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sabato 5 febbraio 2022

Anello di Monte Pettino per la Madonnina, il Passo del Dottore e Fonte Cascio

Ciò che pubblico nel mio blog sono soltanto appunti personali, memorie di percorsi e di luoghi, il piacere soprattutto di scrivereper me, e perché no, anche di condividere, perché la bellezza di quello che ci circonda è tanta, in molti la ignorano eppure basterebbesoltanto alzare lo sguardo ed apprezzare i piccoli dettagli del mondo. I sentieri più sono semplici ed essenziali e più hanno da dare,perché colmati dai pensieri liberi di chi li percorre, inneschi di riflessioni e indagini interiori. Così rasserenanti sono le montagnedi casa, quelle “fuori porta”, dove la traccia da seguire è sempre molto marcata, come una mano tesa che ci accompagna, una guida. Lungoil sentiero c’era una piccola nicchia scavata l’8 dicembre del 2007 che custodiva una Madonnina, chissà quale storia era legata all’iconadi quel luogo, adornata di ceri e piccoli ex voto moderni; poco oltre vi era il Passo del Dottore, un altro interrogativo si poneva allamia curiosità, chi era costui e quale storia lo legava a quel posto? Non avevo mai trovato nessuna informazione, forse qualcuna recepitaa voce ma senza fondamento, e con ignoranza c’ero passata molte volte. Ritrovavo l’antica Fonte Cascio, ripulita dalla bellezza selvaggia deirovi e non più funzionante, crocevia di sentieri di cui ne percorrevamo uno nuovo per compiere un anello e giungere al punto dipartenza, con la sorpresa di un autentico bosco di lecci.


sabato 26 marzo 2016

Fuori Porta la Montagna: il monastero di San Severo tra le montagne di Arischia e Pettino

Fuori Porta la Montagna il bosco ci accoglieva indicando marcatamente i suoi sentieri che dal basso della città si levavano sui rilievi di appartenenza. I ruderi della Rocchetta si esponevanotra i pini ormai così grandi da chiudere le antiche traiettorie visive, che un tempo traguardavano le altre torri di avvistamento di Coppito, di San Vittorino, di Preturo e San Marco, di Casaline edei Colli di Barete. Gli storici datavano la Rocchetta al XII secolo, ormai rimanevano soltanto pochi sassi e la percezione di una forma circolare. Percorrevamo il filo di cresta di Monte Pettinofino a Croce Cozza, dove il panorama si apriva verso tutte le direzioni, per poi scendere nella Valle Cascio, tra il labile equilibrio di boschi secchi persi nel tempo e nei muschi. Suun piccolo colle giacevano i ruderi di San Severo che nonostante deturpati dal peso degli anni rendevano ancora la loro importanza. Gli affreschi del XIII secolo (secondo gli storici digrande bellezza) erano stati rubati, ne rimanevano pochi stralci a rendere la vibrazione dei loro antichi colori, protetti da una volta a vela in procinto di crollo, realizzata con mattoni a coltello avista. Affianco la chiesa altri ruderi identificavano una probabile Foresteria, tutto si perdeva nell’incuria e nell’incompetenza di chi questi beni avrebbe dovuto tutelarli.
Di seguito una citazione tratta da Fuori Porta La Montagna Note Illustrative a cura di Carlo Tobia, p. 31.
Per una descrizione dell’interno della chiesa come si presentavaagli inizi degli anni 60 vedi p. G. Marinangeli, Severo pitinate dispensator nel 475 della chiesa di Aufinum, Roma, 1963, pp. 40-43. Riportiamone un brano: […] iniziando dall’angolo in cornuepistolae: S. Lucia, Madonna con Bambino. Irriconoscibile la figura successiva. Indi un Santo Vescovo e Dottore: forse Sant’Agostino od anche S. Martino. Sotto questi affreschi, cheprobabilmente risalgono alla prima metà del sec. XIII, quando il monastero fu donato ai Canonici Lateranensi, si nota la parte affrescata con motivi semplici in tempi ancor più vetusti. Il murodi sinistra è stato rinforzato con una parete aggiuntiva. Su questo lato è quasi interamente perito il ciclo pittorico. […] nella parete della chiesa e in muri divisori della «foresteria», sonoincorporati frammenti lapidari che fanno sospettare che il luogo fosse abitato nel periodo romano e il ductus delle iscrizioni funerarie si presenta molto elegante.

domenica 18 ottobre 2009

Monte Pettino, Crocetta di San Giuliano e Fonte Cascio

Abbiamo rifatto lo stesso giro di ieri. Il tempo era brutto stamattina, ma ho fatto bene ad andare perchè ho assistito alla prima neve. Qualche fiocco a vento, ma sempre un evento importante. Il percorso è stato lo stesso di ieri fino alla Crocetta di San Giuliano, dove abbiamo brindato alla prima neve. Riscendiamo per Fonte Cascio.