Il Fosso della Murata custodiva le misteriose mura
megalitiche, che ritrovavo facilmente a distanza di anni nonostante il fitto
groviglio della
candore del loro legno si amplificava con la presenza della
neve che rivestiva tutta la parte alta della montagna, e rischiarava le ombre
della
sera. Tra Croce Cozza e Monte Pettino ammiravamo la bellezza del
tramonto, che tra la neve e le nubi evidenziava di rosso solo le pendici
di
Monte Calvo. Seguivamo tutto il sentiero di cresta della montagna, accompagnati
dalla neve che scendeva sempre più fitta, mentre sotto di
noi si accendevano
mano a mano tutte le luci della città dell’Aquila. La notte e il bosco ci
accoglievano lungo i sentirei della Madonna Fore.

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