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sabato 12 aprile 2014

Alto Adige - La Punta d'Oro dell'Alpe di Siusi

L’Alpe di Siusi erano immerse nel silenzio, tutti gli impianti erano chiusi, e così anche gli alberghi e ogni struttura turistica ricettiva. Di tanto in tanto qualche sciatore appariva come una presenzaremota, ma per poi perdesi negli infiniti avvallamenti dell’altopiano, ancora abbondantemente ammantato di neve esegnato dalle tracce delle piste. I venti del Mezzogiorno avevano condotto fin qui le sabbie del deserto, tanto da contribuire ancoradi più ad invecchiare quell’ultima visione dell’inverno. La Punta d’Oro scopriva bellissimi punti di vista, che si aprivano echiudevano sotto il peso della nebbia, giocando in una scansione di frattali con le molteplici tonalità del bianco.

martedì 23 agosto 2011

Cresta dello Sciliar dall'Alpe di Siusi

Il massiccio dello Sciliar dominava su tutte l'Alpe di Siusi, la sua notevole bellezza si sconfinava a perdita d’occhio. L’aria calda difine agosto bruciava a trenta gradi anche in quota: l’alta pressione che avevamo incontrato rendeva davvero fortunata la nostravacanza. Sulla schiena dello Sciliar si coglievano dei punti di vista stupendi, come era meraviglioso guardare dagli occhi di ungigante. Tantissime cime, montagne, squarci di roccia e paradisi in terra erano percepibili da dove ci trovavamo: quella montagnaera assolutamente bellissima. Su Monte Pez una colonia di corvi accoglieva chiunque arrivasse, planavano sfruttando le tantecorrenti ascensionali, tagliando l’aria e correndo con il vento, non avevano affatto paura dell’uomo, anzi, si cibavano di briciole edavanzi addomesticandosi alla sua presenza. La pietra si vestiva di meravigliose tonalità contrastanti, mano a mano cheproseguivamo sulla lunga dorsale, il bianco si colorava del rosso ferroso della terra, e più proseguivamo e più si colorava,sfumando la montagna direttamente per un verso. Terrarossa era lì, sopra le nostre teste, degna del suo nome e della sua altezza,l’ammiravamo dal basso del sentiero e come lei tutte le altre montagne: ovunque girasse lo sguardo percepiva solo meraviglia.

lunedì 22 agosto 2011

L'Alpe di Siusi in mountain bike

L’Alpe di Siusi si perdevano a vista d’occhio sotto morbidi saliscendi, regalandoci scorci sublimi sulle montagne circostanti. I sentieri collegavano strade e rifugi, che così ben battuti dalpassaggio dell’uomo erano degli ottimi sentieri per le nostre biciclette. Quel verde intenso si perlava del bruno sobrio delle malghe, che così distribuite in quel paradiso contribuivano a farlopercepire come da dentro un sogno. Tutto era ordinato e perfetto, ammiravo l’amore e la cura che la gente del luogo riservava alla sua terra, in uno spiccato senso civico di grandissimo rispetto peril bene comune. Il massiccio dello Sciliar rendeva costantemente nota della sua presenza, così maestoso e possente era continuamente sopra di noi e i nostri pensieri; l’indomani saremosaliti sulla sua schiena per guardare tutto dal suo punto di vista, per ammirare quel paradiso visto dall'occhio di un gigante.