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lunedì 8 luglio 2024

Notturna in bici a Campo Imperatore

Tra paesaggi lunari e luoghi dell’altrove, i colori dell’essenziale si flettevano al tramonto, eravamo in un luogo unico in un momentomagico. Percorrevamo in bici parte della strada di Campo Imperatore per poi immetterci nel percorso per Santa Maria del Monte. I Laghidi Barisciano e di Passaneta con le loro superfici distese allentavano ancora di più le tensioni, con la possibile presenza dei cani da pastoreche fortunatamente non incontravamo. L’antica grancia cistercense teneva eretto ancora qualche muro sassoso, la memoria del suo passatoimportante teneva ancora traccia su queste terre disabitate. I colori del tramonto alleggerivano le montagne con prospettive aeree, tuttoappariva più sospeso, delicato e inconsistente prima dell’abisso della notte, che copriva tutto. Nel Canyon della Valianara il candido fondodella rena dava contrasto al buio, tra il sottofondo della natura di una notte di mezza estate e una volta di stelle incantata.

domenica 21 dicembre 2014

Anello dei Laghi di Passaneta e Barisciano, nella memoria dei cistercensi e dei partigiani

Tra la Cima di Faiete e la Montagna Grande si definiva un antico sentiero che passava per i laghi di Passaneta e Barisciano, conducendo ai ruderi di Santa Maria del Monte. La bellezza dei modesti contrafforti del Gran Sasso si stemperava sotto i tonidella neve, rimasta a schiarire soltanto i versanti a Nord delle montagne, come a voler mostrare il volto di due stagionidifferenti. Le acque si fermavano al gelo sotto la volta di sottili lastre di ghiaccio, mentre il falasco secco mostrava soltanto ilricordo della vita, con tutti i colori che si sbiadivano in toni opachi e stanchi, come a voler spegnersi del tutto prima diperdersi sotto la coltre bianca. I ruderi di Santa Maria del Monte ricomponevano a tratti l’antico perimetro dell’abbaziacistercense, molti secoli si frapponevano alla deposizione di quelle pietre, lasciando alla memoria l’indagine di poche muraissate a ricordare, con finestre confuse tra quello che era dentro e quello che era fuori, ormai tutto interno della Piana di CampoImperatore. Salivamo su Monte Archetto con il pensiero rivolto ai Partigiani che durante la Seconda Guerra Mondiale trovaronoriparo nel suo rifugio. Il vecchio cemento che teneva le pietre portava incisa la data 1931, probabile anno della sua edificazione.I fiori secchi dei cardi si issavano da terra come stele di memoria, trovando risalto nel contrasto con la neve, prima di perdersilentamente nella nebbia, come a imitare i ricordi che sbiadiscono dopo settant’anni.

giovedì 14 gennaio 2010

Dal Lago di Racollo al Canyon della Valianara, e i ruderi di Santa Maria del Monte

Davvero poca, pochissima neve sulla piana di Campo Imperatore... E' stata una giornata all'insegna dello slalom per evitare: sassi, toppe di erba, cardi secchi affilati e stecchi di verbaschi, merda secca congelata di mucca, e pure ossa di animali. Che fatica... Comunque sono sempre felice quando vado
su... sempre. Abbiamo lasciato l'auto presso il piccolo Lago di Racollo, e da lì ci siamo mosse in direzione del Canyon della Valianara, ci tenevo tanto a vederlo perchè la scorsa volta, quando il CAI ha organizzato l'escursione per il presepe vivente, non siamo riuscite a salire.
Lì dentro la neve era completamente illibata, nessun segno disturbava la percezione suggestiva di quel luogo, reso ancora più incantato dalla piccola grotta dalle stalattiti di ghiaccio.
Che meraviglia. Questo è uno di quei luoghi dove non si deve parlare. Ma solo sentire quello che trasmette la Terra. Uscite da
questa esperienza mistico-introspettiva torniamo indietro, sempre a caccia di neve un po' più abbondate.
All'inizio andiamo a caso, girando un po' qua un po' là (sempre sul piano di Racollo perchè il tempo era strano), poi appena da lontano scorgiamo i ruderi di Santa Maria del Monte decidiamo di prefissarcela come meta.
Anche quel posto esige rispetto, da lassù la piana di Campo Imperatore si vede incorniciata a sinistra dai monti Prena e Camicia, e a destra da Monte Bolza. E' stata davvero una bella giornata, peccato solo per la neve... Ma va bene anche così, ho solo da imparare. In tutto abbiamo impiegato 5 ore.

domenica 22 novembre 2009

Ruderi di Santa Maria del Monte in Paganica, Monte Cecco d'Antonio e Monte Mesola

Sembra di vivere in un settembre perenne. La temperatura è così mite che non fa pensare alla prossimità dell'inverno. Ho tanta voglia di neve, del suo silenzio, della sua calma, delle sue sfumature bluastre del mattino presto o in prossimità della sera... ma mi va bene anche così. Poi quando vado sul Gran Sasso sono
sempre felice. Abbiamo parcheggiato lungo uno slargo della SS17bis, presso Valle Maccione: poco sotto c'è un piccolo rifugio di pastori, ben visibile dalla strada e una pozza d'acqua simile ad un punto esclamativo. Lasciata la macchina seguiamo il sentiero che, superata Valle Ranna, si incanala tra Cima di Faiete e Montagna Grande. E' molto comodo e pianeggiante. Durante il percorso abbiamo incontrato il Lago di Barisciano (1604 m)
e il Lago di Passaneta (1561 m). Amo tutto ciò che è fonte o sorgente o contenitore d'acqua. In alta quota rappresenta la vita.
Il nostro obiettivo lo raggiungiamo in poco tempo, sono i ruderi del monastero di Santa Maria del Monte in Paganica (1616 m). Da lì attraversiamo il Campo delle Ginestre e ci portiamo prima su Monte Cecco d'Antonio (1758 m), così tanto per salire un po', e successivamente su Monte Mesola (1706 m).
Ripassando per il Lago di Passaneta ci accorgiamo di una piccola volpe morta da pochi giorni (due o tre) che aveva ben visibile il foro di un proiettile sullo stomaco... in zona parco è vietata la caccia! Porca miseria!... La caccia non è uno sport. Non si compensa la carenza degli attributi maschili con un fucile in mano. Ci vuole ben altro. Quanto è brutto poi vedere che il frutto di tale disciplina è lasciato a imputridire ai vermi. Chi fa questo non ha rispetto, e non ne merita.