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Il
Lago dell’Accesa sorgeva nel Sud delle Colline Metallifere, circondato da
arbusti e canneti, nel cuore di una fitta superficie boschiva piena di
sentieri
da scoprire. Lì intorno vi erano moltissime miniere dovute alla presenza di
piombo, argento, zinco, ferro, rame e oro, minerali
formatisi nell’Era
Terziaria dovuti all’imponente massa magmatica iniettatasi tra le formazioni
sedimentarie dell’Appennino Toscano,
circa 70 milioni di anni fa. Gli Etruschi vi
si insediarono nel VI sec. a.C. ed ancora oggi erano visibili le tracce dei
loro antichi insediamenti. Tra
un bosco di eucalipti, lecci, sugheri e faggi
ricoperti di muschio la terra scopriva i basamenti di antiche tombe, il perimetro
di mura di
contenimento e probabili forni per l’attività metallurgica. L’aria umida
tesseva nebbie leggere che riflettevano il verde intorno rilasciando una
luce
particolare, mentre le querce da sughero lasciavano ammirare le loro spesse
cortecce come vestiti importanti.

Tra
i boschi verdissimi di Prato Selva alcuni faggi iniziavano ad orlare le loro
foglie di ruggine, era il primo segnale d’autunno, che
silenziosamente si
approcciava ad iniziare il suo cammino. Il sottobosco dopo la rugiada
diffondeva l’odore della terra, vi erano
funghi ed anche alcuni ciclamini ad
impreziosirne il manto. La via per il Fosso del Monte saliva e scendeva lungo
pendii erbosi e tratti di
bosco, incontrando la particolare bellezza di una
fascia rocciosa fatta di lame d’arenaria, da lì a poco c’era il Rifugio del Monte, la nostra
destinazione. La bellezza di quella valle così suggestiva, le
maestosità di Monte Corvo e di Pizzo Intermesoli, l’accoglienza di Arnaldo (il
gestore
del Rifugio), rendevano quel posto unico dove era sempre un piacere
tornare. La via del ritorno si addentrava in una nebbia leggera, che
velava le
prossimità lasciando leggere il cammino, rendendo suggestivo un già
preziosissimo senso di quiete, di calma e di bellezza che solo un
bosco sa dare.