domenica 3 marzo 2019

Monte di Canale dal versante di Collarmele

La primavera meteorologica era entrata, si sentiva nell’aria, si vedeva nel cielo disteso. L’umidità della Piana del Fucino si raccoglieva nellasua valle e con straordinari giochi di velature alleggeriva tutte le montagne circostanti. Il suolo recava in dono la fioritura dei primicrochi, di una bellezza semplice e rigorosa, puntuale ad ogni primavera. Alcuni cavalli pascolavano sulla quiete dei pendii mentre a monte sitratteneva ancora l’inverno che con la sua mano bianca aveva livellato ogni crinale. Monte di Canale dedicava al Sirente un magnifico punto divista sul suo versante settentrionale, custode di antiche neviere. Il vento aveva modellato quella materia bianca a seconda dei suoi flussi,scoprendo sassi, riempendo vuoti, cancellando pensieri. Tutto scivolava verso valle, nulla aveva più importanza, solo la contemplazione dellabellezza.


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