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domenica 10 aprile 2011

Passo dei Monaci di Monte Meta da Vallefiorita

Il Passo dei Monaci è antico collegamento e forse unico tra Lazio e Abruzzo, sfruttato da commercianti, pastori e dai monaci benedettini. La tradizione vuole che arrivati al passo, i monacisolevano depositare una pietra, a volte davvero grande, tanto da formare, con il trascorrere degli anni, cumuli alti un paio di metri e ben visibili al centro del pianoro. Il nome forse traeorigine da una antica leggenda che narra di tre monaci che vi trovarono la morte tentando di passare il valico durante una bufera. (Info del CAI di Isernia). Non mi rimaneva difficileimmaginare i briganti sulla via del Passo dei Monaci, comprendevo bene come le asperità delle Mainarde potessero fornire riparo ai fuorilegge, che tra anfratti, grotte e distesesecolari di faggio erano in grado di trovare dimora in liberi bivacchi. Su queste montagne si erano scritte pagine e pagine di storia del Brigantaggio d’Italia; chissà quante fughe e quanterappresaglie, scontri, conflitti e colluttazioni avevano visto questi boschi e questi pendii, dove riecheggiava soprattutto il nome del brigante Domenico Fuoco, ucciso proprio sul Monte Meta nel1870. La bellezza della Natura stava nella sua condizione selvaggia, adesso come allora si manteneva questa prospettiva meravigliosa: era questo il bello del Parco Nazionale d’AbruzzoLazio e Molise, che proprio in questa zona segnava il suo triplice confine. In questo giorno il CAI di Isernia festeggiava i 150 anni dell’Unità d’Italia con una escursione intersezionale con i CAI diL’Aquila, Sora, Cassino, Foggia e Sulmona. Chi prima e chi dopo segnava il passaggio su queste montagne, trovando sul valico il tricolore italico sbandierare al vento. È stata davvero unagiornata piacevole: nonostante l’affluenza di gente non ci si perdeva nella confusione, ma si trovava piacevole seguito a Scapoli – patria della zampogna – dove il Comune di Iserniaoffriva gentilmente il pranzo a tutti gli escursionisti che avevano preso parte all'evento.