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sabato 23 ottobre 2021

Cresta di Monte Pettino da Cansatessa a San Sisto

Tornavo sulla montagna di Pettino dopo un anno e tre mesi dall’ultimo incendio che l’aveva devastata, ancora erano visibili i segni del fuocosulla base dei tronchi anneriti, parti del bosco erano andate distrutte mentre altre avevano ripreso la vita, segnando il suolo con nuovi fondierbosi ed il frutto di alcune pigne che testimoniavano la ripresa del ciclo vitale degli alberi. Il bosco ci proteggeva da una leggera pioggia findove arrivava, oltre vi era la vista della montagna sulla sua città. Per aspera ad astra – attraverso le asperità fino alle stelle – era unmonito inciso sulla croce di Croce Cozza, lo tenevamo a mente lungo tutto il crinale intessuto di vecchi e nuovi sentieri, curati da chi avevaa cuore la montagna fuori porta. La tristezza giungeva dove era cessata la vita, file di alberi spenti e anneriti, morti, in equilibrio sospeso,non lasciavano scorgere nulla più in là del loro scheletrico grigiore. Oltre Monte Pettino, la Crocetta e la Madonna Fore percorrevamo unnuovo sentiero sul Colle Nocelle, aperto tra i cespugli di ginestra a riposo e lo sguardo sui colori autunnali di piante superstiti. Tornavala vita.




domenica 17 dicembre 2017

Tra la notte e la neve, lungo i sentieri da Monte Pettino alla Madonna Fore

Il Fosso della Murata custodiva le misteriose mura megalitiche, che ritrovavo facilmente a distanza di anni nonostante il fitto groviglio dellavegetazione. Quelle gigantesche mura si componevano di massi possenti e squadrati, dove le geometrie combaciavanoperfettamente lasciando tra loro solo sottilissime fughe. La datazione di oltre tremila anni rendeva l’ambiente ancora più suggestivo. La via perla montagna saliva passando per la Fonte del Salice, che nella parte alta, lungo il sentiero, svelava la regale presenza delle betulle. Ilcandore del loro legno si amplificava con la presenza della neve che rivestiva tutta la parte alta della montagna, e rischiarava le ombre dellasera. Tra Croce Cozza e Monte Pettino ammiravamo la bellezza del tramonto, che tra la neve e le nubi evidenziava di rosso solo le pendicidi Monte Calvo. Seguivamo tutto il sentiero di cresta della montagna, accompagnati dalla neve che scendeva sempre più fitta, mentre sotto dinoi si accendevano mano a mano tutte le luci della città dell’Aquila. La notte e il bosco ci accoglievano lungo i sentirei della Madonna Fore.

giovedì 5 novembre 2009

Dalla Rocchetta alla Madonna Fore

Pioggia, pioggia, pioggia... e pioggia. Quando è così ripieghiamo sempre per la montagna di Pettino, è vicina, con il sentiero comodo e protetto dal bosco. Ultimamente ci siamo andati tre volte. E' un dedalo di sentieri, ogni volta prendiamo una via al posto di un'altra, ma tuttavia l'errore è contenuto perchè in linea di massima o si sale o si scende. Partendo da via Francia, al primo incrocio di sentiero nel bosco abbiamo preso a destra, non sapendo dove portasse (le altre due volte a sinistra), e abbiamo continuato fino ad un cartello che indicava una direzione per monte Pettino ed un'altra per la Rocchetta, e da lì ci siamo orientate, abbiamo continuato per la Crocetta di San Giuliano e poi per la chiesetta della Madonna Fore, tanto cara agli aquilani... qualche crepetta c'era ma per fortuna nulla di che.