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martedì 23 giugno 2020

L’eremo di San Michele a Foce nelle Mainarde Molisane

L’eremo di San Michele a Foce si arroccava sul ciglio della montagna da cui prendeva il nome, ed era raggiungibile attraverso un ripido sentieroche serpeggiava con stretti tornanti tra una vegetazione rigogliosissima. Più si saliva e più il panorama si apriva, fino ad arrivare al punto divista più bello, che era proprio quello dall’eremo. I punti più esposti erano protetti, e proprio di protezione era il sentimento che percepivoda quel luogo, dove mura modeste si alzavano a delimitare piccole aree sacre accostate alla roccia. Una campanella in bronzo lambiva deirintocchi resi come segno di rispetto, mentre sull’altare affrescato note di fedeli facevano richieste di protezione e porgevano preghiere. LeMainarde Molisane, così selvagge e libere, custodivano nel loro cuore questo ambiente suggestivo, che per secoli aveva fornito ai pastori unpunto di preghiera e di riposo durante la ciclicità della transumanza.

lunedì 22 giugno 2020

Giro in bici tra i paesi del Volturno, nella bellezza delle Mainarde Molisane

Percorrevamo le strade dei paesi del Volturno, sotto la presenza svettante delle Mainarde Molisane. La bellezza era nei luoghi autentici,nei borghi raccolti, nella gentilezza delle persone, nel potenziale paesaggistico poco sfruttato e per questo ancora più bello. Sostavamoall’Oasi delle Mainarde, una struttura ricettiva molto attenta al rispetto dell’ambiente e dei suoi ospiti, situata a ridosso delle bellissime spondedel Lago di Castel San Vincenzo. Partivamo da lì alla scoperta degli altri paesi, lungo strade immerse nella natura, contornate di semplicità ebellezza.
Parco Turistico Oasi delle Mainarde https://www.oasidellemainarde.com/

domenica 15 luglio 2018

Anello di Monte La Meta delle Mainarde

Salivamo dai Campitelli lungo la Conca dei Biscurri, passando per i ruderi del Fortino Diruto, un’antica casermetta utilizzata nella secondametà dell’Ottocento per tenere sotto controllo i briganti, soliti rifugiarsi in quei boschi con lo scopo di assaltare chi si dirigeva verso il Passo deiMonaci, unico collegamento fra il Lazio e l’Abruzzo. Un tempo vi erano pastori, commercianti e monaci benedettini, ora soltanto noi e qualchealtro escursionista che vedevamo in lontananza. Alla nostra sinistra la lunga dorsale di Monte Miele ci divideva dalla Valle Pagana, come unmagnifico spartiacque. L’ambiente diveniva sempre più severo, tra ghiaioni, sfasciumi e valloni ondulati di vecchie morene, dove a trattiresistevano ancora piccoli depositi di neve. Scendevamo per la Valle Pagana incontrando un rivolo che la impreziosiva, mentre nel bosco uncampo carreggiato catturava la nostra curiosità con la particolare bellezza delle sue forme.

sabato 9 agosto 2014

Mainarde Molisane - anello di Monte Mare e l'Eremo di Charles Moulin sul Monte Marrone

Charles Moulin era un pittore francese amico di Henri Matisse, con cui frequentò l’Ecole des Beux-Arts de Paris nel 1888. Viaggiò molto tra gli Stati Uniti, la Francia e l’Italia, dove giunse per laprima volta all’età di 27 anni, e che scelse in seguito come luogo dove rimanere per tutta la vita. Vincenzo Tommasone, uno zampognaro che gli aveva fatto da modello per i suoi quadri, glifece conoscere la Valle del Volturno, da lì nacque l’amore per quella terra, circondata da montagne maestose e primitive. Nel 1919 si trasferì definitivamente presso Castelnuovo al Volturno,alternando la permanenza in paese con lunghi periodi di isolamento artistico sulla cima di Monte Marrone, dove un piccolo eremo costruito in seno ad una vallata sommitale gligarantiva la giusta tranquillità per avere coscienza totale della luce e della natura. La gente del posto gli voleva bene, lo leggevamo negli occhi di Livio, un signore incontrato lungo ilnostro cammino che da bambino aveva avuto la fortuna di conoscerlo: ci descriveva la sua aria singolare e la sua lunga barba bianca, vestito di stracci e sempre con un sorriso gentile definitosul volto, chissà quante leggende avrà suscitato su di sé quello strano pittore che tutti chiamano Mussié Mulà. Nei pressi dell’eremo, diversi faggi secolari si torcevano come a volerdimostrare la propria anima, la nebbia andava e veniva a tratti conferendo a quella visione un ulteriore fascino e mistero. La bellezza delle Mainarde si componeva della sua natura selvaggia eincontaminata, luoghi severi dove l’uomo aveva difficilmente segnato il territorio, e forse sarà stata proprio questa sintesi terrena ad ammaliare l’anima di quell’artista. Dalla cima di MonteMare ammiravamo quasi tutto il filo di cresta della piccola catena montuosa: lo sguardo scivolava lungo i pendii e risaliva le sommità degli altri rilievi, tra ghiaioni, boschi e piccoli arbusti sicomponevano la luce e i colori dell'essenziale. Charles Moulin era stato incantato dai paesaggi delle Mainarde, era ossessionato dalla luce e all’amico Matisse che gli domandava come avrebbefatto a trovarlo scriveva: “Quando vedrai il sole, lì sarò io”. (Testo in corsivo citato da qui).