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giovedì 31 luglio 2025

Fiori della Vita a Santa Maria de' Centurelli

Santa Maria de’ Centurelli si elevava con la sua solenne semplicità sulla Piana di Navelli, e in quanto luogo di fulcro dellatransumanza era considerata un monumento nazionale. La visitavamo in occasione di una mostra temporanea di pittura diValter Mattei e Annarita Tatananni, dove colori e forme moderni si accostavano al cospetto antico e rigoroso della chiesa. Ilcandore della pietra si alternava ad alcuni affreschi persistenti, incisi dai graffi dei viandanti, parole, simboli e date di chi nonvoleva esser dimenticato nell’oblio dell’eternità. La geometria perfetta di un fiore della vita era scalfita sull’intonaco azzurro diuna cornice floreale, altri segnati all’esterno della chiesa facevano da eco al paradigma della creazione dell’Universo, la probabilevicinanza con il Ghetto Ebraico di Civitaretenga poteva essere una risposta. Un condottiero a cavallo sotto il segno dellastella, tante piccole croci e addirittura un omino danzate, incrementavano la serie di “graffi” del perimetro esterno, con laporta santa murata, e intorno la bellezza dell’Altopiano di Navelli.La mostra è visitabile fino al 3 agosto (orari lun-ven: 16-19 sab e dom 10-12 e 16-19), in successiva esposizione ci sarà la mostra temporanea di fotografia “I Custodi del Borgo” dal 10 al 17 agosto, stessi orari.


domenica 15 dicembre 2024

La Taverna di Collepietro

I ruderi dell’antica Taverna di Collepietro giacevano anonimi tra i rovi, tutto era stato fagocitato dal tempo, soltanto la memoriadel nome era rimasta a darne testimonianza. Poche mura, a malapena protese al cielo, un tempo facevano da riferimento importanteper chi passava sulle vie della Transumanza, quando tutto era più lento e dilatato, i viaggi si compivano a piedi e a rischiarare la nottec’erano soltanto i lumi delle lanterne. Chissà come doveva apparire la Piana di Navelli a quei pastori nella notte rischiarata soltantodalle stelle, quanto dovevano essere preziosi quei ripari per loro e le loro greggi, e quanto era apprezzato un pasto caldo ed ungiaciglio al sicuro. Adesso i tempi erano cambiati, le distanze annullate, le priorità differenti con esiti scontati sul valore delle cose.Interessanti informazioni sulla zona sono riportate in questo articolo che invito a leggere:

sabato 30 dicembre 2017

Le chiese montane di Sant'Eugenia e di San Giovanni a Sud dell'Altopiano di Navelli

La Chiesetta di Santa Eugenia conservava integre le sue antiche mura, con l’abside e la facciata d’ingresso. Al centro un magnificoarco divideva l’ambiente in due parti, ma con la vana funzione di sostenere un tetto inesistente. Sorgeva solitaria sul valico di una stradadi montagna che dall’altopiano di Navelli saliva sui modesti rilievi di Monte Offermo, divisorio con la Valle Subequana. Alcuni affreschierano ancora visibili nell’abside, nonostante il tempo e l’incuria, e con piccoli resti ne impreziosivano la parte più sacra con colori accesi. Labellezza di quei posti tutt’intorno portava ancora il segno degli incendi, nonostante la neve che ne addolciva le sembianze. La vegetazioneincolta dei rovi e delle roverelle contrastava con l’ordine dei campi arati, e sul limite di uno di questi sorgevano i ruderi dell’antica Chiesadi San Giovanni. Articolata su due livelli, anch’essa senza tetto, manteneva in piedi fragilmente le sue mura, gli alberi vi avevano daanni preso dimora all’interno, e tutto era destinato al più totale abbandono. Una scritta a matita di quarant’anni replicava sull’intonacodell’ingresso “quando che si entra qui si deve levare il berretto e sennò ci sono le punizioni”, ribadendo il valore di quell’area sacra.
Su entrambe le chiese di Sant’Eugenia e di San Giovanni, limitrofe a Navelli, non sono riuscita a trovare informazioni storiche, pregochiunque ne abbia gentilmente di fornirne.