Visualizzazione post con etichetta valle ruella. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta valle ruella. Mostra tutti i post

domenica 10 maggio 2020

Dalla Valle Ruella al Rifugio delle Ferrarecce

La strada saliva alla volta della montagna, ripercorrendo parte dell’antica via di Annibale che nella sua condizione più selvaggiamanteneva il fascino intatto di una natura al di sopra del tempo e della presenza dell’uomo. Dopo alcuni decenni dalla realizzazione della tantocontestata strada di accesso agli altipiani superiori, i boschi si erano finalmente infittiti e la vegetazione aveva oscurato di molto le traccedegli sbancamenti. Seguivamo la via del Fosso di Ruella fin dove era praticabile, per vedere la via dell’acqua di superfice, scoprendo angolidi bellezza incontaminata. I prati superiori alla destra orografica del fosso si modulavano in dolci avvallamenti impreziositi da fioriture rasecome il manto erboso, movimentato solo dai cespugli di uva spina e rosa canina, e da lunghe file di muri a secco, ricordi di un passatorurale intriso nella terra e percepito nel silenzio. Salivamo tutta la Valle di Ruella per raggiungere il Rifugio delle Ferrarecce, i prati aperti esenza ormai più limiti dei boschi trovavano sfogo verso il cielo e la cima delle montagne. I laghi stagionali erano asciutti, e i pascoli seguivanocomposti i loro tragitti. Ammiravamo la bellezza della lunga dorsale di Monte Cava, che dal Male Passo al Vado di Femmina Morta, siinnalzava dinanzi a noi velato di nubi. 

domenica 13 dicembre 2015

Cresta di Monte La Piaggia dalla Forca di Castiglione e la Valle Ruella

L’ombra delle foglie si materializzava nella metamorfosi costruttiva dei cristalli di ghiaccio, ammiravamo la suggestivacreazione della Natura che da vicino scolpiva fiori e stelle. Il freddo stanziava sul fondo delle valli, mentre a mezza costa i pratisi intiepidivano a malapena sotto il sole di dicembre. Alcuni cavalli si concedevano un pascolo lento, il freddo aveva smorzatoi colori che nei versanti a Nord si perdevano nel bianco. Tra l’Amiternino e il Cicolano seguivamo il filo di cresta di Monte LaPiaggia, le casette dei Cobelli erano tutte chiuse nella quiete dei loro recinti, contornate di muschi, ciliegi e rosa canina. La Via diAnnibale si intravedeva a malapena lungo il percorso della Valle Ruella, la Storia, nonostante tutto, lasciava riecheggiare la suamemoria.

domenica 3 marzo 2013

Monte Cava da Valle Ruella

La primavera anticipava la sua presenza donando all’aria il calore delle sue giornate. Così in contrasto con gli ambienti innevati si percepiva dal canto degli uccelli e dalle gemme ingrossate deifaggi: tutto pareva innescarsi sotto la bellezza dei suoi miracoli, e il solo fatto di essere al sole dava l’illusione di uno dei suoi abbracci più caldi. La Valle Ruella rimaneva come sempresuggestiva e panoramica, nel mese di dicembre 2012 scrissi un articolo per La Lucciola, il giornale settimanale di Marruci, dove trattavo a grosse linee l’importanza storica della valle, testo cheriporto di seguito in corsivo. Il percorso di Annibale sopra Tornimparte. Nella Valle di Ruella, sopra Tornimparte, sono presenti i resti di un’antica strada romana che un tempo segnaval’importante collegamento tra la zona del Cicolano e quella dell’Amiternino. La storia racconta che quando Annibale giunse in Italia con l’obiettivo di conquistare Roma rimase per lungotempo con le sue truppe accampato nella Valle dell’Aterno, prima di attraversare le montagne sopra Tornimparte per raggiungere il territorio del Cicolano: il suo obiettivo era quellodi stringere alleanza con il popolo dei Marsi nel tentativo di attaccare Roma da Est. Passò proprio per la Valle di Ruella con tutto il suo esercito e l’unico elefante rimastogli in vita, e questanotizia è storicizzata da diverse fonti. Attualmente l’antica strada di Ruella è visibile solo in alcuni punti, perché circa trenta anni fa venne quasi completamente distrutta a causa dei lavoriper la realizzazione di una strada cementata che facilitasse l’accesso degli abitanti di Tornimparte agli altipiani superiori, dove vi erano i loro possedimenti di alcune case secondarie. Taleoperazione risultò molto invasiva per il territorio, tanto da distruggere il vecchio lastricato romano che si trovava in coincidenza con il progetto della strada. La cosa suscitò moltoscandalo, e fortunatamente in molti si schierarono contro questo scempio riuscendo così a fermare tutto, ma nonostante questo purtroppo gran parte del patrimonio storico venne perduto.Sono sopravvissuti soltanto alcuni tratti dell’antica via romana, unica testimonianza storica di un immenso valore universale che lega il nome di Annibale al nostro territorio. Sara Chiaranzelli. Ipendii sotto Monte Cava si immacolavano nel bianco della neve, lo sguardo correva su distese sconfinate e lisce, fino a scendere a valle a trovare il contrasto con le chiome brune dei faggi, ricchi di gemme e prossime al risveglio della vita.

