Visualizzazione post con etichetta vallone del cieco. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vallone del cieco. Mostra tutti i post

domenica 28 agosto 2016

Anello del Murolungo e della Grotta dell'Oro, per la Valle di Fua e il Lago della Duchessa

La Valle di Fua era la parte iniziale di uno dei valloni glaciali delle Montagne della Duchessa, attraversava un paesaggio inforrato eselvaggio dove massi erratici e faggi avevano trovato insieme il loro equilibrio. Un pastore delle Caparnie ci suggeriva di raggiungere daOvest la cresta del Murolungo, ci faceva dono della sua esperienza indicandoci un sentiero non segnato in grado di ammirare al meglioquel territorio lunare, disegnato nella magnifica opera di antichi circhi glaciali. Quel filo di cresta precipitava verticalmente a Nord conuna parete rocciosa, alla cui base si nascondeva la Grotta dell’Oro, leggendario nascondiglio di briganti a seguito dell’Unità d’Italia. Lacavità si apriva come una spaccatura della montagna, che mano a mano diveniva cunicolo e poi strettoia, rivestito da morbideconcrezioni di latte di monte. Alcune farfalle trovavano riparo all’ingresso di quel luogo umido, dove l’acqua percolata trovava sfogoin una sorgente sottostante. Il Lago della Duchessa colmava il fondo di quei pendii dorati bruciati dal sole, accoglieva sulle sue rive ilristoro dei pascoli, che ci rammentavano quale fosse il vero tesoro.

domenica 22 giugno 2014

Anello della Duchessa, per la Valle di Fua, il Male Passo e il Vallone di Teve

Salivamo il ripido Vallone di Fua, immergendoci in una piacevole dimensione d’ombra. Quella forra selvaggia veniva attraversatada un sentiero che accedeva ai prati superiori, dove alcuni rifugi in pietra, nella località delle Caparnie, venivano affidatistagionalmente ai pastori di Santa Anatolia. Era da poco iniziata l’estate, e i prati superiori esponevano al meglio le ultime fioriturerimaste. Il Lago della Duchessa si arricchiva della bellezza degli armenti: mucche e cavalli vi trovavano il ristoro bivaccando sullerive, lasciandosi riflettere assieme al cielo in quello specchio d’acqua. Il rumore dei loro campanacci risuonavanell'aria trovando una piacevole cassa di risonanza in quella depressione. Alcuni ranuncoli in prossimità delle rive erano statisommersi dall’abbondanza delle ultime precipitazioni, la loro bellezza pareva bloccarsi nel tempo, mentre poco distantiscorgevamo un gran numero di tritoni crestati, indisturbati dalla nostra presenza. Procedevamo in direzione del Male Passo, allaricerca di uno dei più bei punti di vista sul Monte Velino, e mano a mano che avanzavamo vedevamo aprirsi sotto di noi anche lamaestosa grandiosità del Vallone di Teve. Quell’enorme canale boscoso pareva sprofondare al cospetto delle montagne che netenevano il registro; sempre con tantissimo piacere distinguevo ancora al suo interno il piccolo bosco di betulle che tanto avevo cercato.

martedì 8 dicembre 2009

Lago della Duchessa dalla Val di Fua

Dopo un giorno siamo tornati sulle Montagne della Duchessa, il tempo non era un granché, grigio, umido, e prospettava pioggia.Lasciavamo l'auto nella piazzetta di Cartore (944 m) imboccando il sentiero che saliva per la Val di Fua (1005 m). Anche qui c'eraun bellissimo bosco di faggi. Rispetto al Vallone di Teve questo appariva più selvaggio e più aspro, e mano a mano che salivamocompariva la neve. Usciti dal bosco attraversavamo il Vallone del Cieco (1668 m) e le Caparnie (1700 m), ovvero cinque rifugi inmuratura, affidati stagionalmente ai pastori di S. Anatolia. Era tutto completamente innevato, e mano a mano che salivamo allaneve si aggiungeva anche la nebbia, che ad ogni passo si infittiva sempre di più, tuttavia c'erano molte tracce in direzione del lago.In alcuni punti la nebbia e la neve erano una cosa sola, e non si capiva dove finiva una e cominciava l'altra. Dietro ad una valletta si intravedeva un diverso profilo, sempre più definito man mano che ci si avvicinava, era il Lago della Duchessa (1788 m), bellissimo e completamente ghiacciato.