I ruderi di Santa Maria
delle Verdi giacevano nel silenzio di una strada solitaria, l’unica ormai che
nel nome ne manteneva ancora la memoria.
Non vi erano informazioni su quell’antico
luogo di culto dimenticato, soltanto rovi ed arbusti irrigiditi dal freddo
pungente di febbraio. Una
neve sottile ed asciutta scendeva noncurante sui
pendii addolciti di Monte Manicola, dove resti di antichi tholoi raccontavano l’eco di
vecchi ripari fatti di pietra, rigore
e fatica. Il candore della neve unificava la visione del tempo e dello spazio:
mi piaceva pensare che la
neve di adesso fosse la stessa di allora e che
mantenesse la sua memoria oltre il bisogno umano di contare gli anni. Tutta quella
bellezza, tutto
quel silenzio, si lasciavano lambire dal vento, che mostrava la
sua fisicità con piccoli vortici di neve. I resti della chiesa di Santa Maria
delle Verdi sono localizzati in queste coordinate: 42°20'42.68"N
13°29'8.09"E
Per un
approfondimento sui tholos di Monte Manicola si consiglia il libro “LA MONTAGNA
DELLE CENTO THOLOI” di Raffaele Cusella,
prefazione di Fulvio Giustizia,
disegni di Massimo Scimia - Cellamare - L'Aquila, 1997.Di seguito un
breve testo riguardante la Chiesa di Santa Maria delle Verdi, tratto dal
libro “Paganica attraverso i secoli – dalla Paganica Vestinorum alla fine della
Paganica Comunale”, di Sac. Ercolino Iovenitti, stampato nel novembre del 1973 nella Tip. LABOR di Sulmona.
"La Chiesa di «S.
Maria Valle Viridis» si raggiunge con la strada Paganica – S.
Gregorio in località «la Crocetta». Già esistente nel 1595 –
come si legge nel basso sul semidistrutto affresco della parete di fondo «Madonna
col Bambino» molto bello – passò di proprietà del Duca
di Costanzo nell’anno 1759 (96) e, nell’anno 1830 (97), fu proposta come chiesa
del nuovo «camposanto» di Paganica.
Il Mariani ci fa sapere che sin dal 1719
era di proprietà di D. Micantonio Civisca (98) e che oltre all’Altare Maggiore,
(in cui il Duca di Costanzo aveva la Cappellina e il diritto di Patronato con
una S. Messa in tutte le feste e sabati) vi era un altare dedicato a «S.
Nicola».
Oggi la chiesina è tutta distrutta e non
restano che i soli ruderi di essa con la sola piccola testimonianza del
semidistrutto affresco della Madonna di Valle Verde. Vorremmo che tutte queste
chiesine rurali ben rinnovate tornassero ad essere per il popolo paganichese
mèta delle passeggiate festive, oggi tornate molto di moda, tanto benefiche al
fisico e allo spirito."
(96) ACAA, S.
Visite di Mons. Ludovico Sabbatini, 11 Settembre 1759, Cartella 266
(97) Cfr. p. 438
di q. s.
(98) Mariani E.,
101, vol. B, p. 255
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