venerdì 9 dicembre 2011

Valle Ruella e Monte Ruella

Il percorso di Annibale appariva e scompariva lungo la strada che conduceva alla Valle di Ruella. Già altre volte mi ero soffermata a riflettere sull’importanza storica di quel luogo, al valoreindescrivibile che assumeva nel compiere quel salto temporale di Millenni, ne parlavo qui. L’aria di fine autunno si calava nel freddo degli anticipi d’inverno, guardavo nel cielo e cercavo di scrutaretra le tante nuvole quelle basse da neve, chissà quanto ancora dovremo aspettare in questo innaturale slittamento di stagioni. Il cielo si vestiva delle scure tonalità della prossima perturbazione,ritmandosi di velature e chiaroscuri, ma scoprendo finalmente la luce sul Gran Sasso, placando così lo sguardo da ogni insofferenza. Il freddo aumentava col vento sotto paradossi idrodinamici, tra irilievi de La Piaggia e quello di Monte Ruella, ma quietandosi poi nella percezione più placata della valle, dove tutto si distendeva scivolando su morbidi infossamenti. La strada verso Monte Cavasaliva addolcendosi di bianche spolverate di neve, ma la nebbia che si intravedeva lasciava cadere i riferimenti, così tornavamo sui nostri passi alla ricerca di percorsi più tranquilli. Monte Ruellagiaceva come una sentinella sull’abitato di Tornimparte, la sua salita ci regalava non solo la visione panoramica sulle altre montagne, ma anche la scoperta di bellissimi fossili, come sequella Montagna ci tenesse ancora una volta ad indicare il suo evidente e strettissimo legame con la Storia.

venerdì 11 marzo 2011

Cresta di Monte La Piaggia dalla Forca di Castiglione e la Valle di Ruella

Nella Valle di Ruella sono presenti i resti di un’antica strada romana, che, tra roccia tagliata e alcuni lastricati di pietra, segnava i collegamenti tra la zona del Cicolano e quelladell’Amiternino. La storia racconta che quando Annibale giunse in Italia con l’obiettivo di conquistare Roma stanziò per molto tempo nella Valle dell’Aterno e proseguì in seguito attraversandole montagne sopra Tornimparte per raggiungere il territorio del Cicolano: il suo obiettivo era quello di stringere alleanza con il popolo dei Marsi nel tentativo di attaccare Roma da Est. Passòproprio per la Valle di Ruella, e questa notizia è storicizzata da diverse fonti. Da sopra Monte La Piagga immaginavo di come più di duemila anni siano scivolati addosso queste montagne,annullando così velocemente un vertiginoso salto temporale. Immaginavo di guardare quello che si poteva vedere allora da lassù, realizzando nella mia mente l’immagine di un enormeesercito composto da tante fisionomie diverse, con addirittura la presenza di un elefante (!), l’unico dei 37 esemplari sopravvissuto al freddo inverno della Pianura Padana. Quante vite, quantiidiomi, quante anime sono passate di qui, rimescolando i diversi semi del genere umano. Forse la terra aveva sicuramente trattenuto memoria di quel passaggio, bisognava tendere benel’orecchio al vento per riuscire ad ascoltarlo ancora. Abbiamo tanta di quella storia nella nostra terra da darla purtroppo per scontata. Attualmente l’antica strada di Ruella è visibile solo in alcuni punti, perché circa trenta anni fa è andata quasi completamente distrutta dalle ruspe e dal cemento armato, che senza mezzi termini hanno spianato e cancellato millenni distoria. Pare che l’organizzazione politica di turno, in carica in quegli anni, avesse dato il via alla costruzione di questa strada utilizzando fondi pubblici, al fine di agevolare l’accesso di alcuniabitanti di Tornimpare alle piccole case che possedevano negli altipiani superiori. La cosa suscitò molto scandalo, e fortunatamente in molti si schierarono contro questo scempioriuscendo così a fermare tutto, ma ormai era troppo tardi: gran parte di quel patrimonio era andato già perduto sotto l’ignoranza e il cemento armato. Sono sopravvissuti solo alcuni trattidell’antica via romana, unica testimonianza storica di un immenso valore universale, che non appartiene né a Tornimparte, né a L’Aquila, né all’Abruzzo, né all’Italia, ma appartiene all’Umanità intera.