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domenica 16 settembre 2018

Rifugio del Monte da Prato Selva

Tra i boschi verdissimi di Prato Selva alcuni faggi iniziavano ad orlare le loro foglie di ruggine, era il primo segnale d’autunno, chesilenziosamente si approcciava ad iniziare il suo cammino. Il sottobosco dopo la rugiada diffondeva l’odore della terra, vi eranofunghi ed anche alcuni ciclamini ad impreziosirne il manto. La via per il Fosso del Monte saliva e scendeva lungo pendii erbosi e tratti dibosco, incontrando la particolare bellezza di una fascia rocciosa fatta di lame d’arenaria, da lì a poco c’era il Rifugio del Monte, la nostradestinazione. La bellezza di quella valle così suggestiva, le maestosità di Monte Corvo e di Pizzo Intermesoli, l’accoglienza di Arnaldo (il gestoredel Rifugio), rendevano quel posto unico dove era sempre un piacere tornare. La via del ritorno si addentrava in una nebbia leggera, chevelava le prossimità lasciando leggere il cammino, rendendo suggestivo un già preziosissimo senso di quiete, di calma e di bellezza che solo unbosco sa dare.

domenica 2 luglio 2017

Cercando l'Eremo di Sant'Onofrio del Fosso Venacquaro, tra Prato Selva e il Rifugio del Monte

Dell’eremo di Sant’Onofrio ormai non rimaneva più nulla, se non il nome rimasto alla località. I vecchi ruderi erano stati ricoperti dapiante e muschi, solo il sentiero rimandava alla presenza degli uomini. Pioveva nel bosco, il cielo macchinava rimbombi sommessi che prestoavrebbero preso voce nel temporale. Giunti al Rifugio del Monte, l’accoglienza di Arnaldo ci faceva sentire a casa, la pioggia divenivabattente, si sentivano i fulmini, e il senso di protezione che può dare un rifugio di montagna veniva amplificato da quella dimensione semplicee umana, di chi si riunisce sotto un riparo mentre fuori c’è brutto tempo, di chi condivide tutto senza conoscersi.
Per informazioni sul Rifugio del Monte: www.rifugiodelmonte.it

domenica 5 luglio 2015

Anello di Monte Corvo per il "misterioso" Fosso del Monte

Il Fosso del Monte scopriva stratificazioni rocciose verticali, che come le colonne di un tempio ornavano l’ingresso del suomisterioso circo glaciale, custode delle ultime nevi. Un gruppo di camosci ci osservava incuriosito dall’ombra delle rocce, mentresul valico a cavallo col Crivellaro ammiravamo uno scorcio differente del lago di Campotosto. Sul filo di cresta di MonteCorvo ogni prospettiva precipitava a valle, scrutavamo tanti altri circhi glaciali, tra cui i più grandi della Valle del Venacquaro e diCampo Pericoli davano idea del maestoso fiume di ghiaccio che nell’era quaternaria intrappolava quelle montagne. Sulla via delritorno il percorso appariva e spariva su dirupate balze rocciose di calcare, la notte ci coglieva fortunatamente nel bosco,moderato da pendii più dolci e rasserenanti. 

sabato 15 marzo 2014

Il Rifugio del Monte da Prato Selva

Il bosco sopra Prato Selva viveva pienamente il suo inverno, con l’ombra degli alberi che si estendeva sulla neve come un pentagramma silenzioso. La luce del mattino filtrava tra i ramispogli senza incontrare molti ostacoli, diffondendosi ovunque come una dichiarazione di quiete. Salivamo in direzione del Rifugio del Monte, per ammirare la bellezza del suo punto di vista.Mano a mano si scorgevano alcune balze affilate su Pizzo d’Intermesoli, che fuoriuscendo dalla neve disturbavano l’armonia di quella grandiosa coltre bianca. Il Fosso del Montesembrava la pancia dell’inverno, si caricava di un potenziale pauroso come a voler sottolineare la superiorità assoluta di Monte Corvo. Il Rifugio del Monte si inseriva in uno degli scenaripiù affascinanti e selvaggi del Gran Sasso, attualmente gestito su prenotazione, tiene aggiornate tutte le sue attività nel suo sito web: www.rifugiodelmonte.it

giovedì 22 luglio 2010

Monte Corvo da Prato Selva per il Campiglione, la Valle del Venacquaro e il Rifugio del Monte

