Visualizzazione post con etichetta cave. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cave. Mostra tutti i post

venerdì 8 maggio 2020

Il Castello di Cave di Scoppito

Il Casello di Cave era localizzato sulla cima di un piccolo colle da cui prendeva il nome. Il sentiero per raggiungerlo si perdeva tra radurefiorite di lino e orchidee e cespugli di ginepri e ginestre. Delle sue vestigia rimanevano ormai a malapena evidenti soltanto alcuni resti dimuratura, mentre cumuli di sassi accatastati come macere risaltavano tra la vegetazione all’ombra degli alberi. Uno sguardo sulla vallatasottostante richiamava alla sua antica funzione, forte del controllo visivo di antiche vie di comunicazione. Secondo la schedatura analiticadelle opere fortificate abruzzesi a cura di Giuseppe Chiarizia si trattava di un castelliere di proprietà incerta, risalente al VI secolo, ma lenotizie su questo insediamento erano purtroppo piuttosto scarse. (Abruzzo dei Castelli – gli insediamenti fortificati abruzzesi dagliItalici all’Unità d’Italia, Carsa Ed.).

sabato 24 novembre 2012

Monte Soffiavento, da Santa Dorotea a Cupoli

Camminavamo lungo il sentiero che da Santa Dorotea saliva in direzione di Monte Soffiavento, inoltrandoci in una carrarecciasilenziosa. Alcuni alberi si rivestivano completamente della barba dei licheni, tanto da apparire proprio come un bosco dilana. Gli abitanti di Scoppito tramandavano il nome di Monte Fiataventu, portando alla memoria le contrazioni dialettali di untempo: quelle parole lontane affioravano tra i ricordi, e facevano rivivere antiche identità come lo Iùbbere o lo Iacciu dejiMuntanari. Parte di Monte Soffiavento era esposta a causa di un incendio che anni fa ne distrusse una fascia di bosco, da allorasolo alcuni arbusti ne rivestivano la cima, che così spoglia e rada guardava la conca aquilana e il Gran Sasso, vedeva esposta la Lagae scrutava la Majella, ma soprattutto ammirava Monte Calvo da una posizione privilegiata. Scendevamo verso Ovest alla ricercadi nuovi sentieri, tra miriadi di foglie al suolo che ammorbidivano il nostro passo. Ci immergevamo in luoghi che ci appartenevanononostante fossero sconosciuti, e li percorrevamo scoprendo solo sentimenti familiari.

sabato 4 febbraio 2012

L'abbondante nevicata tra le frazioni di Cupoli, Cave, Vallinsù e Forcellette

Il silenzio apparteneva alla neve come se ne fosse stata una molecola costituente. Tutto si armonizzava in una distesa pacata, nemmeno un soffio di vento distoglieva quelle traiettorie morbidee dirette. La notte mano a mano avanzava nel chiarore dei riflessi, bastava poca luce per un riverbero totale così visibile fino in lontananza. Si leggevano nel cielo i profili di montagne distantichilometri e chilometri. Giravamo tra le frazioni alte del paese di Scoppito con gli sci da escursionismo, sfondando una neve così vaporosa ed abbondante da non percepire suoni. I lampionirischiaravano appena con trasmissioni a intermittenza, sovraccarichi da non so quale tensione. Quel silenzio incombente era sceso in maniera autoritaria, costringendo tutti a fermarsi. Dicolpo cessavano le corse e le considerazioni di cose secondare considerate importanti fino a quel momento. Adesso finalmente tutto poteva aspettare.