ammirava un infinito azzurro fatto di cielo e di acque turchesi, il
mare e il vento si accostavano naturalmente all’anima seminando la speranza
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mercoledì 28 aprile 2021
Due giorni sulla Costa dei Trabocchi, la Riserva di Don Venanzio e Punta Aderci
ammirava un infinito azzurro fatto di cielo e di acque turchesi, il
mare e il vento si accostavano naturalmente all’anima seminando la speranzadomenica 14 febbraio 2016
Il Trabocco Turchino di San Vito Chietino
Nel paese delle ginestre, tra aranci ed ulivi, una piccola
baia chiudeva due promontori. Il Grecale correva verso campagne materne
portando con sé un misto di profumo di acacia.
Dall'estrema punta del promontorio destro, sopra un gruppo di scogli,
si protendeva un Trabocco, una strana macchina da pesca, tutta composta di
tavole e travi, simile a un ragno
colossale. (Gabriele D’Annunzio, Il
Trionfo della Morte). Il Parente abruzzese immortalava la suggestione del
Trabocco Turchino, ne rimanevano il mare, il vento e la cava profonda del
cielo
di quella memoria lontana, ormai ripristinata con fatture diverse da quelle
ammirate dal Vate.
Le foto del Trabocco Turchino in versione originale sono
state pubblicate per gentile concessione dell’autore.
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