta di San Giuliano (1098 m) detto anche Monte Caselvecchio (così è scritto sulla carta). E' un giro semplice e non eccessivamente impegnativo. Quello che non mi piace, però, sono i resti degli alberi carbonizzati lasciati dall'incendio che l'ha colpiti tempo fa... che amarezza. Dovrebbero fare pene molto molto più severe per i piromani, tanto da fargli cascare le mani al solo pensiero di una scintilla. Personalmente credo che debbano pagare una condanna pari a quella di un omicida...

giovedì 15 ottobre 2009

Monte Le Quartora (il tabellone) da Roio Piano


Da L'Aquila Monte Le Quartora è ben visibile, è abbastanza imponente sopra la città, a destra di Monte Ocre. E' riconoscibilissimo perchè, anche da molto lontano, si vede il ripetitore che sta poco sotto la sua cima, che assomiglia appunto ad una specie di tabellone, da qui il soprannome. E' stata una bella escursione. Siamo partite da Roio Piano e abbiamo seguito la carrareccia del percorso 6 della carta 2 (sulla carta leggo pure che siamo passati per una zona che si chiama Pietra Pidocchiosa...) abbiamo seguito per un pò il sentiero, ma poi ci siamo portate subito in cresta,
da cui  abbiamo tenuto solo il riferimento visivo del ripetitore. C'è anche una cisterna nella valle sotto il costone, a destra, con cavalli e alcuni ruderi, quei piani mi hanno detto che prendono il nome di quàrtore. La vista toglieva il fiato, ma tirava purtroppo troppo vento.
 La cima (1783 m) non aveva la croce, ma un bastone con quattro giri di nastro isolante nero. Quello che si vede dietro, nella foto, è Monte Ocre.

domenica 11 ottobre 2009

Traversata del Voltigno


"La Sezione CAI dell'Aquila domenica 11 ottobre ha effettuato la traversata del Voltigno dal rifugio Ricotta di Castel del Monte, sino a Carpineto della Nora in provincia di Pescara. Bella ed appagante traversata, colori d'autunno, paesaggi unici del Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga. A Carpineto della Nora, infine, un buon pranzo, tanta nostalgia, canzoni aquilane e qualche lacrimuccia sugli occhi di tutti". (Ho fatto copia e incolla direttamente dal sito).

giovedì 8 ottobre 2009

Monte Sirente da Ovindoli


ATTO III - LA VETTA. Finalmente! Dopo due volte andate male ce l'abbiamo fatta! Abbiamo rifatto il sentiero che parte dalla Val d'Arano, da Ovindoli. E' decisamente meno lungo di quello che parte da Rovere, anche se devo riconoscere che come potevamo tagliare a dritto - cioè prendendo di petto la montagna - lo facevamo. Chi la dura la vince. Lo squarcio a dirupo che si vede dalla cima mette spavento.

martedì 6 ottobre 2009

Castello d'Ocre


Eravamo andate a cercare delle mele selvatiche nei pressi del Castello d'Ocre... quanto amavo quel posto, prima del terremoto ci ero andata più volte in cerca della solitudine, a conteplare tutto quello che stava sotto nella valle, o sopra nel cielo. Stare a contatto con quella terra in qualche modo mi rasserenava. Ora il terremoto aveva interrotto molti accessi, e aperto altri più pericolanti.

Ho trovato delle vecchie foto scattate tre anni fa, che nostalgia di quel momento. Ricordo l'emozione nel sentire l'inverno nell'aria fredda che sapeva di neve. Ricordo l'erba rasa tutta brinata dal gelo. Ricordo la pace e il silenzio condiviso con la compagnia di una cara amica. Ricordo Monte Ocre, maestoso, tutto innevato, fisso nella sua solennità che ci guardava.

domenica 4 ottobre 2009

Monte Cava da Tornimparte per la Valle di Ruella

Siamo salite da Tornimparte per la strada di Valle di Ruella, di cui gli ultimi tornanti sono contraddistinti dai resti di un'antica strada romana amiternina. Quello che ne rimane pare tuttavia poco, da come ho letto c'è stato uno scempio che ha danneggiato questo percorso e suscitato molte proteste.
La carrareccia, lunga circa due chilometri e mezzo, porta a dei prati che sembrano di velluto verde, qui, sparsi, ci sono diversi casali, e c'è anche una fonte, detta dei Cobelli.
Il percorso poi attraversa un bosco e prosegue per una radura aperta che prende il nome di conca delle Ferrarecce. Seguendo il percorso si incontra prima un rifugio, e poi un pozzo scoperto. Da qui in poi la terra diventa rossa, acida, desolata, con i resti di ossa di animali ormai scarniti di
tutto... L'ultimo tratto si prende di petto e porta alla cima. La croce della vetta è fatta da due zeppi incrociati legati da uno spago e la targa è una piccola lamiera scritta da pò di bianchetto che riporta l'elevazione della montagna: 2000 metri. Prima di riscendere abbiamo seguito la cresta di tutto il costone, fino al Vado di Femmina Morta.

giovedì 1 ottobre 2009

Monte Aquila e l'anello di Campo Pericoli

Dall'albergo di Campo Imperatore (2130 m) abbiamo preso il sentiero della via estiva, e continuando il percorso siamo saliti su Monte Aquila (2495 m). Nemmeno a farlo apposta sulla cima
ho visto la mia prima aquila reale, enorme e dal volo maestoso. In passato credevo di averla già vista, ma mi sbagliavo, confrontandola con il mio ricordo non ci sono paragoni di alcun tipo. Riscendiamo, e da Sella di Monte Aquila (2335 m) iniziamo il giro dell'Anello di Campo Pericoli. Andiamo al Rifugio Garibaldi (2230 m) e percorriamo un lungo tratto semi-pianeggiante,
molto piacevole (anche la temperatura era ottima!). Ci riportiamo in quota salendo per Passo Portella (2260 m) e da lì continuiamo fino al rifugio Duca degli Abruzzi (2388 m), dove ci ristoriamo un pò. Riscendiamo per Sella di Monte Aquila.