venerdì 30 agosto 2024

Nel freddo della Grotta di Rio Martino

La grotta amplificava i pensieri nel buio, raccolti tutti in un momento di cordoglio. L’acqua della cascata del Pissai divenivaancora più assordante, e fluiva importante come la vita: mi ricordava la vulnerabilità della natura umana sotto l’insegnamento eracliteo.Ci addentravamo nella bellezza di Rio Martino, una grotta del Monviso nell’alta Valle del Po, tra maestose sale e cunicoli,piccoli pozzi e traversi, oltre la Sala del Tavolo, fino alla Zampa di Elefante, attraversando le sue acque fredde e limpidissime.Il dovere di celebrare la vita era il riscatto dell’unica certezza dell'esistenza.
Ciao Patrice.

sabato 27 luglio 2024

L'Eremo del Cauto di Zompo lo Schioppo

L’antico eremo della Madonna del Cauto giaceva silenzioso nel cuore del bosco, la bellezza della sua costruzione, con romitorio e chiesaincastonati nella roccia, si aprivano ai nostri occhi come un dono. Avevamo la consapevolezza di essere dentro un luogo spirituale,frequentato in passato da monaci, eremiti ed asceti, alla ricerca delle voci del silenzio dove la solitudine lasciava parlare l’anima.La sacralità era percepibile ancora oggi, nei gradini intagliati nella roccia, dentro gli anfratti dei ripari rocciosi, nell’arco a tutto sestoche manteneva armoniosa la sua geometria, nella piccola abside ancora affrescata con scene di vita di Santa Caterina d’Alessandria.Un rintocco di campana segnava il nostro passaggio, la facevamo suonare ascoltando il protrarsi delle vibrazioni, che quasi subitosi abbandonavano nel suono del vento penetrato tra i rami. Poco distante la piccola grotta del Pertuso delineava un’altra area sacra,ancor più essenziale ed importante, tra rocce, vegetazioni e ombre perenni.


venerdì 26 luglio 2024

Abisso della Liscia

Tornare nei luoghi del passato, dove la natura rinnovata negli anni manteneva sempre il volto della giovinezza. Dormire nel bosco, sotto le stelle, dando voce ai ricordi che tornavano vivi dentro gli stessi scenari.Tutto si conteneva dentro l’abisso: parole e memorie rimaste ferme, legate alle persone e alla roccia, nei cunicoli, sui pozzi affianco le lame di pietra. Sul fondo il tempo si annullava completamente alcospetto delle opere di consolidamento ancora integre del passato, costruzioni frutto di sogni esplorativi dove il desiderio di scoprire nuovi ambienti incontaminati faceva da motrice al lavoro collettivo.Adesso c’erano gli occhi colmi di serenità e ricordi, consapevolezza e quiete d’esistenze.

lunedì 22 luglio 2024

Pausa in bici all'Eremo di San Venanzio

Entravamo dentro l’eremo di San Venanzio per la prima volta, con il privilegio di essere gli unici visitatori. Vi ero stata anche in passato,ma a seguito del terremoto del 2009 non era accessibile all’interno. Scoprivamo un grande ambiente incastonato sulle strettegole del fiume Aterno, ne attraversavamo gli ambienti, ognuno raccolto nella sua curiosità e riflessione. La Scala Santa completamente scavatanella roccia mostrava nella penombra i suoi gradini lisci, levigati dal passaggio di tantissimi pellegrini che l’avevano discesa perraggiungere il cuore dell’eremo, una piccola grotta dov’erano impresse sulla roccia le forme del Santo. Trovavamo un passaggio apertocomunicante, attraversarlo a prescindere da ogni credo era un’esperienza conciliante con il ventre materno della terra.Riprendevamo in nostro tragitto in bici dall’Aquila a Sulmona, paghi di questa pausa di quiete immersa nella bellezza suggestiva dell’ambiente.

domenica 21 luglio 2024

L'Eremo di San Rocco di Ripa di Fagnano

Sul soffitto di roccia una miriade di stelle nere e rosse tracciava un sacro firmamento, la bellezza dell’essenziale ci avvolgeva donandocipace e consapevolezza di un ambiente prezioso ricavato nel ventre della montagna. Numerose scritte di pellegrini erano incise sull’intonacodella chiesa, tracce silenziose di un passato che si manifestava. Nomi, date, erano tutti ricordi lontani. Una serie di chiodi sosteneva unacordicella con appesi dei panni ricamati: erano degli ex-voto, probabili biancherie di corredi su cui giovani spose avevano cucito parole digratitudine a seguito della grazia ricevuta. Il piccolo eremo, risalente al XVIII secolo, era situato poco fuori il paese e raggiungibile tramite unbellissimo sentiero che si affacciava sulla valle sottostante, in contemplazione di pace e di bellezza.

Nelle Sorgenti del Vera

Trovavamo sollievo dal caldo di luglio immergendoci nella bellezza delle sorgenti del Vera, nelle sue acque fredde e limpidissime,il cui scorrere lento era sempre una visione rilassante. Una fitta rete di rivoli nutriva il fiume, tra i ruderi di antiche cartiere, valchieree una rameria, un mulino e un pastifico, tutti ricoperti di edere e di passato, di memorie lontane raccontate dall’acqua. Soltanto unedificio era stato ripulito dalla vegetazione, probabilmente a favore di una ristrutturazione poi interrotta, ma dove rovi ed ederefacevano nuovamente il loro ingresso lasciando alla natura la ripresa dei suoi spazi.