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venerdì 26 marzo 2021

Da Casaline ad Amiternum per il Castello di Cesura e i Prati di Foce

Consultando la schedatura analitica delle opere fortificate abruzzesi curate da Giuseppe Chiarizia (Abruzzo dei Castelli), il Castello diCesura risultava nella conformazione di traccia storica, di proprietà incerta e il cui primo impianto risaliva al XII secolo. Già altre volte - inautunno e in inverno - ne avevo descritto le mie impressioni, adesso erano quelle sulla soglia della primavera, che riscoprivano con nuovesensazioni lo stesso luogo. Dal piccolo paese di Casaline un sentiero battuto ci introduceva alla volta della montagna, dove panoramifamiliari si aprivano agli occhi e al cuore con forte sentimento di appartenenza. I primi fiori svelavano la loro bellezza, soprattuttol’Hepatica nobilis, l’erba trinità che con le sue sfumature di viola impreziosiva molti angoli di sottobosco. Dal Castello di Cesurascendevamo verso i Prati di Foce, per poi seguire strade solitarie che mettevano in comunicazione piccoli paesi in parte abitati, che solonella stagione estiva vivevano maggiore affluenza. Quelle vecchie strade asfaltate e solitarie si incrociavano a tratti con quelle sterrate,attraversando luoghi remoti alle pendici di Monte Rua.

sabato 16 marzo 2019

Cona della Croce presso San Lorenzo di Marruci

Tra l’antica Amiternum e l’abitato di Marruci vi erano tracce di strade ormai cadute in disuso, che attraversavano coltivi e campi arati. Traqueste era interessante la località Cona della Croce dove i resti di una vecchia chiesa rurale, spoglia di dettagli, custodiva al suo internogrovigli di rovi contro i muri diruti dell’abside scoperchiata. Le poche testimonianze la legavano al culto delle Rogazioni, antiche processionipropiziatorie che i contadini compivano per chiedere la benedizione divina sull'acqua, sul lavoro dell'uomo e sulla buona riuscita delleseminagioni. Dedicata alla festività della Croce, la processione avveniva il terzo giorno di maggio, tra il profumo dell’erba di una primaverainoltrata. Negli anni della Seconda Guerra Mondiale la piccola chiesa cadde in disuso, e da allora manteneva soltanto il silenzio tra le suepovere mura che così scarnificate scoprivano l'anima della pietra.

domenica 6 gennaio 2019

La Rocca di San Vittorino

Della Rocca di San Vittorino non ne rimanevano che poche mura e i resti di un’antica torre normanna. Nonostante quel paese fosseconsiderato uno dei più importanti dal punto di vista dell’archeologia cristiana d’Abruzzo, il suo castello riversava nel più totale stato diabbandono. Ubicato su di un modesto rilievo proteso verso la Valle dell’Aterno, un tempo dominava l’antica città romana di Amiternum.Dal suo prospetto erano ben visibili sia il Teatro che l’Anfiteatro, la visuale comunicativa con i fortilizi di Barete, Pizzoli e Preturo, e trattidelle importanti Via Caecilia, Via Catalina e Via Claudia Nova. Tra rovi e arbusti, la neve aveva disteso il suo manto non lasciando leggere ilimiti dei basamenti, ne rimanevano il silenzio ed una percezione distesa di antiche memorie.

sabato 22 dicembre 2018

Lo sconosciuto insediamento di Colle San Mauro

Sulla cima di Colle San Mauro giacevano i resti di un antico basamento circolare con annessi alcuni gradoni in pietra, quella conformazionecosì particolare, e così situata, lasciava supporre un’antica torre di avvistamento, magari edificata lì proprio per avere un controllosull’importante valle di Amiternum. Non vi erano documentazioni in merito, e neppure l’IGM ne riportava la presenza. Conobbi questo sitoanni fa, accompagnata da Mario D’Angelosante, fu proprio lui a trovarlo e a farmelo vedere per primo; ne parlai con archeologi estudiosi ma nessuno ne sapeva nulla. Oggi come allora la vista mirava l’ampia valle coperta di neve, dove strade e file di alberi neframmentavano la visuale. Si riconoscevano i paesi, mentre le montagne mostravano altri profili, ma restando sempre le stesse,immemori e familiari. Seguivamo i percorsi senza conoscerli, ma riuscendo sempre a trovare la giusta strada.

giovedì 11 novembre 2010

Amiternum

Patria del celebre storico Sallustio, l’antica Amiternum entrò a far parte dell’ordinamento romano nel 290 a.C., dopo l’assoggettamento della Sabina. Rimangono a testimoniare il passato splendore le vestigia del teatro e dell’anfiteatro, numerose iscrizioni ed abbondante materiale scultoreo earchitettonico. Visitando il caratteristico paese di San Vittorino è possibile notare materiali di spoglio dei monumenti amiternini, riutilizzati negli edifici civili e in particolare nella chiesa di San Michele Arcangelo, dalla quale si accede ad una catacomba che ospita la tomba monumentale del martire Vittorino.

lunedì 4 gennaio 2010

Marruci

Oggi volevamo spostarci nella zona del Sirente, ma purtroppo (o per fortuna) la neve ci ha indotto a rimandare. Non che nevichi chissà quanto, ma non si sa mai come può andare con il tempo incerto. E poi bisogna anche saper rinunciare. Ne ho approfittato per fare un giro nel mio paese, a cui non ho mai dato grande importanza. Spesso le cose che si apprezzano di più sono quelle che non si hanno a portata di mano: tutto ciò che si ha a disposizione viene dato per scontato proprio perchè è sempre presente. Ritengo che questo sia un errore, e non voglio commetterlo.
Tutte le origini storiche del mio territorio riportano all'antica città sabina di Amiternum (dal fiume Aterno), conquistata poi dai romani nel 293. Dopo alcuni secoli di grande prosperità il potere del luogo diventa mano mano sempre più debole, fino ad esaurirsi nel Medioevo. Focalizzando l'attenzione solo sulla zona di Marruci, la testimonianza più antica professa la figura di Sant'Equizio (dai Dialoghi di Gregorio Magno), e colloca il suo monastero (distrutto dall'invasione dei Longobardi) proprio dove ora sorge la Chiesa di San Lorenzo. Siamo tra la fine del V e l'inizio del VI secolo. Alla sua morte il Santo venne seppellito nella sua cripta. Traslate nel 1461 nella Chiesa di San Lorenzo a L'Aquila, ci sono voluti ben due terremoti per riporlo nel suo sepolcro iniziale: quello del 1703 che, distrutta la Chiesa di San Lorenzo a L'Aquila, ha fatto accogliere le sue spoglie nella Chiesa di Santa Margherita della Forcella, detta dei Gesuiti; e ques'ultimo del 2009 che distrutta la Chiesa di Santa Margherita ha fatto riportare le spoglie nel suo luogo d'origine, appunto nella Chiesa di San Lorenzo a Marruci. Speriamo che ora riposi in pace. La sua figura è molto importante perchè assieme a San Benedetto è uno dei padri del monachesimo in occidente. E' proprio quel monastero a costituire il nucleo originario del paese attuale. Una cosa che ho notato con piacere è il sito molto dettagliato sul paese di Marruci che, aggiornato costantemente, informa sulla storia e su tutte le iniziative di volontariato svolte.