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sabato 27 luglio 2024

L'Eremo del Cauto di Zompo lo Schioppo

L’antico eremo della Madonna del Cauto giaceva silenzioso nel cuore del bosco, la bellezza della sua costruzione, con romitorio e chiesaincastonati nella roccia, si aprivano ai nostri occhi come un dono. Avevamo la consapevolezza di essere dentro un luogo spirituale,frequentato in passato da monaci, eremiti ed asceti, alla ricerca delle voci del silenzio dove la solitudine lasciava parlare l’anima.La sacralità era percepibile ancora oggi, nei gradini intagliati nella roccia, dentro gli anfratti dei ripari rocciosi, nell’arco a tutto sestoche manteneva armoniosa la sua geometria, nella piccola abside ancora affrescata con scene di vita di Santa Caterina d’Alessandria.Un rintocco di campana segnava il nostro passaggio, la facevamo suonare ascoltando il protrarsi delle vibrazioni, che quasi subitosi abbandonavano nel suono del vento penetrato tra i rami. Poco distante la piccola grotta del Pertuso delineava un’altra area sacra,ancor più essenziale ed importante, tra rocce, vegetazioni e ombre perenni.


domenica 15 maggio 2016

L'Abisso della Liscia

La primavera si era vestita d’autunno, i faggi si erano arrossati a seguito di un’insolita neve, mentre resisteva il verde degli aceri. Ilfondo del sottobosco lasciava schiudere le prime fioriture, e per chi era abituato ad osservare la Natura tutto appariva irreale.L’Abisso della Liscia si apriva come una piccola voragine da cui iniziava una progressione di strettoie sul ciglio dei pozzi, tra lameaffilate e taglienti, bellissime nella loro conformazione severa. L’acqua stillava dalle varie percolazioni come una pioggianotturna, non vi erano concrezioni ad affascinare la mente, ma l’ammirazione di una Natura esigente.
Uscita speleologica del gruppo GGFAQ.

domenica 8 maggio 2011

Riserva Naturale Zompo Lo Schioppo

L’elemento acqua è presente in ogni ambiente della Riserva, dalle più alte sorgenti poste a quota 1700 metri, fino a lambire i centri abitati alle quote più basse. Ma c’è anche un’acqua che non si vede, quella che scorre nascosta nelle cavità dellamontagna. Il fenomeno carsico qui è assai diffuso: da lungo tempo le acque acidule delle precipitazioni atmosferiche si infiltrano nelle fratture che frammentano questi monti e ne sciolgono lentamente le rocce calcaree. Il risultato è unacostellazione di pozzi e cavità a imbuto (doline) sulle alture, una rete di cunicoli sotterranei e grotte in parte allagati e numerose sorgenti che sgorgano non appena l’acqua incontra uno strato non permeabile che ne impedisce la discesa. Quella dello Zompoè una delle rare sorgenti carsiche intermittenti dell’Appennino; sgorga da una parete calcarea verticale e da vita ad una spettacolare cascata di oltre 80 metri di altezza. Il momento migliore per vederla è in primavera quando la falda acquifera siinnalza per lo scioglimento delle nevi. Dagli studi compiuti, appare che il periodo di alimentazione della cascata (aprile-giugno) corrisponde a quello in cui si riempiono i condotti carsici, con portate minime in autunno (0.85 mc/sec) e massimein primavera (2.7 mc/sec). La temperatura delle acque varia da un minimo di 6,3 ad un massimo di 11.1 gradi centigradi, mentre la bassa salinità totale, pari a 140 mg/l, la rende un’acqua oligo-minerale. (Testo tratto da un cartello informativo della RiservaNaturale Zompo Lo Schioppo – sito web). L’acqua arrivava a noi polverizzata, diffondendosi ovunque e contraddistinguendo in questo modo una vegetazione rigogliosissima. Il sottobosco si arricchiva di rivoli d’acqua e farfaracci, felci, ciclamini e ditantissime fragoline di bosco. Il salto della cascata era davvero imponente sopra le nostre teste, considerata la più alta di tutto l’Appennino, era nel pieno della sua portata.