domenica 10 settembre 2023

In canoa sul Fiume Tirino

Le acque cristalline lasciavano scrutare i fondali del fiume, dove una rigogliosa flora sommersa seguiva ondulante il flusso delle acque.Innumerevoli polle d’acqua manifestavano micro-sorgenti, e di tanto in tanto anche il nuoto delle trote si lasciava indagare. Seguivamo controcorrente il corso del Fiume Tirino tra salici bianchi, pioppi neri e fitte cannucce di palude. Facevamo sosta in un ampio slargo dal bassofondale, dove i nostri traghettatori ci facevano assaggiare la sedanina lì raccolta. La via del ritorno era silenziosa e sfruttava la corrente chedolcemente ci riportava indietro, nessuno parlava, le luci del pomeriggio ammorbidivano le ombre, la quiete risanava tutti i pensieri.Escursione in canoa sul Fiume Tirino a cura dalla Società Cooperativa Il Bosso: https://www.ilbosso.com/canoa-fiume-tirino

I fiori della vita di San Pietro ad Oratorium

Ero stata molte volte alla Chiesa di San Pietro ad Oratorium nei pressi di Capestrano, famosa per il suo quadrato magico rovesciato,bellissima sotto l’effige di Re Desiderio. L’avevo contemplata ed indagata, eppure non mi ero mai accorta che al suo interno custodivadei fiori della vita, dettami del paradigma della crescita dell’universo. C’erano occhi nuovi dopo l’esperienza, una bellissima contemplazionedi quanto l’essenza potesse essere invisibile e al contempo fermamente manifesta.

venerdì 1 settembre 2023

Il Sentiero degli Dei

“Partendo proprio dal Sentiero degli Dei da quella strada sospesa sul magico golfo delle Sirene, solcato ancora oggi dalla memoria edal mito”… le parole di Italo Calvino ci introducevano al percorso, così come quelle di Lawrence. Il potenziale di bellezza si percepiva finda subito, grazie ai meravigliosi affacci panoramici sospesi tra cielo e mare. Sul ciglio di gole e dirupi la via era molto comoda e curata,intraprendevamo quella alta tra una vegetazione rigogliosa e respiri d’ombra. Paesi, baie e promontori, coltivi terrazzati di vignetie costruzioni rurali arricchivano la vista panoramica del nostro cammino che scendeva fino a Positanto, dove prendevamo un autobusfino a Vettica Maggiore per intraprendere la via del ritorno dal paese di Praiano. Una lunga gradinata di roccia risaliva tutta la montagnafino a chiudere un anello, ricalcando così nel rientro il percorso di andata.


giovedì 31 agosto 2023

Punta Campanella della Penisola Sorrentina

Punta Campanella si animava del fascino della leggenda del mito, il canto delle sirene di Ulisse era nell’eco del vento che prendeva fisicitàattraverso il movimento di foglie ed arbusti. Tra mirto, lentisco, rosmarino, elicriso, ginepro fenicio e ginestra, vi erano i profumi dellaloro essenza misti a quello del mare, che con il suo essere coinvolgeva tutti i sentimenti. Sulla cima della montagna la piccola chiesadi San Costanzo segnava il punto di congiunzione tra cielo e terra, le sue semplici pareti bianche si esponevano alla rosa dei venti,ammirando panorami sconfinati che si perdevano a vista d’occhio, tra il Golfo di Napoli e il Golfo di Salerno. Da Termini partiva una comodastrada che ricalcava l’antica via Minerva dove in molti tratti era ancora visibile l’antico basolato romano risalente al IV sec. a.C.Il promontorio di Athena ci donava la testimonianza dei resti di una villa romana, scale intagliate nella roccia, vasche e sostruzioni voltate,ma soprattutto di notevole bellezza erano i due approdi, orientale e occidentale, che si incuneavano nelle rispettive pareti rocciose dislancio vertiginoso. Un cartello informativo del luogo riportava queste informazioni: “Al Promontorio di Punta della Campanella si giungevaanche da mare, attraverso due approdi: uno occidentale ed uno orientale. La presenza di un'area sacra dedicata al culto diAthena/Minerva è indicata anche dalla scoperta di un'epigrafe in lingua osca, databile alla prima metà del II secolo a.C. L'iscrizione,incisa sulla parete rocciosa risalente dall'approdo orientale, nomina tre meddices Minervii (magistrati) che appaltano e collaudano ilavori per l'approdo stesso al santuario e la costruzione della scala intagliata nella roccia. Questa epigrafe, oltre a confermare la divinitàdi culto del santuario, comprova la presenza sannitica all'estremità della penisola sorrentina e l'amministrazione del santuario stesso. Ilculto di Athena, venerata ora come Minerva, a Punta della Campanella dovette godere quindi di una grande importanza ancoranel II secolo a.C., quando il collegio dei decemviri romani lo accosta al Campidoglio come luogo in cui sacrificare vittime maggiori.” (trattoda un cartello informativo del luogo). Ad oggi, sulla propaggine, erano ben visibili l’antica torre vicereale riedificata nel 1566 suquella di età angioina del 1334 e un faro moderno.


venerdì 18 agosto 2023

La chiesa rupestre di San Cesidio e i fiori della vita di Goriano Valli

La chiesetta rupestre di San Cesidio sorgeva solitaria nel fitto della vegetazione di una piccola collina, a circa un chilometro dal paesedi Goriano Valli. La sua condizione diruta, spogliata dei suoi elementi architettonici e degradata dallo scorrere del tempo, ci giungeva quasianonima se non per le sue mura perimetrali che ancora definivano gli ambienti, alcune tracce di affreschi e un elemento lapideo inciso sullafacciata di ingresso. L’antica volta a botte era completamente crollata, il fondo del pavimento era un cumulo di pietre miste a vecchi coppi deltetto e arbusti, ceppi secchi di mandorli e querce. Quella piccola area sacra era stata ripresa dalla natura e a noi rimaneva soltanto diosservarne l’essenza. CRUTILIO-T-F-VEL LUPULO EX-TESTAMENTO erano le parole incise su di un blocco di pietra alla basedello spigolo sinistro dell’ingresso, unica testimonianza custodita di un passato lontano memore della vita dei nostri antenati, probabilmenteancora presente solo perché difficile da trafugare. Ero venuta a conoscenza della Chiesa di San Cesidio grazie ad un articolo scritto daSilvio Di Giulio recante a riguardo una documentazione fotografica dove erano ancora visibili il campanile gotico, le cornici di portee finestre, il concio di pietra ad anello per legare gli animali, l’altare e la volta. In passato il santo veniva celebrato qui il 31 di agosto, mentreadesso soltanto in paese. Goriano Valli custodiva tra i suoi vicoli la preziosa bellezza dei fiori della vita, tra stipiti e architravi ne contavoben diciassette. Grazie a Silvio di Giulio per avermi dedicato il suo tempo accompagnandomi alla scoperta di tutti questi preziosi tesori.