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giovedì 31 luglio 2025

Fiori della Vita a Santa Maria de' Centurelli

Santa Maria de’ Centurelli si elevava con la sua solenne semplicità sulla Piana di Navelli, e in quanto luogo di fulcro dellatransumanza era considerata un monumento nazionale. La visitavamo in occasione di una mostra temporanea di pittura diValter Mattei e Annarita Tatananni, dove colori e forme moderni si accostavano al cospetto antico e rigoroso della chiesa. Ilcandore della pietra si alternava ad alcuni affreschi persistenti, incisi dai graffi dei viandanti, parole, simboli e date di chi nonvoleva esser dimenticato nell’oblio dell’eternità. La geometria perfetta di un fiore della vita era scalfita sull’intonaco azzurro diuna cornice floreale, altri segnati all’esterno della chiesa facevano da eco al paradigma della creazione dell’Universo, la probabilevicinanza con il Ghetto Ebraico di Civitaretenga poteva essere una risposta. Un condottiero a cavallo sotto il segno dellastella, tante piccole croci e addirittura un omino danzate, incrementavano la serie di “graffi” del perimetro esterno, con laporta santa murata, e intorno la bellezza dell’Altopiano di Navelli.La mostra è visitabile fino al 3 agosto (orari lun-ven: 16-19 sab e dom 10-12 e 16-19), in successiva esposizione ci sarà la mostra temporanea di fotografia “I Custodi del Borgo” dal 10 al 17 agosto, stessi orari.


venerdì 18 agosto 2023

La chiesa rupestre di San Cesidio e i fiori della vita di Goriano Valli

La chiesetta rupestre di San Cesidio sorgeva solitaria nel fitto della vegetazione di una piccola collina, a circa un chilometro dal paesedi Goriano Valli. La sua condizione diruta, spogliata dei suoi elementi architettonici e degradata dallo scorrere del tempo, ci giungeva quasianonima se non per le sue mura perimetrali che ancora definivano gli ambienti, alcune tracce di affreschi e un elemento lapideo inciso sullafacciata di ingresso. L’antica volta a botte era completamente crollata, il fondo del pavimento era un cumulo di pietre miste a vecchi coppi deltetto e arbusti, ceppi secchi di mandorli e querce. Quella piccola area sacra era stata ripresa dalla natura e a noi rimaneva soltanto diosservarne l’essenza. CRUTILIO-T-F-VEL LUPULO EX-TESTAMENTO erano le parole incise su di un blocco di pietra alla basedello spigolo sinistro dell’ingresso, unica testimonianza custodita di un passato lontano memore della vita dei nostri antenati, probabilmenteancora presente solo perché difficile da trafugare. Ero venuta a conoscenza della Chiesa di San Cesidio grazie ad un articolo scritto daSilvio Di Giulio recante a riguardo una documentazione fotografica dove erano ancora visibili il campanile gotico, le cornici di portee finestre, il concio di pietra ad anello per legare gli animali, l’altare e la volta. In passato il santo veniva celebrato qui il 31 di agosto, mentreadesso soltanto in paese. Goriano Valli custodiva tra i suoi vicoli la preziosa bellezza dei fiori della vita, tra stipiti e architravi ne contavoben diciassette. Grazie a Silvio di Giulio per avermi dedicato il suo tempo accompagnandomi alla scoperta di tutti questi preziosi tesori.


venerdì 23 giugno 2023

Le Lastre d'Orso dell'Abbazia di San Pietro in Valle di Ferentillo

L’Abbazia di San Pietro in Valle nei pressi di Ferentillo custodiva un tesoro prezioso. Una miriade di fiori della vita ornavano le lastremarmoree dell’altare, in un tutto-pieno assoluto di fascino e mistero. Non avevo mai visto così tanti fiori tutti insieme. Le lastre di Orsoerano collocate una frontalmente ed una dietro l’altare, rimanevo incantata ad ammirarne le incisioni, oltre i fiori – o meglio semidella vita – anche croci templari e simboli del sole infuocato. Un testo reperibile nell’abbazia riportava a riguardo dell’altare le seguentiinformazioni che riporto a citazione: “Altare Longobardo di Ursus Magester: (VIII sec.) L'altare maggiore è costituito da due lastremarmoree istoriate fiancheggiate da pilastri marmorei decorati. Sulla lastra anteriore si legge la scritta dedicatoria del ducalongobardo Hilderico Dagileopa "HILDERICUS DAGILEOPA IN HONORE SCI. PETRI ET AMORE SCI. LEO ET SCI GRIGORII(p)RO REMEDO A.M.". La lastra sul fronte è scandita da tre flabelli decorati che racchiudono due figurine maschili oranti (in preghiera).La prima da destra rappresenta Hilderico nelle vesti militari di duca di Spoleto con in mano la spada tipica longobarda (scramasax)mentre nell'altra è raffigurato lo stesso duca che, spogliatosi delle vesti militari, diviene monaco presso l'abbazia e riceve i sacri riti delbattesimo simboleggiati dal calice e dalle colombe sopra la sua testa. Di notevole importanza storica, vicino alla prima figurina, la firmadello scultore della lastra "UR-SUS MAGESTER FECIT" il quale si attribuisce così la paternità dell'opera. La lastra posteriore èinteramente decorata, secondo la tendenza altomedievale dell'horror vacui, con elementi tipici longobardi come i fiori a sei petali, lefuseruole, le cornici, gli intrecci di foglie e le fibbie”.

sabato 1 gennaio 2022

Il fiore della vita a San Liberatore a Majella e le tombe rupestri di Serramonacesca

L’Abbazia di San Liberatore a Majella sorgeva su un luogo sacro, erano molti gli indizi che lo lasciavano supporre. In quell’antica terramonasteriale vi era il culto delle acque, la suggestione del contatto diretto tra uomo e natura, antiche testimonianze velate dalla storia chegiungevano solo in parte fino a noi, ma che nonostante questo non perdevano il fascino intrinseco del loro valore. Oltre al rigore elegantedella pietra lavorata della Majella vi era l’essenza della spiritualità. Su di una delle pareti esterne trovavo l’incisione di un fiore della vita, nonsapevo che lì ce ne fosse uno, la sorpresa mi lasciava incantata, come a ricevere un dono inaspettato, bellissimo auspicio nel primo giornodell’anno. Un sentiero scendeva fino al fiume per poi attraversarlo e risalirlo: poco distante vi erano le famose tombe rupestri ricavate nellaparete rocciosa alla destra orografica del Fiume Alento. Gli storici supponevano si trattasse di un luogo di sepoltura di un piccolo gruppoeremitico stabilitosi lì intorno all’XIII-IX secolo. Un cartello informativo ne descriveva la struttura: "composto da una parete lungacirca venti metri in cui sono collocate tre tombe scavate nella roccia, una piccola nicchia ed una cappellina, le tombe sono del tipo adarcosolio, utilizzate nelle catacombe cristiane soprattutto dai ceti nobili. Questo genere di sepoltura può ritenersi non successivo al Xsecolo. Proseguendo lungo la parete e attraversando una piccola cappella che racchiude una vasca con funzione di acquasantiera, tregradini portano a un podio, su cui doveva poggiare una statua, sulla parte retrostante del podio sono visibili resti di affreschi illeggibili acausa dell’umidità". (Testo tratto da un cartello informativo del luogo a cura del Parco Nazionale della Majella).