Visualizzazione post con etichetta stazzo delle solagne. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta stazzo delle solagne. Mostra tutti i post

domenica 11 agosto 2013

Anello di Monte Corvo

La valle del Chiarino refrigerava le sue zone d’ombra grazie al corso del fiume, quell’acqua gelida era in grado di creare unmicroclima all’interno del bosco totalmente diverso da quello che era fuori. Il calore del sole premeva sulla grande vallata aperta,tanto da indicarci come miglior percorso per Monte Corvo il suo filo di cresta, dove il vento movimentava l’aria e donavarefrigerio. La lunga dorsale panoramica lasciava scoprire fin da subito alte prospettive, il nostro sguardo incrociava quello dellealtre montagne dandoci la sensazione di cavalcare la schiena di un gigante. Da ogni angolazione scoprivamo panorami esposti digrandissima bellezza, aperti al di sopra di boschi e vallate: lo sguardo si soffermava nelle prossimità del nostro cammino perpoi scivolare a valle verso interminabili pendii ammantati di falasco. La parte sommitale di Monte Corvo si vestiva del grigiochiarore degli sfasciumi: la roccia era alla ricerca della stessa tonalità delle nubi, che il vento giocava a stendere da un lato dellamontagna, allungando così la percezione della terra. Su quel suolo lunare si compiva un lungo filo di cresta, sempre più tagliente indirezione della Sella di Monte Corvo, dove le correnti ascensionali compivano frenetici tragitti verticali, segnando un nettocontrasto visivo da un lato e l’altro della montagna.


lunedì 15 agosto 2011

La Valle del Chiarino e lo Stazzo delle Solagne

Il mattino regalava colori straordinari, carichi di luce e di quiete estiva. Il Lago di Provvidenza vestiva la sua superficie con alcuni rami venuti giù dall’ultimo maltempo, mentre per il resto davacorpo al riflesso della volta del cielo. La lunghissima carrareccia che saliva la Valle del Chiarino si dimenava in salita per diversi chilometri, mantenendo di continuo l’unica prospettiva del bosco:era quella la parte più noiosa del giro che avevamo intenzione di fare, ma non c’era altro modo che farla a piedi per salire su Monte Corvo da questo versante. Il cielo si modificava in una instabilitàincerta, vedevamo formarsi agglomerati di nuvole sopra il Lago di Campotosto e successivamente venire verso di noi per proseguire poi oltre, in direzione di Corno Grande, dove, in zone senza vento,si incanalavano verticalmente convertendosi in cumulonembi. Poco dopo lo Stazzo delle Solagne, una pioggia improvvisa, breve ma intensa, ci impediva di proseguire, scaricando fulmini nellaparte più centrale del Gran Sasso, molto oltre da dove ci trovavamo noi, ma tanto bastava a farci fermare. Non so quanto tempo siamo rimasti lì, forse una o due ore, di seguito sdraiati sulprato ad osservare come si formavano le nuvole e le loro direzioni. Aspettavamo che tutto passasse anche altrove per poter riprendere il percorso in maniera tranquilla. Ma ormai il torporedi un pomeriggio di mezza estate ci aveva fatto talmente tanto rilassare da farci cambiare intenzione, saremo rimasti un altro po’ lì, ad osservare il cielo, sdraiati per terra, ad ammirare alcune delle parti più morbide del Gran Sasso.