Monte Corvo (2623 m) è un gigante, la sua dorsale imponente sembra la schiena di un dio. Non ha bisogno di particolari punti di vista per imporsi: da qualsiasi parte lo si guardi dimostra sempre la sua mole possente. L’ho sempre ammirato da dove potevo, e ogni volta lo scrutavo dalle altre montagne, immaginando quale potesse essere la via più fattibile per salirne la cima. Partiti da Prato Selva (1375 m) abbiamo risalito il percorso del Bike Park fino a Colle Abetone (1775 m), e da lì abbiamo proseguito in direzione del versante Est di Monte Corvo, dove c’è un’area che prende il nome di Campiglione. La nostra intenzione era quella di intercettare la cresta il prima possibile, così, ignorando la traccia dell GPS di Gigi, ci siamo appettati una pendenza fatta di ghiaioni, falasca e uva ursina che se non era al 100% poco ci mancava. Sulla carta (basta cliccarci sopra per ingrandirla) ho messo due punti rossi ad identificare i passaggi più difficili di tutto il giro, e questo ne è uno. Intercettata la cresta siamo arrivati comodamente sulla cima di Monte Corvo (2623 m). Quello che si vede da lassù placa l’anima, dà piacere, e ricompensa dell’impegno messo a disposizione per salire (provare per credere!). Le nuvole che salivano dal versante Nord, toccavano la cima e, scontrandosi con altre correnti, si arricciavano su loro stesse. Sembrava un gioco. La visibilità maggiore ci era concessa soprattutto a Sud: finalmente una nuova prospettiva! Da qui potevo guardare le montagne dirimpettaie di Monte Corvo, quelle da cui lo scrutavo: Pizzo Cefalone, Pizzo Camarda e Monte Ienca soprattutto. La croce di Monte Corvo purtroppo è staccata, se il tempo mi faceva stare un po’ più tranquilla avrei anche proposto alle altre tre persone che erano con me di provare a rincastrarla di nuovo… e vabbè… (magari alla prossima). Ripreso il percorso siamo riscesi in direzione della Sella di Monte Corvo (2305 m), dove dei bellissimi passaggi su roccia inasprivano di molto il paesaggio, ma è più l’impressione che altro, sono molto facili. Svalicata anche la Sella abbiamo continuato a scendere, calando un notevole dislivello di circa quattrocento metri. Ad accoglierci ora c’era la Valle del Venacquaro, una conca isolata che se vede 100 persone all’anno è pure troppo. Davvero bellissima. Da lì dovrebbero partire due sentieri, purtroppo noi distrattamente ne abbiamo intercettato solo uno (quello sbagliato) l’unico visibile da dove venivamo noi. Per riprenderci da questo errore e riprendere così la traccia del GPS abbiamo attraversato (contro la mia volontà) il precipizio che ci separava dal pianoro dove si trova il Rifugio del Monte. Una pendenza oltre il 100% che non rifaccio manco se mi pagano. Rintercettata la traccia e tirato un sospiro di sollievo abbiamo raggiunto il bellissimo Rifugio del Monte (1614 m), chiuso e senza bivacco annesso, l’unica cosa positiva è che c’era una fontanella vicino. Da lì ricongiungerci con Colle Abetone (1775 m), chiudere l’anello, e riscendere per il sentiero del Bike Park non ha comportato altri grossi impegni. Secondo i dati delGPS del temerario Gigi abbiamo percorso 22,6 km, con un dislivello totale di 1747 metri; tempo di cammino effettivo di 8 ore e 14 minuti (ma abbiamo sforato abbondantemente le 10 ore, forse pure 11 a causa della pendenza ripida). È stato un giro bellissimo!!!