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domenica 17 febbraio 2019

La Grotta del Cervo

La Grotta del Cervo si svelava tra riflessi lucenti di rocce e trasparenze di acque cristalline. Ogni volta era come riscoprirla con occhi nuovi,sotto carezze di luce che ne animavano le concrezioni, con meduse e serpenti che prendevano vita sotto la strana magia di un perpetuo buio.Le ombre ci guidavano lungo prospettive inesplorate, un viaggio terreno portato anche sul filo del sogno, dove ogni cosa potevaaccadere, perché oltre ai nostri occhi c’era la nostra immaginazione a tessere ogni apparenza. Le stalagmiti del Salone degli Antenati eranodritte dinanzi a noi come presenze, ma noi andavamo oltre, nei meandri del Fiume di Fango e nel Ramo della Luna, tra rocce nere,immersi nell’acqua che riposava nel suo greto. Tutto si rifletteva su quegli specchi, amplificando le percezioni dei miraggi. Finalmenteammiravo la grande Medusa, circondata dallo splendore delle sue acque trasparenti e dal brillare della candida calcite, così riflettente datrasparire come diamante.

domenica 4 febbraio 2018

Il Ramo della Medusa della Grotta Grande del Cervo di Pietrasecca

Il Ramo della Medusa era evocativo non solo nel nome ma anche nella sua conformazione iniziale, dove lame di roccia annerite dal diossido dimanganese uscivano come spuntoni affilati ed erano in grado di definire un ambiente suggestivo, quasi sovrannaturale, come l’antro diuna divinità mostruosa come Medusa. Ma in fondo quell’anticamera dal sogno non si discostava poi così tanto dalla realtà: uno strettocorridoio cesellato da scallops ci immetteva nel Sacro Tempio della Terra, dove miriadi di concrezioni si tessevano in una bellezza unica,luccicante e preziosa, con calciti brillanti modellate in coralloidi e lamellari. L’acqua scorreva in ogni dove trovando la quiete nel lagosommitale dove giaceva un’enorme medusa di roccia, ogni angolo di quel ramo conteneva in sé tutte le caratteristiche dell’intera grotta, unoscrigno prezioso dove il Tempo si era fermato e si lasciava indagare.
Uscita Speleologica del GGFAQ - Gruppo Grotte e Forre Francesco deMarchi - CAI L'Aquila.

domenica 6 agosto 2017

Verso il fondo della Grotta Grande del Cervo

I ricordi erano lontani. Eravamo andati alla Grotta Grande del Cervo con Massimiliano Re, uno dei suoi primi scopritori. La bellezza diquell’antro era sempre unica, ogni volta si notavano cose nuove e mai viste, animate da luci ed emozioni, estensioni di pensieri e di poesie disogni fatti di buio e riflessi di calcite. Diretti verso il fondo percorrevamo il Ramo della Luna e il Fiume di Fango, fino araggiungere il magnifico Salone Angeletta, dove gigantesche meduse concrezionate sembravano innalzarsi verso la cava fonda della notte.Andavamo oltre, lungo il Fiume del Silenzio, la grotta era di nuovo completamente diversa, il soffitto basso e scuro, così come le paretiannerite dal diossido di manganese. L’ultimo pozzo si affacciava su di un lago terminale, rimanevo sulla soglia, dove oltre quel limite siestendevano tutti i sogni.

domenica 8 gennaio 2017

La Grotta del Cervo e il Salone Angeletta

Nella Grotta del Cervo si animavano serpenti e meduse di calcite, la notte eterna disturbata dalle nostre luci si rifletteva sugli specchi
d’acqua, mentre miriadi di concrezioni scostavano il velo del buio con il loro scintillio. Oltre la Strettoia accedevamo al Ramo della Luna, dove
vele, piogge di stalattiti ed eccentriche si animavano sulle nostre teste al passaggio della luce. Ogni vano si colmava di bellezza, pareva che ogni
superficie si rivestisse di ricami di pietra. Il Fiume di Fango, semiliquido, aveva il fondo melmoso e la superficie fluida, che
movimentata dal nostro passaggio riecheggiava nei vuoti di roccia con suggestivi sciabordii. Quel tetto di concrezioni pareva fatto di stelle
precipitate su di noi, candide e dai minerali diversi, intoccabili, contrapposte alla mota sporca dell’alveo. Nel Salone Angeletta
gigantesche meduse di calcite apparivano gonfie come mongolfiere, la fantasia correva lungo fondi e risalite, tra specchi d’acqua, fili di corda e
fiumi di silenzio. Uscita speleologica del gruppo GGFAQ.

