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giovedì 18 settembre 2025

La Villa Romana di Casignana - Calabria

Un intricato gioco musivo svelava raffigurazioni mitologiche e antiche geometrie: la Villa Romana di Casignana era uno dei volti piùbelli dell’antica Roma nella Calabria meridionale. La memoria di antiche magnificenze si affacciava sul mare azzurro dellaCosta dei Gelsomini, divisa purtroppo dalla Statale 106 e dal tragitto ferroviario. Tra frigidarium, tepidarium e calidarium,vasche e passaggi articolavano gli ambienti dove prendevano ancora vita il mito di quattro nereidi sedute sul dorso di mostrimarini dalla coda pinnata, con le fattezze di un leone, una tigre, un toro e un cavallo. Un Bacco, ebbro di vino, sostenutoda un piccolo satiro, versava del vino in un grande vaso, ma a scorrere imperturbabilmente era il tempo che nonostante la fermezzadelle antiche manifatture, continuava eterno a deporre i suoi veli su ogni operato passato e futuro.

mercoledì 17 settembre 2025

Pentedattilo - Calabria

Una grande mano dai colori della terra si apriva nel cielo rendendo fisicità al nome di Pentedattilo. Molte erano le suggestioniche si coglievano nel paesaggio, con case “incuneate all’interno delle spaccature e dei crepacci di questa piramide spaventosamenteselvaggia, mentre tenebre e terrore covano sopra l’abisso attorno alla più strana abitazione umana…” le parole di Edward Lear,scritte nell’estate 1847, descrivevano una personale suggestione che diveniva universale, sentimenti immutati nel tempo chetornavano sul profilo delle montagne, nella natura arida della terra riarsa, negli strapiombi precipitanti sulle fiumare, sullepietre conglomerate che si arroccavano al di sopra del castello. Il fascino della Calabria Grecanica parlava una lingua tutta suache la legava agli antenati. Nel 1930 anche Mauritius Cornelius Escher, esploratore dell’infinito, aveva immortalato quelle forme suggestivenei suoi disegni, a riprova che quando la natura svelava l’abisso il sublime diveniva attraente.

martedì 16 settembre 2025

Il Castello di Lacina della Baronessa Scoppa a Cardinale - Calabria

Una bellissima strada solitaria si snodava nel bosco ad alto fusto, dal suolo inverdito di felci fittissime e rigogliose. L’ultimo tratto inbici, tra ripidi saliscendi, conduceva al leggendario castello, vivo di suggestioni e mistero, ancora solennemente eretto nellamemoria della tanto discussa baronessa. Tra vicende incerte e a volte suggestionate, il confine tra realtà e fantasia davvero era statoin grado di divenire una leggenda. Maria Enrichetta Scoppa, Baronessa di Badolato, era la ricca proprietaria terriera del Castellodi Lacina, vissuta tra il IX e il XX secolo. L’antica struttura era più probabilmente il suo casino di villeggiatura, tuttavia le mura ei torrioni angolari ancora in piedi, così avvolti dalla vegetazione selvatica, evocavano la suggestione sublime di un manieroleggendario perduto ai margini del mondo.

giovedì 16 settembre 2021

Verso Sud

Tra spiagge nere e fiumare, antichi ponti e luoghi solitari, spostandoci di volta in volta verso Sud, fino a raggiungere l’Isola delle Correnti.Percorrevamo i vicoli di Marzamemi di notte, a filo del mare nero, che nel buio manifestava soltanto il rumore delle onde e i piccoli lumi dibarche lontane. I boschi di eucalipto scortecciati esaltavano il loro odore sotto il peso della pioggia, mentre nello sfondo si intravedevasempre il mare. È curioso a vedere che quasi tutti gli uomini che vagliono molto, hanno le maniere semplici; e che quasi sempre lemaniere semplici sono prese per indizio di poco valore. Lunghe strade assolate tra Modica e Capo Passero, alla ricerca dei ricordi, la Bellaestate di Cesare Pavere e la mia prima salita in bici sull’Etna, su quella montagna nera, da Zafferana a Nicolosi fino al Rifugio Sapienza,compiendo un anello sui declivi del vulcano, dove il verde dei cespugli a malapena accennati trovava un risalto straordinario. Scoprivamo labellezza del Lago Sirino, un luogo in cui ritornare, un piccolo bacino naturale colmo di acque e di quiete, dove tutto si conteneva in unavisione semplice e ordinata in grado di rasserenare l’anima. E il naufragar m'è dolce in questo mare.

martedì 4 giugno 2019

Il Lago Menta da Gambarie - Calabria

Da Gambarie seguivamo strade solitarie che salivano e scendevano nel cuore boscoso dell’Aspomonte, tra pini calabri e faggi, sotto una fittaombra che nelle radure dava sfogo al profumo delle ginestre. Il Lago Menta si incuneava nel suo bacino artificiale custode di 18 milioni dimetri cubi d’acqua, una mole grandiosa in equilibrio sulla Fiumara Amendolea, che si lasciava ammirare e al contempo riflettere sul suoenorme potenziale. Seguivamo la sterrata che ne costeggiava dall’alto le rive, la suggestione dell’ambiente così solitario e selvaggio dominava sututto. 

lunedì 3 giugno 2019

I ruderi di Cirella vecchia - Calabria

I ruderi di Cirella vecchia sorgevano sul monte Carpinoso, persi nel silenzio assolato dei primi caldi di giugno. La sua edificazione risalivaal IX secolo, allorquando cruente incursioni saracene spinsero gli abitanti ad abbandonare il sito prospiciente la costa per ritirarsi suquesta posizione più sicura. Gli storici riconoscevano influenze bizantine, sveve e angioine, tra le importanti strutture del castello, dellachiesa e della doppia cinta muraria. Vennero i terremoti e le pestilenze, vennero i pirati, le truppe napoleoniche, e quelle britanniche, unsuccedersi di calamità e di devastazioni che portarono la cancellazione definitiva di quel piccolo abitato. Un esiguo sentiero percorreva quelleantiche spoglie, erano vie strette da una vegetazione rigogliosissima, ora impreziosita da fiori e profumi. Lo sguardo attraversava quelpassato per poi trovare slancio verso il mare, testimone di tutta quella memoria, portatore sia di vita ma anche di sventure.

domenica 2 giugno 2019

La notte di Diamante - Calabria

La notte di Diamante si apriva verso il mare sotto gli ultimi toni violacei del tramonto, quelli liminari sulla soglia della notte, che spegnevano il giorno lasciando schiudere, ad una ad una, la fiammelladi ogni stella. Il rifesso della luna si rivelava sulle dune generando ombre leggere, trovavano risalto i gigli che con fare silenzioso lasciavano adesso procedere il loro profumo. La risacca rientrava lentacon piccole onde, noi eravamo tra il flebile rumore del mare, la quiete e il respiro di una notte stellata.