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domenica 20 ottobre 2024

Le pitture rupestri di Grotti e il Castello delle Grotte lungo il sentiero per la Madonna dei Balzi

Nel 2004 erano state condotte delle interessanti ricerche sulle pitture rupestri del riparo sotto roccia di Grotti, lungo la Valle del FiumeSalto, dall’archeologo Tommaso Mattioli in collaborazione con la Cattedra di Protostoria europea dell’Università degli Studi diPerugia. Tali studi ponevano l’attenzione su queste straordinarie testimonianze: ben sedici pitture di colore nero, probabilmenteincise con un pezzo di legno in parte carbonizzato, definivano con uno stile schematico figure antropomorfe, geometriche e filiformidi piccole dimensioni, risalenti all’età pre-protostorica (qui l’articolo completo). La localizzazione del sito, nonostante le indicazioni,non era semplice, e questo fortunatamente ne garantiva la salvaguardia. Anche il riuscire ad individuarle da vicino non era immediato, aspettoche faceva accrescere ulteriormente l’entusiasmo per la loro lettura. Da quel riparo roccioso, esposto in maniera così privilegiatae assolata, compivamo un salto temporale che ci riportava in dietro nel tempo all’Eneolitico e all’Età del Ferro, l’emozione perquesta consapevolezza era unica. Riprendevamo il sentiero per il Santuario della Madonna dei Balzi ammirando anchealtre interessantissime testimonianze. Un antico insediamento del XIII secolo, definito Castello delle Grotte – per i locali noto con iltermine Grotte sfasciate – si incastonava nei vuoti rocciosi dei balzi della montagna, conformandosi in maniera davvero singolare,con i vari riadattamenti avvenuti nel corso dei secoli. Il valore della pietra lavorata addossata alla roccia, la consapevolezza dellastoria e la bellezza suggestiva dell’ambiente rendevano quel percorso segnato sul filo delle falesie davvero unico.

sabato 6 settembre 2014

Cicloturismo 7ᵃ tappa: Magliano Sabina - Concerviano

Attraversavamo in bici le terre dell’antica Sabina, trovando realtà diverse dalle nostre, tutto appariva più autentico, come se il tempo si fosse fermato indietro di quarant’anni. Erano poche le speculazioni edilizie e le piccole comunità dei paesi cheincontravamo mostravano ancora un’economia fortemente legata all’agricoltura e all’allevamento. I paesi si raccoglievano sulle cime delle colline, e la loro antica funzione difensiva, perpetrata per secoli, continuava ancora oggi a trasmettere un’idea diindividualità ed appartenenza. Salivamo e scendevamo quelle antiche strade poco trafficate fermandoci ad ogni paese, dove spesso il punto di ristoro era un bar-alimentari situato nella piazza principale. Trovavo una grande familiarità neglisconosciuti che incontravamo, e la cosa mi piaceva molto perché mi dava la sensazione di trovarmi a casa. Soltanto Rieti usciva fuori da tutto quel contesto, era evidentemente l’agglomerato urbano più grande della zona, dove le strade tornavano ad esseretrafficate e si sentivano le caratteristiche tipiche di una città. Entravamo nella zona del Cicolano, e tutto tornava nuovamente ad essere autentico, un piccolo agriturismo isolato nella natura ci garantiva dove trascorrere la notte.
Tragitto percorso in bici: Foglia (Magliano Sabina) – Torri in Sabina – Cottanello – Fonte Cerro – Valico di Fonte Cerro – Contigliano – Rieti – Grotti – Concerviano.

domenica 18 maggio 2014

Umbria - Il percorso della Vecchia Ferrovia Spoleto Norcia in mountainbike

L’ultimo treno della Vecchia Ferrovia Spoleto Norcia partiva alle 19,40 del 31 luglio 1968, da allora le 19 gallerie che la distinguevano come Gottardo dell’Umbria si immergevano nelsilenzio. Ormai smantellata da anni e resa pista ciclabile per mountainbike, ne ammiravamo la bellezza di parte del suo tragitto lungo gli affacci sulla Valnerina, tra viadotti avveniristiciper l’ingegneria del tempo e tratti di linea elicoidali. Il verde rigoglioso della vegetazione di maggio si accostava al limite di ogni percorrenza, abbandonandoci soltanto sui pontisopraelevati, dove lo sguardo trovava lo slancio ad una visione più ampia della Valle del Nera. Ci immergevamo nel buio fitto delle gallerie, a malapena rischiarate dalla luce di un cellulare,con una dimensione notturna indotta, umida e fredda, che ci accostava alla terra. I pipistrelli, disturbati dal nostro passaggio, si animavano poco prima di ogni uscita, mentre il sole tornava ascaldarci appena fuori, tra il profumo diffuso di acacie e ginestre.