Visualizzazione post con etichetta castelrotto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta castelrotto. Mostra tutti i post

sabato 20 aprile 2013

Seiser Alm - I boschi di Castelrotto tra Marinzen Alm e le Sedie delle Streghe

Il cielo si caricava della fitta presenza di nubi, spesso inclini a continue precipitazioni. Il bosco di Castelrotto ci proteggevasotto la stretta tessitura dei suoi rami, lasciando filtrare l’umidità in manifestazioni di  nebbia svaporata, disposta più a conferiremistero che a disorientare. La leggenda delle streghe viveva in quei boschi di alberi altissimi, dove le piante compivano veri e proprislanci verticali alla ricerca della luce. Alcuni sedili in pietra ne rievocavano il mistero, accrescendo di molto il proprio valoregrazie al contesto naturalistico circostante: ogni cosa appariva incantata come sotto l’attrattiva seduzione compiuta da unamegera. Il fondo del sottobosco si ammantava di morbide distese di muschio impreziosite dai fiori dell’erba epatica, scoprendosisolo lungo la via del sentiero, ordinato e inconfondibile, che ci guidava nei nostri itinerari. Le radure sommitali si aprivano alcielo lattiginoso, la neve ghiacciata segnava il limite del nostro cammino, suggerendoci percorsi più bassi. Il laghetto artificialedi Marinzen specchiava a tratti i riflessi delle montagne sbiadite nella nebbia, la sua superficie viveva i giochi d’espansione dellegocce d’acqua, dove ognuna cercava l’altra attraverso l’estensione di anelli concentrici. La quiete dei pascoli di altaquota vedeva distese immense di verde, le piante compivano tutte i propri miracoli, con la vita che rifioriva attraverso le gemme più preziose.
 
Per dormire a Castelrotto consiglio: PENSIONE DORFBLICK - FAM. GOLLER KONRAD - S. MICHELE 4/1 - 39040 CASTELROTTO - ALTO ADIGE – ITALIA - TEL: 0039 349 1753438 http://www.dorfblick.it/ita/index.html

venerdì 19 aprile 2013

Seiser Alm - I ruderi di Castel Salego e di Castelvecchio

Le nuvole pesavano sul cielo di Castelrotto, convertendone l’azzurro in una luminescenza lattiginosa. Il caldo percepito nei giorni precedenti lo caricava elettricamente, ed ogni lontananzaviveva il rimbombo della vibrazione dei tuoni. Tra gli antichi boschi di abete rosso giacevano i resti di antichi castelli, collegati tra loro da un fitto reticolo di sentieri perfettamente curati. Quellaterra pareva accoglierci in ogni suo più piccolo angolo, anche dove tutto appariva lontano dalla presenza dell’uomo, trovavamo la cura di chi amava la propria terra. Il Castello di Salegg vedeva iruderi delle sue mura innalzarsi al cielo, alla ricerca dello stesso slancio verticale del grande massiccio dello Sciliar sullo sfondo. Il panorama godeva della vista di vallate verdissime, così ordinateed omogenee da dar risalto alle malghe che accoglieva. “Nel cuore del cosiddetto bosco di Hauenstein nei pressi di Siusi allo Sciliar, possiamo vedere i resti dell’antico castello Salego.Probabilmente il castello fu costruito nel XII secolo dai signori di Saleck. Assieme ai signori di Castelrotto, questi furono citati come ministeriali del Vescovo di Bressanone verso il 1178.Quindi il castello era stato dato in feudo a varie famiglie. Nel 1473 la proprietà di Castel Salego passa completamente alla famiglia Zwingensteiner. Nel XVI secolo invece, il castellofaceva parte della possesso dei signori di Wolkenstein. Infine, nel XVII secolo il castello cadde in rovina...” (Il testo riportato in corsivo è stato citato dal sito www.seiser-alm.it , in questa pagina continua il resto dell’articolo). L’ombra del bosco custodiva anche i resti dell’antico maniero di Castelvecchio, poco distante, le sue pietre tenevano la memoria di tempi lontani, arroccate sudi un bastione di roccia e reso accessibile da una serpentina scalinata. Un tempo apparteneva ad un menestrello, adesso apparteneva al bosco e a chi lo visitava.
Per dormire a Castelrotto consiglio: PENSIONE DORFBLICK - FAM. GOLLER KONRAD - S. MICHELE 4/1 - 39040 CASTELROTTO - ALTO ADIGE – ITALIA - TEL: 0039 349 1753438  http://www.dorfblick.it/ita/index.html

lunedì 22 agosto 2011

L'Alpe di Siusi in mountain bike

L’Alpe di Siusi si perdevano a vista d’occhio sotto morbidi saliscendi, regalandoci scorci sublimi sulle montagne circostanti. I sentieri collegavano strade e rifugi, che così ben battuti dalpassaggio dell’uomo erano degli ottimi sentieri per le nostre biciclette. Quel verde intenso si perlava del bruno sobrio delle malghe, che così distribuite in quel paradiso contribuivano a farlopercepire come da dentro un sogno. Tutto era ordinato e perfetto, ammiravo l’amore e la cura che la gente del luogo riservava alla sua terra, in uno spiccato senso civico di grandissimo rispetto peril bene comune. Il massiccio dello Sciliar rendeva costantemente nota della sua presenza, così maestoso e possente era continuamente sopra di noi e i nostri pensieri; l’indomani saremosaliti sulla sua schiena per guardare tutto dal suo punto di vista, per ammirare quel paradiso visto dall'occhio di un gigante.