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domenica 19 agosto 2018

Monte Vettore da Forca di Presta

Sulle vallate dei Sibillini sostava un’aria umida che velava in trasparenza le montagne, rendendole leggere. Alcune nubi lenticolariponevano il cappello sui monti con fare lento, preannunciando un prossimo cambiamento. Alcune mucche si riunivano al pascolo sullaPiana di Castelluccio, meno frequentata a seguito delle sfioriture, ma pur sempre bellissima, così raccolta e protetta dalle sue montagne,custodita nella sua preziosità e vegliata dall’alto dal piccolo paese. I campi arati mostravano attraverso una geometria cromatica disugualicoltivazioni, mentre la piccola Italia rimaneva simbolica ferma sulla montagna. La salita per il Monte Vettore attraversava la grande linea difaglia che come una ferita si apriva al suolo, un lungo squarcio che raccoglieva la nostra attenzione su quanto quella terra aveva subito.Sulla cima la croce di vetta era solitaria, tra rimanenze di nuvole ed echi lontani di tuoni.

domenica 30 maggio 2010

Monte Vettore da Forca di Presta


Stamattina, come d'abitudine, mi sono alzata presto, e la prima cosa che ho fatto è stata quella di uscire fuori per vedere il panorama. Com'è bella la montagna di primo mattino... i suoi colori amplificano delle prospettive meravigliose che col passare delle ore si affievoliscono, omologandosi tutte in una comune percezione visiva, sempre bella, però diversa. Lasciato il rifugio circa verso le otto, ci siamo incamminati per la via che da Forca di Presta (1535 m) porta su Monte Vettore (2476 m). È un percorso molto semplice: da lì si sale in maniera lineare fino in cima, non incontrando nessun tipo di particolare difficoltà. L'unico aspetto avverso di oggi è stato causato solo dal vento, che non ci ha concesso pace soprattutto nel tratto finale. Ma va bene
anche così, anzi, il vento conferiva ancor più bellezza d'insieme a quel contesto, era come se sottolineasse in qualche modo il carattere di quella montagna. Mano mano che salivo ammiravo da ogni punto di vista la Cima del Redentore (2448 m), dirimpettaio del Vettore, dall'aspetto aspro, austero e solenne (la sua parete così ripida metteva quasi timore). Dalla cima, tutta pavimentata da scaglie di pietra, si godeva un panorama da togliere il fiato: i Monti Sibillini si distribuivano tutt'intorno in maniera subordinata, e in lontananza si leggeva bene anche il profilo dei Monti della Laga, striati da lunghe lingue di neve. A completare l'atmosfera c'erano le nuvole, che correvano veloci a causa del vento, trasformandosi, aprendo e chiudendo giochi di luci e ombre. Erano bellissime, anche se non mi facevano stare molto tranquilla. È stata una giornata splendida.

sabato 29 maggio 2010

Castelluccio di Norcia e Forca di Presta

I Sibillini sono dei monti misteriosi, vantano storie e leggende di fate, streghe, magie nere e antri infernali. Tutto però si perde tra quei scenari meravigliosi, perchè di incantato lì ci sono solo le montagne: bellissime. In prospettiva di domani, che saliremo sul Monte Vettore (ultima uscita del corso di escursionismo del CAI), oggi siamo andati a Forca di Presta (1535 m), dove passeremo la notte al Rifugio degli Alpini. Non avendo mai dormito in un rifugio ero molto felice di fare questa nuova esperienza, soprattutto del fatto di contemplare per bene i colori liminari del cielo, serali e mattinieri, con tutta la dovuta calma. Siamo partiti da L'Aquila nel primo pomeriggio, in direzione di Forca Canapine. Quanta acqua abbiamo preso per strada! Si stava scatenando il finimondo tra i fulmini e la pioggia battente. Però che bello il
percorso, abbiamo incontrato dei tratti molto suggestivi, uno tra questi è stata la Piana di Castelluccio. Che meraviglia. L'abbiamo attraversata tutta per raggiungere il piccolo paese da cui ne prende il nome. Lì c'è una distesa immensa di fiori bellissimi, scandita dalla pace e dal frinire dei grilli, con narcisi, anemoni e tantissime altre piante. Di quella zona sono molto rinomati i legumi, tra cui la lenticchia, addirittura di indicazione geografica protetta (roba seria). Il piccolo paese di Castelluccio di Norcia (1452 m) ne sovrasta la piana, elevandosi ad una centinaia di metri da essa. E' molto raccolto e caratteristico, a colpirmi di quel posto sono state soprattutto le scritte fatte sui muri, incomprensibili inizialmente a mio giudizio, non capivo di cosa si trattasse, solo dopo, leggendo delle informazioni, ho compreso che si trattava di eventi che hanno avuto origine tutti da una lite tra innamorati (qui c'è la storia). Ripresa la macchina ci siamo direzionati a Forca di Presta, sul filo di confine tra le Marche e l'Umbria. Ricordavo appena quella zona, c'ero stata lo scorso anno quando ero salita sul Vettore, ma era la seconda volta che salivo in montagna e per questo la mia percezione era un po' alterata. Ho riscoperto un luogo incantato. Appena arrivati ho approfittato subito per fare un giro lì vicino, scoprendo addirittura dei prati azzurri. (Non avevo mai visto una così alta concentrazione di fiori blu in montagna!). Il rifugio è stato molto ospitale, si mangia e si beve molto bene. E poi la notte... sapendo che nei paraggi c'erano delle volpi che giravano lì intorno in cerca di cibo mi sono appostata là fuori, perchè volevo vederle da vicino. Forse avrò passato un paio di ore così, ad ascoltare la notte e ad aspettarle... ero talmente assorbita da quel contesto che ho perso la cognizione del tempo (...e un po' anche dello spazio). A domani... :-)

domenica 7 giugno 2009

Monte Vettore


Bisogna insistere e perseverare. Tutte le cose si conquistano a fatica. Ho capito da subito che la montagna mi avrebbe insegnato tanto. E poi mi piacciono i montanari, sono persone che non hanno mezze misure, non fanno i complimenti e non si fanno problemi a dirti le cose. E infatti m'hanno ripreso diverse volte, facendomi riflettere su cosa soprattutto peccavo: l'equipaggiamento. Lo zaino che portavo m'hanno detto di buttarlo direttamente, perchè piccolo e inutile, e poi non avevo: k-way, guanti, giacca a vento, pile, cappello e fascia per le orecchie, insomma una schifezza di attrezzatura. Nonostante mi sentissi come un peso morto per loro (e sono convinta che l'hanno pensato) mi sono venuti incontro lo stesso prestandomi un k-way e una fascia per le orecchie. I bastoncini per fortuna li avevo comprati il giorno prima (almeno quelli). Siamo partiti la mattina presto da Tortoreto che faceva caldissimo, e siamo arrivati lassù che ci ha preso una tempesta di neve. Quanto mi sembrava assurdo questo sbalzo. Ci siamo rintantati in un piccolo rifugio di pochi metri quadri, pieno di escursionisti che ovviamente cercavano riparo. Come si è calmata la bufera siamo riscesi, a un'ora dalla vetta. Ma a me andava bene uguale, comunque è stata per me un'altra conquista.