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lunedì 16 dicembre 2013

Sant'Eramo di Lucoli e la Grotta di Sant'Onofrio

Su un pianoro roccioso sul versante Ovest di Monte Orsello giacevano i resti dell’antico villaggio medievale di Sant’Eramo,menzionato in una bolla papale del 1215. Le pietre si cumulavano lungo i perimetri delle poche case sparse, definendo quello che untempo era un piccolo paese abitato. Di tanto in tanto riemergevano le tracce delle Vie Amiternine, antiche mulattiereormai abbandonate, ma che secoli addietro facevano da congiunzione a due delle più importanti vie di comunicazione delcentro Italia: la Via Salaria e la Via Valeria. Attraverso di esse la Conca Aquilana e la Marsica trovavano il possibile collegamentoper gli scambi commerciali. Il villaggio di Sant’Eramo si affacciava sul profondo vallone di Sant’Onofrio, questo luogo prendeva ilnome del Santo che vi aveva dimorato, al riparo di una spelonca ricavata nella sua parete rocciosa. Pare che questa grotta sia statascavata a mano da un eremita circa nel XIII secolo, e che qui vi abbia vissuto per tutta la vita, probabilmente fino alla morte. Lagrotta si apriva come una balconata esposta a Sud, e raccoglieva al suo interno tutto il calore del sole. Il bosco sottostantemitigava qualsiasi movimento del vento, lasciando colmare quel luogo soltanto di pace e beatitudine.

domenica 9 maggio 2010

Pupatti all'azimut da Prato Capito


Che oggetto meraviglioso è la bussola! Oggi mi si è aperto un mondo! Ho finalmente capito che cos'è l'azimut! Partiti da Prato Capito ci siamo esercitati nella zona (questa di oggi era la seconda uscita del corso di escursionismo del CAI). L'obiettivo iniziale era quello di cercare il Casale dei Pupatti, un vecchio rudere fatiscente. E' stato davvero molto divertente. Ma ad essere ancora più divertente è stata la marcia all'azimut nel bosco... che trip! Non è semplice concentrare l'attenzione su una pianta come punto di riferimento quando se ne hanno tante altre simili vicino! Soprattutto se il terreno scende ripidamente, smezzando la soglia dell'attenzione, e in ulteriore allerta agli alberi fracidi (mi sono appoggiata ad uno con la mano e l'ho buttato giù, era completamente marcio...!). Ridendo e scherzando ci siamo infossati nel Vallone di Sant'Onofrio. Comunque che spettacolo era il bosco di questa mattina, si respirava l'odore del muschio, dei faggi e della pioggia di ieri, e solo per questo meritava l'uscita. Rintercettata la strada abbiamo incontato altri ruderi, presi a riferimento, e la Fontanella dei Pupatti (chissà chi erano...). Da quelle parti c'è anche un cartello che indica la direzione per l'eremo di Sant'Onofrio, ma sulla carta non c'è segnato nulla... mi piacerebbe tanto individuarlo per andarci.