domenica 29 novembre 2015

La Grotta del Cervo di Pietrasecca

La Grotta del Cervo animava i suoi volumi sotto il movimentodella luce, prendevano corpo meduse e serpenti che nella pietraavevano sospeso la loro dimensione eterna. Il luccichio dellacalcite ci regalava la visione dei diamanti, animali stranissimianimavano i nostri sogni che negli specchi d’acqua venivanoamplificati. Numerose colonne ci mettevano al cospetto dellasacralità di un tempio, la Terra mostrava uno dei suoi santuari piùbelli, e noi lo attraversavamo con rispetto, consapevoli di taleimportanza. Uscita organizzata dal Gruppo Grotte eForre “Francesco de Marchi” Club Alpino Italiano –Sezione dell’Aquila.

giovedì 9 settembre 2010

Grotta del Cervo di Pietrasecca


Di ritorno da Tivoli abbiamo pensato di fare tappa a Pietrasecca, una frazione del comune di Carsoli, con l’intenzione di visitarne le grotte. Quella della grotta è una dimensione molto particolare, ha secondo me un valore simbolico molto forte vista la sua conformazione: è il ventre della terra, l’oblio femminile più puro che contiene, un altrove inconscio in grado di terrorizzare. Sono del parere che in questi luoghi si debba osservare il massimo rispetto, perché da un momento all’altro potremmo esserne inghiottiti. La visita è stata una coincidenza molto fortunata, senza saperlo abbiamo chiamato proprio poco prima di una apertura extra-ordinaria a favore di uno speleologo: felicissimi ci siamo uniti al piccolo gruppo. A guidarci c’erano due ragazze, due guide speleologiche che facevano trasparire un grande amore per quell’antro misterioso: parlavano dell’inverno come il periodo in cui la loro grotta si sarebbe finalmente riposata, mi sono bastate queste poche parole per capire la cura che rivolgevano a quella cavità, e la cosa mi è piaciuta molto. Aperto l’ingresso la luce ha messo in fuga i tanti ragni e grilli delle caverne che dimoravano proprio in prossimità della soglia. Dotati di casco, lampade frontali e guanti vivevamo la nostra condizione di ospitalità: lo spazio circostante prendeva volume ai nostri movimenti di luce, mutando di volta in volta e dando corpo così alla propria identità. Un’illuminazione fissa non sarebbe mai stata altrettanto bella, avrebbe appiattito e smorzato molta bellezza di quel luogo così meraviglioso: la realtà non esiste, è solo quello che percepiamo. Dall’ingresso siamo scesi lungo un cunicolo che porta nella sala inferiore e prende il nome di Salone degli Antenati, lì sono stati rinvenuti reperti paleontologici di grande importanza del Pleistocene Superiore, resti attribuiti a quattro mammiferi, quali un orso, una lince, una pantera e un cervo (da cui prende il nome la grotta). Lì sono rinvenute anche antiche monete di datazione differente, alcune riferibili al IV-V secolo d.C. ed una attribuita al XV secolo. Chissà come ci sono finite lì, quale storia ce le ha portate. Per diversi secoli la Grotta del Cervo di Pietrasecca è rimasta nascosta, suggellata dalla frana di un potente terremoto che l’ha conservata intatta fino al 1984, anno della sua riscoperta. Il metodo atomico di datazione Uranio – Torio ne ha stabilito l’età: la prima fase iniziale di concrezionamento risale a ben 850.000 anni fa. La sala successiva che si incontra è quella delle Vaschette, dove a terra molteplici incavi concrezionati nel periodo di maggior stillicidio fungono da bacini per un’insolita e bellissima pavimentazione lastricata d’acqua. Le stalattiti e le stalagmiti investite di luce sembravano delle anime buone, ed ogni cosa sembrava coperta da diamanti. Quel luccichio richiamava alla memoria le stelle, eppure eravamo lì, sotto terra. Le nostre guide speleologiche ci hanno invitato a spegnere tutte le luci e a rimanere in silenzio per entrare a far parte di quel tutto assoluto fatto di buio e oblio, per diventare noi stessi parte della grotta. È stata davvero un’esperienza emozionante, una sospensione assoluta in grado di varcare un’altra dimensione. Cercando su internet qualche informazione da fornire a riguardo ho trovato la pagina che il sito di Pietrasecca dedica alle sue grotte - link.