domenica 1 settembre 2013

Sicilia - Erice

Erice guardava a 360° sia il mare che l’entroterra siciliano, così custodita sul rilievo di Monte San Giuliano. La sua storia raccontava testimonianze di antiche civiltà, mischiate non soloall’archeologia ma anche al mito di divinità importanti legate al culto della fecondità e dell’amore. In principio furono gli Elimi ad edificarne un tempio, di seguito vennero i Fenici con la loro Tanit,i Greci con Afrodite, ed i Romani con la Venere Ericina, come se il territorio stesso fosse per eccellenza ispiratore di tutte le derivazioni della bellezza e dell’amore. Sorta nell’VIII secolo a.C.la città di Erice si cingeva di mura megalitiche, portava lo splendore del Castello di Venere del periodo normanno, e il Duomo alleggerito da forme gotiche trecentesche. Una fitta rete divicoli tesseva l’antico paese rivestito di pietra: il medioevo teneva fede alle sue forme rigorose, così belle e remote, suggerendo il sapore della vita di un tempo. Da lassù la vista spaziava siasull’entroterra di Trapani che sulla costa di San Vito lo Capo: vedevamo davanti a noi le Isole Egadi, la nostra prossima destinazione, intervallate dal mare e dalla pacata rifrangenza delle saline.

Sicilia - Le Saline di Trapani

Scoprivamo sulla costa di Trapani le montagne di sale, abbellite dai bacini della decantazione delle saline. In questa area, dove il mare si confondeva con la terra, la natura dava sfoggio di specchi rivolti al cielo, come se tale dialogo volesse riguardare tutti glielementi del creato. Una condizione particolare di nuvole donava rifrangenze pacate e luminose, mentre l’interno della Sicilia si animava di tuoni e fulmini, visibili bene anche da dove ci trovavamo. Lungo il litorale tra Nubia e Mozia quell’infinitadistesa di specchi comunicanti sfumava dal bianco al rosa, accogliendo gabbiani, anatre selvatiche, aironi ed altri uccelli protetti dalla Riserva. Istituita con decreto dell’Assessore Regionale Territorio e Ambiente n.257 dell’11 maggio 1995, èstata affidata in gestione all’Associazione Italiana per il WWF. La Riserva si estende su quasi mille ettari, suddivisi in zona A di Riserva (707 ha) e zona B di Pre-Riserva (278,75 ha). Il personale impiegato dall'Ente Gestore consta di 4 operatori disorveglianza e un direttore. Gran parte della Riserva include proprietà private, nelle quali piccole e grandi imprese esercitano la millenaria attività della "coltivazione" del sale. Il sito costituisce una delle più importanti aree umide costiere dellaSicilia occidentale; occupato in gran parte da saline coltivate in maniera tradizionale, con pantani e campi coltivati in aree marginali, le sue valenze biologiche sono plurime, interessando aspetti faunistici (uccelli, pesci, artropodi), floristici,vegetazionali. A queste valenze si aggiungono quelle paesaggistiche, etno-antropologiche, architettoniche, storiche. Tratto dal sito http://www.wwfsalineditrapani.it/.

sabato 31 agosto 2013

Sicilia - Portella della Ginestra

Il 1 maggio del 1947 circa duemila lavoratori, soprattutto contadini, della Piana degli Albanesi si erano ritrovati nell’avvallamento di Portella della Ginestra per manifestarecontro il latifondismo. Da poco il Blocco del Popolo aveva vinto le ultime elezioni per l’Assemblea Regionale Siciliana, si potevano occupare le terre incolte e festeggiare la vittoria appenaconquistata. Improvvisamente, dalle colline circostanti, partirono numerose raffiche di mitra, la gente in festa e fiduciosa per il futuro si trovò persa e terrorizzata, 11 persone morirono sulcolpo, mentre altre morirono in seguito per le ferite riportate. Furono accusati i latifondisti, ma circa dopo quattro mesi  venne fuori la verità, che dietro quelle mani portatrici di morte sinascondevano gli uomini del bandito Salvatore Giuliano. Dopo anni, Portella della Ginestra ricordava quei morti attraverso un’opera di land art, i nomi delle vittime si incidevano nella pietrae portavano con sé il colore rosso del sangue. L’erba secca e i fiori di cardo suggerivano la solitudine che provava l’uomo al cospetto dei terribili avvenimenti, delle tristi memorie che ormai sonoaccadute e non si possono più cambiare. Il vento portava nuvole e contrasti, mentre la memoria rimaneva fissa sulla pietra.

