Visualizzazione post con etichetta passo del lupo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta passo del lupo. Mostra tutti i post

domenica 26 giugno 2011

La Cima del Papa dalla Villetta

Il Gran Sasso saliva con la sua mole maestosa, si addolciva con le varie tracce del sentiero: con curve marcate e regolari si disegnava da solo in morbidi sinusoidali. I caldi raggi del sole siesaltavano del riverbero della pietra, la Natura viveva equilibri statici e sensibili, che accompagnati dal calore indicavano una particolare metafisica. Pareva come se la nostalgia avesse unatemperatura, ma forse queste sono solo associazioni mentali. Tornavano i ricordi e tornavano le Malecoste, che, così belle e affilate sul percorso di cresta, conducevano alla Cima del Papa.L’ingresso dell’estate bruciava d’oro l’erba e la terra, la alleggeriva nella materia e la sublimava come non mai, finalmente potevo di nuovo ammirare i ghiaioni e gli sfasciumi che comevestiti fasciavano i fianchi delle montagne. Respiravo quanto più mi potesse appartenere, finalmente. Quel balcone girava intorno prospettive familiari, l’amavo come sempre, ma forse adessoancora di più perché l’avevo riconosciuto, perché mi aveva aspettato.

martedì 7 settembre 2010

Cima del Papa sulle Malecoste e Pizzo Cefalone dall'Osservatorio del Gran Sasso


Lungo la Cresta delle Malecoste c’è la Cima del Gendarme (2425 m), una vetta che dal 18 maggio del 2005 ha preso il nome di Cima Giovanni Paolo II. Poco sotto la sua estremità hanno collocato una grossa croce in ferro in memoria di questo grande uomo e papa. Ho sempre stimato tanto questa persona, perché era costantemente alla ricerca del dialogo e del confronto, e poi era un grande amante e appassionato di montagna, soprattutto di questa zona. Partite dall’Osservatorio del Gran Sasso (2135 m) abbiamo seguito il solito sentiero che per il Passo del Lupo conduce a Pizzo Cefalone. Da lì abbiamo proseguito in direzione delle Malecoste. Dallo svincolo in poi il sentiero è segnato solo con dei piccoli segnetti blu, delle virgole poco visibili da rendere il percorso come una sorta di caccia al tesoro molto divertente tra i passaggi su roccia che identificano questa zona. C’è solo una cosa da tenere a mente: un ometto di pietra in cresta, poco dopo l’inizio, che depista troppo il passaggio indicato dai segni, però con un po’ di flessibilità ogni cosa è percorribile (al limite si tornaindietro e si cerca un’altra via). La parte visibile della croce è quella del retro, non si sa come mi sono dovuta aggrappare per fotografare anche la parte davanti considerando lo strapiombo, comunque alla fine sono riuscita ad avere anche quest’altro punto di vista: sulla croce oltre all’icona che raffigura papa Giovanni Paolo II c’è anche quella di Celestino V, di San Massimo, di Sant’Equizio e di San Bernardino: tutti grandi personaggi del territorio. C’erano molte cose attaccate alle croce come omaggio a Karol Wojtyla, persino un rosario islamico, ma la cosa non mi ha sorpreso più di tanto perché era stimato proprio da tutti. Tornate indietro siamo salite anche su Pizzo Cefalone (2533 m), non potevamo non andarci, perché sarebbe stata quasi una mancanza di rispetto!

