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domenica 12 agosto 2012

Fonte Grotta di Monte Camicia

Fonte Grotta si raccoglieva rannicchiata sotto il grande Paginone, a malapena si distingueva, si vedeva appena la traccia che sulgrande ghiaione conduceva al suo ingresso. Un cespuglio di ortiche faceva da compagnia all’ormai arrugginita portad’ingresso, talmente vecchia e malandata che per aprirla bisognava spiccarla. Sentivamo il respiro della montagnagiungere sui nostri volti, entravamo nel freddo tepore della Terra, che in ogni cavità manifestava la sua condizione materna.Animavamo la grotta con la luce delle nostre lampade, e più ci addentravamo nella sua profondità più ci rendevamo conto cheera lei ad animarsi. L’acqua limpidissima scorreva sotto di noi modellando da millenni forme lattiginose, quel bianco assoluto sifaceva forza della notte, e appariva ai nostri occhi come quanto di più luminoso possa esserci. Quel buio era la dimora di antichecolonie di farfalle e di tricotteri, che da millenni risiedevano in quella cavità come ci suggerivano i loro fossili. Assistevamo allospettacolo del Tempo, alla trasformazione della materia, all’alchimia della concrezione che riportava ogni cosa al suostadio originale, mentre le farfalle, a loro volta, assistevano al nostro passaggio non curandosi della nostra presenza.

giovedì 25 febbraio 2010

Miniera di Bitume di Monte Camicia dal Rifugio di San Francesco


Quella di oggi è stata una sciata machiavellica, perchè come dice lui: per forza o con frode. E infatti oggi abbiamo sciato proprio per forza, perchè di neve, all'inizio, non è che ce ne fosse poi così tanta sulla piana di Campo Imperatore! Lasciata l'auto sul margine della strada poco oltre il Rifugio San Francesco (1482 m), ci siamo direzionate verso Fonte Vetica. La neve era ghiacciata, durissima e poca, piena di stecchi di verbasco e cardi secchi congelati che uscivano fuori, è stato comunque divertente fare lo slalom lì in mezzo, ma soprattutto mi è piaciuto sentire il ghiaccio, visto che domenica mi aveva demoralizzato. Arrivate a Fonte Vetica (1682 m) siamo passate vicino al rifugio della Forestale, proseguendo sempre accostate alla montagna, dove c'era maggior accumulo di neve. In un continuo saliscendi ci siamo direzionate verso la miniera di bitume (1764 m), alle pendici di Monte Camicia, passando per il Colle dell'Omo Morto (1811 m)... quanto mi sono divertita! Mi aveva sempre incuriosito quella struttura, e finalmente oggi l'ho vista da vicino. Cercando informazioni ho letto cose molto interessanti: le stratificazioni minerali di questo giacimento risalgono a oltre 200 milioni di anni fa, nel periodo del Mesozoico (l'Età dei Rettili), ed è l'insediamento dolomitico più antico di tutto il Gran Sasso. Intorno al 1935 venne costruita la miniera, ormai un rudere, per estrarre la lignite dalle dolomie bituminose, ma l'impianto non entrò mai in funzione perchè venne completato proprio allo scoppio della seconda guerra mondiale. Ho letto inoltre che le caratteristiche litologiche di questo giacimento sono simili in tutto e per tutto a quelle delle Dolomiti, Patrimonio dell'Umanità.... non ce ne vogliano i friulani, i trentini e i veneti... :-) … Altre informazioni a riguardo, molto più dettagliate delle mie, sono riportate qui.