Sicilia - Il Duomo di Monreale

Fuggivamo dal traffico di Palermo alla ricerca di dimensioni più tranquille, eravamo diretti a Monreale per ammirarne l’abitato e la bellezza del famoso Duomo, Patrimonio dell’Umanità. La maestosa cattedrale lasciava leggere la sua bellezza già dal difuori, ma una volta varcata la soglia d’ingresso scoprivamo un ulteriore splendore: l’interno della chiesa era completamente rivestito d’oro, decorazioni e mosaici raffinatissimi avevano il privilegio della rifrangenza, amplificando la luce del sole in unirradiamento prezioso. Era una luce diversa, ricavata dall’ombra, in grado di portare con sé il silenzio degli spazi, tutta la sua storia e il mistero dei secoli. Il sacro era in grado di dimorarvi nonostante l’ostentata ricchezza, trovava in tutto quell’operatominuzioso la dedizione di chi attraverso il lavoro portava il proprio sacrificio. Al di fuori della maestosa Cattedrale, l’abitato di Monreale si componeva di circuiti turistici ben tenuti, strade pulite, piccole botteghe e negozi. Proprio dietro la chiesa c’erauna bottega del mosaico, con un’artigiana intenta a compiere il suo lavoro, incasellando piccoli tasselli di vetro con foglia d’oro, le chiesi delle informazioni in quanto anche io ero in grado di operare la tecnica delle vetrate, e così cominciammo unapiacevole conversazione, alla fine della quale mi regalò un piccolo tassello d’oro asserendo che mi avrebbe portato fortuna. Ci sono delle persone che anche se sconosciute hanno la capacità di distinguersi positivamente, forse grazie all’abilità sita in loro dellacreazione, si differenziano anche se non si conoscono. La prossima volta che opererò con il vetro inserirò quel piccolo tassello d’oro.

Sicilia - Le Catacombe dei Cappuccini

Sotto Palermo, ingarbugliata di strade, dove tutti correvano freneticamente, riposavano le Catacombe dei Cappuccini. Tutto immediatamente si spegneva, cessavano i rumori, e persino la gente non parlava più. Centinaia di mummie si disponevano arivestire le pareti dei corridoi comunicanti, diventando materia espositiva di quello che un tempo era la vita. Chissà quanti sogni avevano motivato quelle membra, quante speranze e sentimenti avevano esaurito quella materia organica. Tutto giaceva comesostanza immobile, il penultimo stadio prima della polvere, prima di quel tutt’uno generale che mi piace pensare come elemento sostanziale del mondo. I vivi si prendevano gioco della morte mettendone in vendita l’apparenza facendo pagare un bigliettoall'ingresso; lì sotto c’erano tutte le classi sociali divise per categoria, come se fosse un dettaglio irrilevante che la morte sia l’unica portatrice di uguaglianza.

giovedì 29 agosto 2013

Sicilia - La Valle dei Templi di Agrigento

La Valle dei Templi manteneva l’Enigma, la sera raccontava le suggestioni dei millenni, mentre la notte lasciava che tutto si perdesse nei fondali dell’oblio. Il buio era oltre i colonnati sorrettidalla luce: fari potentissimi imponevano un unico punto di vista, vincolando il tragitto in un solo percorso. Al di fuori del tracciato scoprivamo l’eternità della notte, come la schiena di un angelocaduto, quella era la stessa notte dei nostri antenati, dove strutture grandiose omaggiavano il sublime. L’immortalità trovava la sua materia nelle ombre accennate della luna, in quellanotte si compiva tutto quello che da millenni si era già compiuto e che nel futuro continuava a vedere il suo passato.

mercoledì 28 agosto 2013

Sicilia - La Scala dei Turchi

Il vento e il mare avevano levigato i rilievi di marna bianca, tanto da scolpirli in una maestosa scalinata. Un tempo vi salivano iSaraceni, adesso erano lambiti soltanto dalle ombre dei bagnanti. Quella scogliera mista di calcare ed argilla aveva una molegrandiosa che degradava verso il mare, in molti attendevano le ore del tramonto come se la sera avesse indetto lì con tutti unappuntamento, al fine di mostrarsi più bella, con i suoi colori proiettati su quella superficie immacolata e bianchissima.Tantissimi idiomi differenti si mischiavano soffusi perdendosi nei rumori del mare: in molti venivano da diverse località adammirare quell’opera così grandiosa della natura, prossima candidata come Patrimonio dell’Umanità.