lunedì 16 agosto 2010

Pizzo d'Intermesoli dall'Osservatorio del Gran Sasso per la Sella dei Grilli


Pizzo d’Intermesoli (2635 m) è una delle montagne su cui desideravo tanto salire. Da ogni parte la guardassi la valutavo sempre isolata e difficile, a causa delle sue coste ripide vestite da ghiaioni e sfasciumi. Volevo tanto andarci, era l’unica montagna del massiccio del Gran Sasso su cui non ero mai stata. Con la sua forma così appuntita sembrava volesse trovare nella sua estremità un punto di congiunzione perfetto con il cielo, sembrava volesse toccare Dio. Temevo molto le sue coste ripide e rocciose più instabili: mentre salivamo ad ogni passo che facevamo in avanti ne tornavamo indietro di due, e lì l’esposizione era aggravata dal terreno ripido e franoso. Questa cosa mi preoccupava perché mi faceva intuire le ovvie difficoltà che avrei incontrato nella discesa. L’ultimo pezzo impiegava anche le mani, e considerato il contesto instabile questa cosa non mi faceva stare tranquilla: le pietre si staccavano facilmente tanto da mettere tutto in discussione. L’aria fredda ci ha accompagnato fin dall’inizio, e mano mano che salivamo scendeva di grado: arrivati in cima a causa del freddo siamo rimasti davvero poco ad ammirare quello splendido panorama che girava a 360° compiendo ovunque un raggio perfetto equidistante dalle altre montagne. La sensazione lassù è proprio quella di stare nel “mezzo”, tra i due grandi fuochi di Monte Corvo e Corno Grande. Che giganti. La preoccupazione che avevo per la discesa si era dissolta, mi sono sentita subito a mio agio, stavo proprio bene lassù, accostata alla pietra e alla sua energia, mi sentivo a casa. Abbiamo compiuto un giro ad anello: partendo dall’Osservatorio del Gran Sasso (2135 m) abbiamo proseguito per il Passo del Lupo (2156 m), Passo Portella (2260 m), Sella del Cefalone (2320 m), Sella dei Grilli (2220 m), vetta di Pizzo d’Intermesoli (2635 m), e di nuovo giù alla Sella dei Grilli, tornando per la Val Maone e passando vicino alle Capanne (1957 m), e di seguito Campo Pericoli e il Rifugio Garibaldi (2231 m), Sella di Monte Aquila (2335 m), concludendo poi l’anello per il Sentiero Estivo. Secondo i dati del GPS abbiamo percorso una distanza complessiva di circa 13,5 km, con un dislivello in salita di 1100 m e in discesa di 1350 m.

mercoledì 7 luglio 2010

Pizzo Cefalone dall'Osservatorio del Gran Sasso per il Passo del Lupo


Per andare in montagna oggi ho rubato le ore al sonno. Mi sono alzata prestissimo in modo da occupare solo le prime ore del mattino, e dedicare così il resto della giornata ai vari impegni, di lavoro e non. E poi ho la fortuna di avere un’amica eccezionale che mi asseconda sempre, anche se la chiamo all’ultimo momento! È una persona fantastica. Considerati i vari tempi (pratici e metereologici) puntiamo l’attenzione su Pizzo Cefalone (2533 m), una montagna che si raggiunge non impiegando molto tempo, e tuttavia bellissima e soddisfacente! Lasciata la macchina alla Stazione Superiore della Funivia, abbiamo intrapreso il piccolo e ben marcato sentiero che parte a sinistra dell’Osservatorio e che conduce al Passo del Lupo (2156 m). Di certo questa è la via più breve e più facile di tutte per avvicinarsi a quella zona. L’esposizione c’è fin da subito, ma arrivati a Passo Portella (2260 m) la vista è talmente spettacolare da farmi realizzare il giusto perché dell’essermi alzata così presto questa mattina. La parte finale del percorso muta progressivamente la sua consistenza, diventando sempre più rocciosa, fino ad arrivare all’ultimo piccolo tratto dove si è costretti proprio ad arrampicarsi, ma è più l’impressione che altro. Sulla cima di Pizzo Cefalone (2533 m) c’è un balcone panoramico che gira lo sguardo a 360°, e fa ammirare alcune delle montagne più belle di tutto il Gran Sasso! Corno Grande, Corno Piccolo, Monte Corvo e Pizzo Intermesoli sovrastano decisamente su tutto! Alle mie spalle vedevo benissimo in lontananza anche la punta di Monte Velino (2486 m), su cui sono stata tre giorni fa. Mi piace tanto tracciare le distanze che corrono in linea d’aria da montagna a montagna, mi fa comprendere di più il mio territorio. Siamo state pochissimo sulla cima a causa delle veloci evoluzioni verticali delle nuvole, e a me in particolar modo ha ripreso quella che amo chiamare l’infantigliola da cumulonembo. Questa è una paura che prima o poi devo superare: il mio istinto di sopravvivenza è proprio ignorante! A passo molto molto veloce abbiamo impiegato circa 2 ore e mezza a fare tutto il giro, andata e ritorno. Tornata a casa hotrovato un piccolo pacco postale con dentro un libro bellissimo, un regalo di un caro amico che non sento da tempo. Scrivo questo perché leggendo le prime pagine ho trovato una frase bellissima che sono certa sintetizzi un sentimento universale: "...la Montagna è il legame fra la Terra e il Cielo. La sua cima unica tocca il mondo dell'eternità e la sua base si ramifica in molteplici contrafforti nel mondo dei mortali. E' la via per la quale l'uomo può elevarsi alla divinità e la divinità rivelarsi all'uomo"... René Daumal, Il Monte Analogo.