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domenica 21 dicembre 2014

Anello dei Laghi di Passaneta e Barisciano, nella memoria dei cistercensi e dei partigiani

Tra la Cima di Faiete e la Montagna Grande si definiva un antico sentiero che passava per i laghi di Passaneta e Barisciano, conducendo ai ruderi di Santa Maria del Monte. La bellezza dei modesti contrafforti del Gran Sasso si stemperava sotto i tonidella neve, rimasta a schiarire soltanto i versanti a Nord delle montagne, come a voler mostrare il volto di due stagionidifferenti. Le acque si fermavano al gelo sotto la volta di sottili lastre di ghiaccio, mentre il falasco secco mostrava soltanto ilricordo della vita, con tutti i colori che si sbiadivano in toni opachi e stanchi, come a voler spegnersi del tutto prima diperdersi sotto la coltre bianca. I ruderi di Santa Maria del Monte ricomponevano a tratti l’antico perimetro dell’abbaziacistercense, molti secoli si frapponevano alla deposizione di quelle pietre, lasciando alla memoria l’indagine di poche muraissate a ricordare, con finestre confuse tra quello che era dentro e quello che era fuori, ormai tutto interno della Piana di CampoImperatore. Salivamo su Monte Archetto con il pensiero rivolto ai Partigiani che durante la Seconda Guerra Mondiale trovaronoriparo nel suo rifugio. Il vecchio cemento che teneva le pietre portava incisa la data 1931, probabile anno della sua edificazione.I fiori secchi dei cardi si issavano da terra come stele di memoria, trovando risalto nel contrasto con la neve, prima di perdersilentamente nella nebbia, come a imitare i ricordi che sbiadiscono dopo settant’anni.

giovedì 25 marzo 2010

Dal Piano di Racollo alla Fossa di Paganica passando per le Archette

Quello di oggi è stato un giro che volevamo fare già da un po' di tempo, solo che se aspettavamo ancora lo avremmo fatto per il prossimo anno... la piana di Campo Imperatore oggi era tristemente maculata: la primavera ormai è giunta, si sente, e sta portando con sé la meraviglia dei suoi colori, dei suoi profumi, si sta risvegliando tutto l'incredibile mondo della vita, con i suoi meccanismi semplici articolati da una complessità impossibile da comprendere in maniera lineare. La neve, però, come è giusto che sia, se ne sta andando, come in ogni sano ciclo naturale che si rispetti. Parcheggiato poco oltre Racollo (nei pressi della sbarra che chiude la strada) abbiamo sciato su ogni minuscola striscia di neve che incontravamo (a bordo strada e nei piccoli avvallamenti) saltando da una parte all'altra e cercando di togliere gli sci il meno possibile (a fine stagione mi sa che li butto..). Fortuna che mano a mano che salivamo il bianco si uniformava sotto i nostri occhi, dandoci così la possibilità di
sciare sul serio. Salite per Valle Coppone i riferimenti visivi che abbiamo incontrato sono quelli di un vecchio pozzo spaccato, che sulla carta vedo che prende il nome di Piscina (1766 m); e un vecchio rifugio in muratura, su Monte Archetto (1831 m), ridotto, purtroppo, in una condizione fatiscente. Continuando, siamo passate nella valle che separa Cima di Faiete e Costa Ceraso, in una zona che prende nome delle Archette, facendo poi una gradevolissima discesa che porta dritta dritta alla Fossa di Paganica (1680 m). Siamo arrivate fino al piccolo laghetto della piana, percorrendone i due terzi, e impiegando due ore precise dalla partenza. Non c'era nessuno lì, solo noi. Facevamo parte di un tutto decisamente immenso. Inizialmente volevamo eseguire un percorso ad anello per i Ruderi di Santo Egidio, ma poi ci abbiamo ripensato (perchè non c'era la neve), e ripreso di nuovo la gradevolissima discesa, che a sua volta si era trasformata in una bella impettata. Quattro ore precise precise.